#Repost @viceitaly • • • • • • United States of America Come in gran parte del mondo, le scuole sono chiuse anche negli Stati Uniti. Ma oltre agli ovvi disagi per gli studenti, il lockdown ha involontariamente prodotto un risvolto positivo: nel marzo del 2020 non c’è stata una singola sparatoria di massa negli istituti scolastici superiori o nei campus delle università. Non succedeva da quasi vent’anni—più precisamente dal marzo del 2002, quando uno studente di 13 anni venne fermato poco prima di fare una strage. Da allora, secondo i dati raccolti dell’associazione National School Safety Center, in ogni marzo c’è stata una grossa sparatoria a scuola. C’è comunque da notare che, all’inizio dello scorso mese, ci sono stati almeno otto episodi di colpi d’arma da fuoco—alcuni dei quali avvenuti nei parcheggi degli istituti, o per errore del possessore. Ma nessun incidente può essere assimilato a massacri come quelli di Columbine del 1999. A darne per primo la notizia è stato il giornalista del Washington Post Robert Klemko, su Twitter. È“ la prima volta che vedo i miei figli rilassati, senza dover scattare sull’attenti per ogni suono insolito,” ha scritto una madre in risposta al tweet. Se le sparatorie nelle scuole sono in diminuzione, tuttavia, la vendita di armi è salita in tutto il paese: il proprietario di un’armeria ha detto a CBS News che le principali ragioni di questo incremento sono il bisogno di sentirsi protetti durante la quarantena e la paura del futuro. Gli attivisti per il controllo delle armi sono particolarmente preoccupati, anche per gli studenti: non solo possono trovarsi in situazioni più rischiose a casa, ma soprattutto in vista del ritorno a scuola. “Quando finirà questa pandemia e usciremo da una realtà di distanziamento fisico,” ha detto Igor Volsky, il direttore della Ong Guns Down America, “le armi continueranno a essere lì.” #viceitaly #usa #armi #scuola #massshooting #guncontrol #statiuniti #coronavirus #covid19 https://www.instagram.com/p/B_HTMHHoYl7/?igshid=jr1jrvbs2b1v