Che tanto lo sapevo. Lo sapevo fin da quando cominciai a vederlo con un altro occhio, con l'altra metà del cuore. Sapevo che se ne sarebbe andato un giorno, ma non volevo che quel giorno arrivasse così presto. Abbiamo passato troppo poco per essere considerati un noi, e troppo per far sì che io impazzisca di lui. Mi manca. Mi manca come ogni anno mi manca la primavera. Si, perché sostanzialmente lui per me è la primavera. È l'attimo di pace che l'estate e l'inverno ti da. È il preciso momento in cui i fiori cominciano a sbocciare e a riempire di colori i prati, gli alberi, i balconi delle città. Gli stessi fiori che tutti adoriamo e che allo stesso tempo malediciamo perché portano ad una leggera allergia. Allo stesso modo io lo amo, anche se può causare un lieve calo fisico. Lui è come i raggi del sole che emana questa stagione: tiepidi. La temperatura tiepida che fa venire la pelle d'oca e che fa rabbrividire. Un po’ come l'effetto che mi fa quando lo vedo arrivare da lontano avvicinarsi verso di me. Non lo sento da ore e già sento mancare quasi l'aria. In questi momenti mi sento un disastro naturale; un po’ come i terremoti, l'eruzione vulcanica o i fiori che cominciano a cadere dagli alberi lasciandoli sfogli, vuoti, privandoli di tutto ciò che hanno: la bellezza. Cosa sono esattamente? L'albero grigio e nudo o le foglie rosse dell'autunno? Le stesse foglie colorate che tutti amiamo vedendole sui marciapiedi, sulle panchine, e che però continuiamo a calpestare, a odiarle pure perché l'autunno è l'attimo prima che preavvisa l'inverno. In autunno cominci già a sentire l'aria di pioggia, del vento, della malinconia e della tristezza. Pochi sanno apprezzarlo.
iosua,luimio.














