[...] non ha importanza che tu parta o torni né conta che i miei capelli siano bianchi, (non è questo che mi dà pena – mi dà pena che non mi s’imbianchi anche il cuore). Lasciami venire con te.
— Ghiannis Ritsos, La Sonata al chiaro di luna
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[...] non ha importanza che tu parta o torni né conta che i miei capelli siano bianchi, (non è questo che mi dà pena – mi dà pena che non mi s’imbianchi anche il cuore). Lasciami venire con te.
— Ghiannis Ritsos, La Sonata al chiaro di luna

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"O Céu da Língua", monólogo escrito e estrelado por Gregório Duvivier com direção de Luciana Paes.
Anch'io esisto.
Fin dalla mia infanzia, sono stato pervaso da una sensazione che solo oggi, con la consapevolezza di un individuo più maturo, riesco a esprimere con chiarezza.
Osservavo le persone attorno a me, gli alberi mossi dal vento, il cielo che cambiava colore al tramonto, pensando con stupore: "Tra tutte quelle vite, anch'io sono qui. Anch'io esisto. È incredibile!".
All'epoca non riuscivo a comprendere appieno il significato di quella sensazione, né dove mi avrebbe condotto.
Col tempo, tuttavia, percorrendo - talvolta inconsapevolmente - le orme dei grandi pensatori che mi hanno preceduto, un'immagine più chiara ha cominciato a delinearsi nella mia mente, suggerendomi che nulla avrebbe potuto esistere senza la mia presenza e, di conseguenza, il mio atto di percezione.
Sentivo che se io non avessi potuto esistere senza l'universo, neanche l'universo avrebbe potuto esistere senza di me, perché io e l'universo siamo la stessa sostanza.
A quel punto, la causa della mia esistenza apparve più nitida, e cominciai a domandarmi se la mia presenza non fosse, in qualche modo, il risultato dell'impossibilità della mia assenza.
Da questa intuizione, un'idea mi prese per mano, suggerendomi che siamo fondamentalmente legati all'esistenza, sia nel ciclo della vita che in quello della morte.
Perché tutto ciò accade? Una domanda che non trova una risposta razionale, ma che esprime solo presenza: la stessa presenza che nega l'assenza e attraverso cui l'universo trova modo di manifestarsi e osservarsi.
Qualcuno una volta disse: "La coscienza è il modo in cui l'universo prende atto di sé stesso". E io oggi dico: "In quel riconoscimento, per un istante, anch'io esisto".
Cogito Ergo Iperuranio
As pessoas dizem que a beleza da vida é que podemos sempre recomeçar, mesmo quando isso exige deixar algumas coisas para trás. Eu queria acreditar nisso com a mesma facilidade ou, pelo menos, conseguir enxergar beleza nas despedidas. Mas, para mim, toda despedida sempre pareceu mais um pedaço de mim ficando para trás do que um convite para um recomeço belo e esperançoso.
-Monólogo sincero de um pessimista.

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L'amore profondo è un sentimento che va oltre le parole, oltre i gesti, oltre il tempo. È un legame invisibile che unisce due anime in un modo che solo loro possono comprendere. È la sensazione di essere completi solo quando si è insieme, di trovare rifugio e conforto nell'abbraccio dell'altro. In un mondo in cui tutto sembra effimero e fugace, l'amore profondo è una roccia solida su cui costruire la propria vita. È la certezza che, nonostante le tempeste e le difficoltà, ci sarà sempre qualcuno al proprio fianco, pronto a sostenere e a condividere ogni momento, sia esso di gioia o di dolore. L'amore profondo è fatto di piccoli gesti quotidiani, di sguardi che parlano senza bisogno di parole, di silenzi che raccontano storie. È la capacità di accettare l'altro con tutte le sue imperfezioni, di vedere la bellezza anche nei difetti, di amare incondizionatamente e senza riserve. È un sentimento che cresce e si rafforza con il tempo, che si nutre di fiducia, rispetto e comprensione. È la consapevolezza che, nonostante le differenze e le difficoltà, l'amore è più forte di tutto e può superare ogni ostacolo. L'amore profondo è un dono prezioso, un tesoro da custodire gelosamente. È la forza che ci spinge a dare il meglio di noi stessi, a crescere e a migliorare, a diventare persone migliori. È la luce che illumina i nostri giorni e che ci guida nei momenti di oscurità. In un mondo in cui tutto cambia e si trasforma, l'amore profondo è l'unica costante, l'unico punto fermo. È la certezza che, non importa cosa accada, ci sarà sempre qualcuno che ci ama e che ci sostiene. È la magia che rende la vita degna di essere vissuta.
ho trovato questo video su Instagram tra i reel a cui chi seguo ha messo mi piace e l'ho sentito fin dentro le ossa.
un anno fa la mia vita era oggettivamente diversa, mi rendo conto che a distanza di un anno per svariati motivi(il principale era un lavoro del cazzo con colleghe di merda) non ho più addosso la quantità di stress che avevo un anno fa.
a Marzo dell'anno scorso, intorno al 20 e qualcosa, ho saputo che non mi avrebbero rinnovato e ho pianto quando il 28 tipo ho salutato una collega con cui credevo sarei rimasta molto più in contatto; l'ho risentita in estate una volta e abbiamo parlato un paio di giorni poi basta, non le ho riscritto perché non vorrei disturbare e boh va bene così onestamente.
in un anno sono cambiate molte cose, se penso che ad Agosto un giorno prima di entrare in turno in un bar del cazzo ho avuto un picco di tachicardia e misurando i battiti li avevo a 150, mi girava la testa e stavo sudando freddo ma pur di non avere rotture di palle dalle ennesime colleghe di merda non ho detto un cazzo se non a una(che se n'è sbattuta) e sono entrata in turno aspettando mi passasse, il tutto per lo stress che mi causava quel postaccio, oltre ad altri fattori esterni che non starò ad elencare.
non ci ho mai fatto caso a quante cose cambiano in un anno, ora lavoro in un posto dove le colleghe mi trattano con rispetto, dove probabilmente se dico "scusami, dammi un attimo che ho la tachicardia e i battiti sono a 150" chiamano direttamente un'ambulanza per sicurezza; un posto con colleghe che scoprono che amo il tè e una che ha fatto le vacanze a Mauritius non solo me lo porta ma quando metto una storia dicendo che quello al caramello è buonissimo mi risponde "domani te ne porto ancora" con i cuoricini, tutta carina; un posto dove mi sento a casa nonostante sia lì da 3 mesi e mezzo, un posto dove stacco la spina da qualunque problema e mi diverto, nonostante talvolta lavorare con il pubblico sia pesante e con una delle colleghe a volte faccia preferire il chiudersi in magazzino a lavare il bagno piuttosto che starci in turno(ammetto, una volta l'ho fatto, a mia discolpa era anche il mio turno per lavare il bagno, ho colto la palla al balzo, diciamocelo).
un anno fa avevo paura a contattare una psicoterapeuta per tornarci perché non volevo pesare sugli altri per le spese, ora ci vado da quasi un anno(a maggio sarà un anno), ho elaborato uno degli eventi più traumatici della mia vita(e mi sento più libera che mai), ho iniziato a elaborarne altri e sento che piano piano sto guarendo, un passo alla volta.
un anno fa prendevo tutto sul personale, anche le minime critiche; ogni cosa che succedeva di negativo mi rimaneva in testa e ci rimuginavo sopra anche settimane o mesi(c'è chi può confermarlo), mi infastidiva persino che le clienti da yamamay non rimettessero a posto dritte le cose, mi urtava proprio, quelle cose che "fanno prudere le mani"; ora mi rendo conto che si, magari le cose negative mi rimangono un attimo addosso poi le ignoro, ignoro i clienti maleducati e rimetto in ordine al posto loro lamentandomi che comunque non ti costa nulla non nascondermi le scarpe o rimetterle dove le hai prese, ma tempo 5 minuti penso ad altro.
ci ho messo più di un anno ma ho finalmente imparato a fregarmene, di tutte quelle cose futili che non è giusto influiscano negativamente nella mia vita; ho imparato a fregarmene quando vedo qualcosa che mi dà fastidio e che prima mi avrebbe fatto sclerare; ho imparato a fregarmene quando vedo qualcosa che avrebbe potuto ferirmi o, peggio, se vedo qualcosa fatto appositamente per ferirmi o infastidirmi.
devo ancora imparare a non avere così tanti sensi di colpa quando discuto, soprattutto in famiglia, imparerò, un passo alla volta.
mi rendo conto che la maglietta che ho comprato oggi da Primark con scritto "in my healing era" è azzeccatissima, la metterò alla prossima seduta dalla psicoterapeuta e ne andrò fiera, proprio perché la sento vera come frase, finalmente.
merito che quest'anno vada bene, il 2024 ha avuto per circa 4/5 mesi tra la metà e la fine dell'anno un impatto abbastanza negativo e pesante, tra cui aver perso il mio idolo in un tragico incidente(Liam mi manchi sempre anche se non soffro più come prima).
quest'anno ho perso amicizie ma ne ho anche fatte di nuove, con le colleghe per esempio ho un bel legame nonostante siano tutte più grandi di me(tra i 7/10 e i 15/20 anni in più AHAH); non soffro più come prima per le cose negative, settimana scorsa è morta la fruttivendola del mio paese che conoscevo letteralmente da una vita, mi è dispiaciuto, è ovvio, ma ammetto di non starci soffrendo come avrei fatto anche solo mesi fa, figurarsi un anno fa.
un anno fa mi incazzavo per una stringa che non stava allacciata, oggi in metro mi si è staccata un'altra unghia ricostruita che si è rotta, ho riso e arrivata a casa l'ho attaccata con l'attak, come se nulla fosse.
forse sto maturando oltre che guarendo, sto crescendo e sto imparando a fregarmene e a non prendermela come prima per le cose? è molto probabile.
è uscito un fiume in piena da un video di pochi secondi con una frase di poche righe, sono grata di essere riuscita a tornare a scrivere come prima, un passo alla volta e tornerò anche al mio libro.
lascio sotto il video, se avete letto fino a qui vi ringrazio, lo apprezzo.
vi auguro di guarire da ciò che più vi distrugge e vi mangia da dentro, auguro lo stesso a me stessa e mi auguro che questo 2025 mi faccia stare bene.