Monologo - 1° parte
Quanto vorrei che le persone smettessero di parlare e si concentrassero sull'ascoltare. Come possono essere così dannatamente stupidi nel commentare sempre quello che succede nel mondo, d'estate si lamentano del caldo, d'inverno del freddo e del ghiaccio per strada, d'autunno piove troppo e se non piove non è autunno per loro, la primavera ha troppi fiori e sono allergici al polline. Silenzio. Sono tutte stronzate. Voglio fumare ancora. Ti prego giramene un'altra che qua la storia si fa lunga.
Capisci cosa sto dicendo, vero? Ci sono mille modi di ascoltare. E io preferisco quello del silenzio. Del non esprimere il mio giudizio, per questo la gente si confida spesso con me. Lascio a loro la capacità di trovare una soluzione, forse per te sarà stupido, ma perché dovrei trovare io una risposta a tutto? Io non sono nessuno per dire c'ho che è giusto o sbagliato. So suggerirti il mio tipo di esperienza, ma tu… bhe tu non fare quello che ho fatto io. Fai quello che sembra giusto per te. Fidati del mio consiglio. Non è sbagliato c'ho che pensi tu. Ma la risposta deve venirti da dentro.
Dove eravamo rimasti?... Ecco si, il silenzio. Tipo ora che ti parlo, non posso capire a cosa stai pensando. Magari non stai pensando proprio a niente e stai semplicemente annuendo con la testa. Ma come darti torto, tutti siamo estranei. E agli estranei non si da mai troppa importanza. Soprattutto ora che entrambe siamo strafatte. E avremmo voglia di dormire, o mangiare. Ma l'appetito l'ho perso all'inizio del discorso. Perciò iniziamo a fumare. Almeno mi passa un po'.



















