Forse il carattere è ciò che si forma in un tardo pomeriggio, quando la delusione ha riempito le nostre mani di specchi infranti e ore perdute e promesse mai avverate.
Fabrizio Caramagna
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Forse il carattere è ciò che si forma in un tardo pomeriggio, quando la delusione ha riempito le nostre mani di specchi infranti e ore perdute e promesse mai avverate.
Fabrizio Caramagna

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GOOGLE MAPS FINORA AFFERMAVA CHE NON ESISTEVA, E INVECE "LA SCUOLA CHE (NON) C'E'", DA OGGI HA UN INDIRIZZO FISICO! 😍 - Forse non tutti sanno che la nostra scuola è stata messa in piedi proprio in uno dei villaggi rurali più abbandonati della Terra, in un luogo geo-politicamente inesistente (non rintracciabile nemmeno su google-maps) e che attraverso la nostra scuola abbiamo "costretto" il Governo della #Tanzania col quale stiamo collaborando (noi mettiamo in piedi la scuola e loro provvedono a gli insegnanti autoctoni qualificati) a creare letteralmente un indirizzo postale e una geo-referenza del luogo (lo trovate scritto sotto il tetto blu) e a spostare la sua attenzione su uno dei villaggi più poveri del continente #africano. Perchè servivamo noi sgangherati, folli e incapaci per farlo? Perchè andare a #casaloro per ricordargli di prendersi cura del loro stesso popolo? Semplicemente perchè molti governi africani, sono talmente sotto sviluppati che preferiscono investire sui territori in crescita o ancora "recuperabili" tralasciando necessariamente le terre recondite e definitivamente #perdute. Noi vogliamo essere quel si quando il resto del mondo dice no! Insieme a voi, abbiamo puntato proprio dove nessuno avrebbe mai puntato, l'abbiamo fatto con fede e follia per mettere in contatto 500 bambini col loro futuro, per dare un nome a chi non ha nome, e un volto agli sconosciuti. Come recita un proverbio africano: "Se vuoi andare veloce corri da solo, se vuoi andare lontano corri assieme a qualcuno". Stiamo ritardando un po' a causa della burocrazia africana che per natura è molto lenta, ma piano piano stiamo arrivando al giorno del "parto", l'inaugurazione! 😉 Stiamo correndo insieme al governo, e con chiunque ancora volesse essere parte attiva di questa #pazzia, c'è ancora modo e tempo di donare. (stiamo acquistando altri banchi, porte, materiale scolastico...) Vi rammento però che la nostra, insieme alla vostra, non è mera “beneficienza”, non è qualcosa per la quale andiamo lodati, è semplicemente quello che siamo in dovere di fare, non solo in quanto cristiani ma soprattutto in quanto essere umani. ✅ Paypal: [email protected] ✅ Bonifico: A (presso Morogoro, Tanzania) https://www.instagram.com/p/Bya9Uviis3j/?igshid=1oj9jti0mbnw4
Siamo due anime cadute mille e milioni di anni fa ma, per fortuna, ritrovate in questa favola.
Max Pezzali

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Sogni infranti
E' così grigio il firmamento visto da uno sguardo spento, si pensava di vederne il nero ed invece ne guarda il grigio fumo, aspirati dall'ansia e messi nel posacenere dei sogni sbiaditi e spenti, che cadono a pezzi insieme alle speranze di essi. La finestra aperta a lasciar che un soffio di vanità e di miseria porti via anche la felicità di quei sogni perduti nel crudo e vasto mondo. Il mondo che assorbe la piccola felicità di un'anima dagli occhi semi spenti, e senza più quei sogni si sente estranea a sé stessa e inizia ad avere freddo;
non ha più in corpo quel suo calore di sicurezza e la forza di esser serena, come un abbraccio ricevuto o di quando dormiva avvolta dalle coperte... Il vento inizia ad intensificarsi e sradica dal suo cuore il suo piccolo Amore e persa nella disperazione, stringe il pugno e inizia a mordersi le labbra: morbide come la seta, dolci e forti come l'Amore che ha appena perso.
Il cielo si trasforma, il grigio fumo sta sfumando in un colore più scuro; più tetro e gelido ch'avvolge, con un velo d'oscurità, il portale del sogno: e come un alchimista trasforma il portale in un valico colmo di incubi, grida gelide più dell'inverno e calori ancor più freddi trasmessi dall'ansia. E dalla paura, che accarezza quell'anima ferita trascinandola piano piano nelle profondità dell'abisso della discordia, della malinconia e della depressione. Chiusa dietro a delle sbarre di paranoia, rancore e agonia comincia a provare,
anche lei, il buio dell'abisso, che comincia a radicarsi dentro l'anima della sua anima, un odio e una completa insicurezza di vivere o di inseguire i propri sogni. Ma in un lampo di tenebra inizia a capire che quell'abisso buio e tetro di quale sostanza sia fatto e da dove sia cominciata quest'estrema oscurità.
Si accinge a capire perché oltre ai sogni le è stato rubato anche l'Amore. Inizia a trovare piccoli sprizzi di luce uniti a formare uno squarcio nella profondità. Le sbarre si dissolvono nel vuoto e quest'anima comincia a correre all'impazzata verso quello squarcio alla ricerca del capire il perché di quell'abisso.
Mette le mani ai lati della fessura ed inizia ad allargarla per poter passare oltre, riesce ad attraversare la fessura di luce e si ritrova sconvolta e stravolta: quell'abisso dove era finita fino ad un momento fa era il suo sguardo spento; da dove guardava la sua anima sparire insieme ai suoi sogni. Capovolgendosi la prospettiva, il portale del sogno è stato trasformato nel valico degli incubi, e lei, è soltanto la vittima di quella trasformazione che ha causato la perdizione di sé.
Avevo un’amica
Poi è partita lontana, nel 2009. Ci siamo riviste una volta sola, nel 2012. Le volevo un bene immenso e mi pento di non aver fatto abbastanza per mantenere i rapporti con lei.
Da perfetta idiota io non mi son fatta più sentire, ho tentato di giustificarmi con me stessa ma non ha funzionato. Non mi perdono per il poco impegno che ci ho messo.
Poi lei si è cancellata da Facebook e ho perso ogni modo di comunicare con lei. Io mi fidavo di una canzone che dice “C’è chi si aspetta ad occhi aperti e non si perde più” ma io ho chiuso gli occhi e ho mandato a fanculo tutto, è colpa mia, è inutile sperare che le cose vadano bene se intanto lascio che il tempo passi e non muovo un dito.
Da quando è andata via da qui ha trovato un sacco di amici, le cose per lei hanno iniziato ad andare meglio, più o meno. E io son sempre stata felice per lei, sinceramente felice. Ero così felice che nemmeno ho provato gelosia nei suoi confronti, e di solito son molto gelosa. Sono orgogliosa di lei, anche se ora non so nemmeno se va ancora a scuola, non so più niente.
Pochi giorni fa mi è arrivata la sua richiesta di amicizia su Facebook. Ha un nuovo profilo e una foto nuova.
Ora è cresciuta, è diventata davvero bellissima, a dispetto di tutto ciò che le dicevano quando era piccola.
E’ bellissima e glielo vorrei tanto dire.
Non so scrivere ma va bene così...