un pernacchio solenne e salivoso
a tutti i politici, a tutti gli economisti di niente
e a tutti i detentori di capitali piccoli, smisurati o ingenti,
che hanno basato sulla finanza questo fottutissimo sistema
di libere volpi in liberi pollai, che strozzano
popoli, galli, pulcini, galline, genie, genti e gente
in nome di monete sonanti, banconote sante e assegni assenti:
soldi che producono soldi che producono soldi e debiti pubblici e privati
destinati a gravare ininterrottamente
sulle spalle della gente povera
e della povera gente
ignara di tutto
ed edotta di niente
(il denaro è uno strumento;
uno strumento che produce uno strumento
è come il replicante della fantascienza
più tetra, trita e indecente
che si impossessa del mondo
e si ribella all’umano che l’ha messo al mondo
allo stesso modo in cui
un incosciente mette al mondo un incosciente
e poi si trova con le pezze al culo
e senza più niente di niente)
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