Qui, sopra la cadenza dell'acqua, dalla terra partoriente,
balbettandone il canto e recando un fardello di luce pura,
accudendo il mattino come una figlia radiosa e ridente...
Qui bisbiglieremo non uditi e la notte non ci farà paura.
Camminando soli... era lo splendore a legarci... o cosa,
nel tempo in cui l'estate scioglieva la chioma dorata?
Amavamo le ombre e i disegni proiettati senza posa
sulla terra, arazzi mistici, lievi nell'aria spossata.
Era quello il mattino... e la notte era un'altra storia,
pallida di sogno, l'ombra degli alberi come un dipinto,
fantasmi di stelle che avevano cercato la gloria,
sussurrando di fedi che il mattino aveva estinto,
sussurrando della pace nella brezza addolorante.
Giovinezza, lo scotto da pagare per il piacere della luna:
era quella la nostra urgenza, il linguaggio per noi così importante,
giugno usuraio che portò via la nostra fortuna.
Qui, nel profondo dei sogni, lungo le acque che non portano
indietro nulla che non ci serva sapere di ciò che è passato,
che importa se la luce è il sole e i ruscelli non cantano!
Be', ora è tutto passato, siamo cronaca di un mistero,
strano metallo precipitato da una meteora nel buio;
dal ventre della terra, si distende sulla riva, forestiero
sfinito, accanto a questa assurda mia sosia che sarei io...
La paura, un'eco che facemmo risalire alla figlia della Sicurezza:
ora siamo ombre e voci, molto presto di queste più nessuna...
Solo sussurri di mezzi amori sulla cadenza dell'acqua.
Giovinezza
lo scotto da pagare per il piacere della luna.
Rileggendo il capitolo su Amory ed Eleanor in Di qua dal paradiso di Francis Scott Fitzgerald, il capitolo che mi è piaciuto di più. E questa, per me, è una delle più belle poesie scritte sulla giovinezza. Almeno quel particolare tipo di giovinezza che mi ha colpito e che continua ancora oggi a colpirmi. L'infinito scoramento Fitzgeraldiano, nelle pose senza collocazione alcuna dei vari Pierrot. Vuoto. E se dovesse soffiare l'infinito, la brezza dolorante, tanto da abbassare le temperature, tanto da rinsecchire le cose, tanto da ricordarci malinconicamente le cose che non sono mai state, allora:
Quand reviendra l'automne,
Cette saison si triste,
Je vais m' la passer bonne,
Au point de vue artiste.