non so, dipende l'idea che uno ha di "ritardato". io penso che crescere accanto ad un bambino diverso per forza cambia l'ottica di vita. la cambia in due modi, uno positivo e l'altro negativo. saremo sempre più riflessivi, toccati da certi argomenti, profondi e capaci di provare empatia verso chi sta passando quello che viviamo anche noi. a volte provo invidia nel vedere che la massima preoccupazione delle mie amiche è un taglio di capelli che non piacerà al ragazzo o un esame andato male. per loro quella è normalità. per me invece è qualcosa di più difficile, che rende quei problemi minori rispetto ad altri. mi chiedo se lo troverò mai un ragazzo che vorrà aiutarmi nel crescere Emi e se sarò in grado di pensare a me e a lui in futuro. sono cose che mi stringono il cuore. ma cosa si può fare altrimenti? é la nostra vita, turbolenta eppure bella. In ritardo quindi rispetto a chi? quali persone? mi vedevo in difetto nei confronti di coetanee molto più vuote, idealizzate in maniera sbagliata. nessuna vita è oro colato, nemmeno quelle che appaiono più normali. ho la fortuna di avere una famiglia dove vive l'amore e questo basta per ora, fino a quando non sarò io a costruirne un'altra. non sono in ritardo, nessuno è un ritardato. non ci sono primi o secondi, siamo tutti diversi e va bene così. la società semmai ci vuole caproni omologati e ignoranti, fa guerra a tutto ciò che non rientra in schemi rigidi di regole assurde. quando non si vuole capire, lì sta la malattia. quando ti obbligano a strozzare la tua personalità per diventare un nessuno manovrabile e insicuro, vuoto. sii fiero di te stesso, anche se hai tutto l'universo contro: in due- uno distinto dall'altro, ognuno bello e importante a suo modo. ci si può prendere per mano.