Amarmi senza scarpe vuol dire amare le mie lunghe gambe brune, dolci e care, buone come cucchiai e i miei piedi, due bambini liberi di giocare nudi. Nodose sporgenze le mie dita, non più costrette - e in più guarda le unghie e le prensili giunture di giunture come in dieci passi mettono radici - irrequieti e selvaggi: questo l’ammazzò, questo la cucinò. Lunghe gambe brune e lunghe brune dita. Più su, caro, la donna rievoca segreti, casine, piccole lingue che narrano per te. Siamo soli noi due in questa casa su una lingua di terra. Ha un campanellino nell’ombelico il mare, ed io sono la tua scalza puttanella per una settimana. Gradiresti del salame? No. Non ti va proprio uno scotch? No. Non bevi molto tu bevi me. I gabbiani uccidono pesci strillando come bimbi di tre anni. Il ritmo delle onde è una droga e tutta notte invoca sono, sono, sono. Scalza, ti tamburello la schiena su e giù. Corro da porta a porta la mattina, nella capanna giochiamo a nascondino. Ora mi afferri le caviglie, ti fai strada fra le gambe e vieni a trapassarmi nel punto della fame. Anne Sexton - Scalza















