L' ho vista in un giorno d'estate. Forse solo io la notai, quella piccola fiamma spenta che viveva in mezzo alla gente. Ci incontrammo una sera, io morivo di invidia per un altra persona a quel tempo. Ma appena la vidi, mi incuriosì. Lei non lo notò mai, ma mentre gli dissi le famose parole "Non innamorarti mai", i miei occhi la guardarono e videro un piccolo angelo caduto, che non voleva volare, non voleva oltrepassare il confine. Voleva stare con i piedi per terra. Il destino ci fece ancora incontrare e nacque in me il volere di far riaccendere ancora quella fiamma che si era ridotta a una scintilla. Così, mi presi cura di lei. Ogni giorno, la amai con tutta me stessa. Gli diedi tutto di me: i miei pensieri, le mie speranze, le mie debolezze, i miei ricordi sia belli che brutti, i miei sogni. Le nostre risate si mescolavano per fare spazio a un concerto di armonie tutto nostro. Gli costruì la più bella armatura che potesse esistere : la più dura e la più brillante, per far si che nessun altro spegnesse mai più quella fiamma che illuminava le sue giornate, la sua vita. Gli fornì la più bella spada: poteva incidere su qualsiasi cosa volesse. Non la resi migliore: la feci sentire amata più di qualsiasi essere. La guardavo con amore, il mio ghiaccio negli occhi si scioglieva appena vedevo quell' universo che era incastrato in quegli occhi. Solo con me toglieva quell' armatura per essere sfiorata e per alimentare quella fiamma, per stare bene. Io avevo bisogno di lei. Non era lei che aveva bisogno di me. Senza che me ne accorgessi, in uno spiraglio entrò una serpe del passato. Strinse quella fiamma fino a quasi spegnerla. Quella serpe me la porto via. Lei era felice, anche se il suo cuore l' avevo fatto ribattere io. Le mie lacrime non valsero per farla tornare. Le mie parole, non valsero per farla ragionare. Aveva tradito la mia fiducia, tutto il mio amore mi aveva lasciato quell' enorme cicatrice, un buco in petto. L amavo ancora? Se fosse tornata? L avrei curata ancora? "non innamorarti mai" dissi agli inizi. Eppure fui io a crederci e a buttarmi per prima.