28/29-7
Mi sto per sposare. Mi sono presa all’ultimo minuto, tanto non è la forma che conta ma la sostanza, no? Ho un vestito nuovo, ma non è un abito da sposa. è un bel vestito, panna e nero, a fantasie geometriche. Ha le spalline strette, un corpetto, il busto strutturato, la gonna ampia. Sembra la versione ‘vestito, ma chiaro’ della fantasia della mia tracolla eastpack decennale. Va bene che quello che conta è la sostanza, ok, ma un po’ di trucco non te lo metti il giorno del tuo matrimonio? Incomincio, ma sono prodotti che non ho mai usato e ho difficoltà ad applicarli mentre sono in auto. Intanto ormai siamo arrivati alla chiesa. Non so di preciso dove sia, so solo che la luce e l’orientamento sono gli stessi della vecchia casa dei miei nonni materni. E infatti davanti alla chiesa il sagrato è il cortile, e io e altre signorine che sono mie amiche ma che non ho idea di chi siano facciamo le ultime sistemazioni sotto una struttura tipo stalla rimodernata. Il fondotinta mi macchia la faccia, senza che riesca a stenderlo. Una tipa mi aiuta spruzzando un solvente; metà del colore viene via, ma almeno il risultato ora è uniforme. Mi guardo allo specchio e mi rendo conto che ha fatto reazione, che in mezzo alla fronte ha fatto pellicola e si è rotto in maniera circolare ed è apparso un simbolo “sollevare qui”. Tolgo tutto e non se ne fa più nulla. Intanto mi comincio a chiedere perché. Perché mi sposo? In chiesa, poi? Per fare contento chi? Non so neanche chi sia l’uomo. Mi passa la voglia. Vado a controllare il salone da ricevimento, attiguo alla chiesa. Trovo un bambino che mi dice che il vestito è brutto. Io ci resto un po’ male, lui si corregge: ‘forse sarebbe più bello se fosse della tua taglia...’. Mi rendo conto che ci navigo dentro, farfuglio un ‘l’ho preso quando ero più grassa...’, arriva mia madre che con un colpo solo mi accorcia entrambe le spalline, ma resta largo lo stesso. L’idea di sposarmi mi sembra sempre più sbagliata.
[Mi sveglia una brutta crisi vagale alle sette e mezza. Superata quella, sonno simile a stato comatoso fino alle 11.]
Nota: dev’essere la prima volta in venticinque anni che sogno di sposarmi.












