Come esempio di regolamentazione legislativa del taglione vale la pena, per la sua singolarità, ricordare quella alla quale - nel racconto di Demostene - fecero ricorso gli abitanti di Locri Epizefiri: a Locri, ove per le lesioni personali vigeva la legge del taglione, si stabilì per legge che, se un monocolo avesse privato di un occhio un concittadino, non lo si potesse privare dell’unico occhio di cui disponeva. Così facendo, infatti, gli si sarebbe fatto subire un male maggiore di quello da lui provocato.
Ovviamente, qualche dubbio sulla storicità della notizia è più che lecito: il racconto è inserito in un discorso durante il quale Demostene accusa i suoi concittadini di aver preso la pessima abitudine di fare troppe leggi: e il caso di Locri è citato agli ateniesi come esempio di saggezza. In questa città, scrive infatti Demostene, vigeva la regola che colui che proponeva una legge lo facesse stando in piedi con un cappio al collo. Se la proposta veniva approvata, il cappio veniva sciolto; in caso contrario, veniva stretto al collo del proponente. E, così stando le cose, a Locri Epizefiri, in duecento anni, venne fatta una sola legge: quella proposta dal monocolo, appunto.