I miei fallimenti son sospesi sopra la mia testa, a volte cadono e ne sento tutto il peso su di me.
E fanno rumore sopratutto la notte, sopratutto quando vorrei dormire di più.
E faccio orari del cazzo, faccio pasti del cazzo, non sto bene per un cazzo e c'è un caldo del cazzo. Pure la mia pancia fa rumori del cazzo.
Poi tutti che dormono, russano, e la mattina le sveglie, e le canzoni prima di aprire gli occhi, e sopporto fino al caffè al bar che dovrebbe aiutare invece fa schifo al cazzo pure quello, sempre scazzo.
Io ho visto una luna pazzesca, e sarò infantile, ingenua ed ancora immatura ma il massimo della mia felicità non è data da un'abbronzatura. Cazzo mi frega di diventare scura se la notte c'è questa luna?
Ma poi son priorità differenti e non posso metterci bocca io, ma devo subire?
E poi questa cosa che non posso stare in giro la notte perché il cimitero è pericoloso, e non voglio sentire storie di vampiri e di vecchi ribelli, voglio solo stare sola. E di nuovo i vecchi ribelli, e chi tiene gli ormoni nella marmitta della macchina. E vaffanculo cammino ancora due ore anche se sono una ragazza, è notte, ho le gambe scoperte e son da sola.
Solo mamma può portarmi a casa, ci siamo messe d'accordo, io avevo bisogno di prendere aria però lei è mia mamma e le mamme non mollano i figli in mezzo alla strada. Anche se son già abbastanza grandi da cavarsela da soli.
Anche se poi si torna sempre ai fallimenti che mi hanno inchiodata qui.
E ci provo ad andare avanti, anche avanti di 10 metri io starei meglio, io me la tento, lo dico sempre. Six, Vodafone, il fast food, gli aspirapolveri o qualunque altra cosa ma lontano da qui, dieci metri e o 2000km.
Finalmente dormirei, anche se ti presterei dei soldi per venirmi a trovare -ci vorrebbe una notte una notte una notte- (ma credo che si chiami sequestro di persona) e alla fine nemmeno dormirei perché la notte dura poco e il tempo non mi basta per far tutto quello che c'è da fare.
-mi basterà una vita(?)-
E anche se poi trovassi il tempo di dormire lo farei ai piedi del letto perché non mi vuoi ma è l'unica notte insonne che sopporterei.
E non sopporto nemmeno svegliarmi la mattina ma è un dolore dolcissimo quando c'è il burro, la marmellata, il caffè e non diciamo nemmeno una parola perché la mattina è illegale. E non mi dici spesso che mi ami e ti capisco perché io mi blocco con cose tipo “sararara, falafel” però ho avvicinato il tabacco al letto e te lo sei fatto scappare ed è stato tipo un concentrato di sincerità spiazzante che sopporterei anche la mattina appena sveglia.
Che poi ho iniziato a parlare dei pesi dei fallimenti e come ogni volta sei arrivato tu nella mia testa a ricordarmi di sorridere, che tanto è tutto perfetto, leggero, divertente, perfetto, strano, perfetto, dolce, perfetto.
Fanculo tutto il resto.