Ring
Forse non è uno dei giorni migliori questo.
Eppure basterebbe poco per farmi felice.
Alza il telefono e chiamami, senza nessuno scopo preciso, magari solo per dirmi “scemo che fai”.
Basta un piccolo gesto nelle giornate vuote, basta una piccola volontà di avermi. Perché nonostante tutti i difetti che possiamo avere, il pregio di voler qualcuno vicino è sempre vivo. Che senso avrebbe svegliarsi la mattina? Che senso avrebbe vanificare i sogni?
Vorrei tornare all’epoca degli squilli sul telefono, quando un gesto semplice e a costo zero ti faceva capire che quella persona ti pensava, e forse era più vivo di un TVTB. Quel tempo si contavano i caratteri, si sceglievano le parole migliori, si ragionava, si sperava. In quei momenti ci sentivamo meno soli, perché sapevamo che qualcuno aspettava il suono di quell’SMS e il non sapere ne se aveva letto, ne quando stava scrivendo la risposta, ci faceva sentire più vivi, più attenti alle persone.
Viviamo nell’epoca degli “stati online”, del “sto facendo esattamente questo ora” oppure “mi piace esattamente quello”.
Una volta non contavano quanti cuori vedevi, ma spendevi del tempo per quella persona al fine di creare un cuore fatto di punti, trattini e linee.
Ci si voleva più bene, perché l’unica cosa “social” era arrivare mano nella mano a scuola con la propria ragazza e ci si imbarazzava solo al pensiero del bacio.
Una volta non è ora.
Ora potrebbe essere paradossalmente meglio.
Potrebbe ho detto
Manu












