Io sono l'uccello di Ermes. Ho divorato le mie stesse ali per rendermi docile.
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San Giuda la sua celebrazione cade in data 28 ottobre ma attenzione a non fare confusione: non si tratta dell'omonimo apostolo traditore di Gesù.
San Giuda la sua celebrazione cade in data 28 ottobre ma attenzione a non fare confusione: non si tratta dell'omonimo apostolo traditore di Gesù.
Iscariota
1993 - 2018
Giuda iscariota
Fan art
Iscariota XIII’s kids from Hellsing
Heinkel Wolfe - Enrico Maxwell - Yumiko

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Non c'è più tempo per le scuse e me ne accorgo adesso dov'eri l'istante in cui ho smarrito il senso? Quando il sole dall'oro è passato al grigio e come sacrificio continuavo a cercarti lì dove ti ho perso. E con i graffi sulle guance..dolore che solo un Dio tace.. i tuoi conflitti.. la guerra, la pace. La mia parola scritta a sangue su fogli sporchi d'antrace lascia buchi sotto pelle come lance nel torace
SANTIAGO - Dalla parte d'Iscariota
anestesia-emozionale
in nome del padre, in nome del figlio, il nome DEL MIO DI NOME!
nonsolopazzia
Giuda Iscariota
« Ma tu sarai maggiore tra loro. Poiché sacrificherai l'uomo che mi riveste. »
Intorno alla figura di Giuda Iscariota la dottrina cristiana canonica e quella gnostica si trovano nel massimo disaccordo. La Chiesa Romana, infatti, tenendo conto di quanto si legge nei Vangeli di Matteo e Luca (due dei quattro vangeli scelti per indottrinare le masse a discapito dei moltissimi altri) afferma che egli era un ladro e soprattutto un traditore, avendo deliberatamente tradito Gesù consegnandolo alle guardie del tempio di Gerusalemme. In Matteo si legge inoltre che, afflitto dal senso di colpa, quasi in preda ad una possessione demoniaca, "gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi".
Al contrario gli gnostici vedono in Giuda il discepolo prediletto da Gesù, il suo vero amico, il suo confidente. Il suo tradimento - sostengono - è stato pianificato e richiesto dallo stesso Gesù, in quanto "il sacrificio del corpo carnale di Gesù è la chiave della redenzione", e quindi senza crocifissione non sarebbe stata possibile nemmeno la realizzazione del piano divino.
Come si possono conciliare fonti tanto differenti? Un'idea sarebbe partire dall'indagine etimologica del nome, che spesso nelle Sacre Scritture rivela significati occulti. "Giuda" deriva dall'ebraico Yehûdâh, che significa "lodato"; inoltre è interessante notare l'assonanza del nome con l'attuale "giudizio" o con "judex" (giudice, in latino), vale a dire "colui che ha capacita' di "jus", (giustizia, diritto), e di "dic-ere", (dire, pronunciare). "Iscariota" potrebbe derivare dal persiano Isk Arioth, ovvero "colui che serve" oppure "colui che sa"; altri sostengono che derivi dal termine aramaico Iskariot (che in aramaico, non scrivendo le vocali come consuetudine, sono omografi -S-q-r-t-), usato per indicare i killer zeloti e da cui deriva appunto il termine moderno sicario.
Come coniugare tra loro i tre significati di "Iscariota"? Il Vangelo di Giuda, un testo in lingua greca datato tra il 130 e il 170, avente una spiccata impronta gnostica, ritrovato solo nel secolo scorso, dopo che nei primi secoli del cristianesimo era stato volutamente tacciato di eresia dalla Chiesa Romana, ci può dare una lettura in parte nuova e piuttosto sconvolgente.
In questa opera, il tradimento dell'apostolo è dipinto come un atto di obbedienza: è Gesù in persona a domandarglielo. Proprio a lui Gesù affida il compito più ingrato, poiché è l'unico in grado di essere il mezzo della provvidenza, essendo considerato dal Maestro come il più fedele e il più profondo degli apostoli: "colui che sa". Questa sapienza esoterica potrebbe in effetti derivare dal fatto che, prima di diventare apostolo di Gesù, Giuda era un personaggio molto vicino ai saggi del tempio di Gerusalemme, dai quali evidentemente avrebbe potuto ricevere insegnamenti riservati agli iniziati. Altre fonti sostengono che Giuda facesse parte anche degli Esseni, la setta pre-cristiana che forse ha anticipato in maniera più evidente il messaggio Cristico (Giovanni Battista era uno di loro, e anche in questo caso è probabile che Giuda abbia ascoltato attentamente anche i suoi sermoni tonanti).
"Colui che serve" può dunque riferirsi al suo servizio nel tempio di Gerusalemme nei confronti dei saggi del Sinedrio; ma anche a Gesù: accettando l'inaccettabile richiesta del Maestro, si è reso suo servo incondizionatamente, senza neanche la ricompensa che spettava agli altri apostoli, la santità manifesta e le lodi delle generazioni future - ad egli infatti spettavano solo calunnie e maledizioni.
A proposito dell'episodio dell'ultima cena, nel quale Gesù annuncia agli apostoli l'imminente tradimento di uno di loro, è interessante leggere attentamente quanto riportato da Giovanni:
Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di', chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto». Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte.
Assistiamo dunque ad un Giuda posseduto dal diavolo, come è evidente tra l'altro nel dipinto allegato! Inoltre, nell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, Giuda mentre sta per ricevere da Gesù il boccone di pane tiene pronto nell'altra mano il contenitore d'argento del sale: nelle parabole cristiane il sale era spesso usato per simbolizzare la purificazione, la conservazione della vita e delle qualità positive, l'elemento che fa lievitare la Verità. Che legame c'è tra il pane che Gesù da a Giuda e la lievitazione della Verità?
E perché mai Giovanni ci dice che Gesù offrì a Giuda un boccone di pane, dopo il quale "satana entrò in lui"? Se Giuda fosse stato davvero un traditore, che bisogno c'era per Gesù di operare un rituale di magia per richiamare satana nell'animo del suo apostolo? Forse, così facendo, consegnandosi spontaneamente nelle mani del Male, Egli intendeva ingannare Satana, lasciandogli credere fino alla fine (la Resurrezione) che si fosse arreso e che morendo non avrebbe più avuto modo di redimere l'umanità. Al contrario, proprio per mezzo del Mistero della Crocifissione il Cristo redimerà i peccati del mondo, grazie ad una magia cosmica di dimensioni inimmaginabili, crocifiggendo l'Anima Mundi sul piano del Mondo Inferiore.
A riprova di ciò curiosamente abbiamo anche una testimonianza di Ireneo da Lione - uno dei Padri della Chiesa più risoluto contro coloro che considerava eretici - il quale ci dice che "secondo i Cainiti, solo Giuda il traditore conosceva la Verità come nessun altro e che per questo ha realizzato il mistero del tradimento, in seguito al quale tutto, in terra e in cielo, rimase sconvolto". Notiamo inoltre come Giovanni ammetta che nessuno degli altri apostoli capisse quello che Gesù stava facendo accadere: essi pensarono addirittura che avesse incaricato Giuda di un compito insignificante come comprare qualcosa per la cena! A tal punto era manifesta la loro ignoranza dei Misteri Antichi.
Nel Vangelo di Giuda si legge anche che, di fronte al rifiuto di Giuda, egli gli assicurò che nonostante il tradimento (o anzi proprio per esso) egli sarebbe stato più vicino al Padre di tutti gli altri apostoli, pur toccandogli in sorte il disprezzo e l'odio delle generazioni a seguire. Sotto questa ipotesi di lettura, il sacrificio di Giuda nei confronti del suo unico Maestro è puramente sincero, poiché da esso non deriva che sofferenza e rimorso per colui che lo mette in atto, e la maledizione incondizionata dei posteri. Il suo nome però, pur essendo maledetto sulla terra, sarà lodato ("Giuda") nei Cieli, e dopo il suicidio sacrificale (non dimentichiamoci che nelle ultime ore della sua vita Giuda era posseduto da satana per volontà di Gesù: con il suicidio, egli annienta anche il Maligno) egli sarà ammesso alla Gloria di quel Regno che, come dice Gesù ai saggi del tempio, "non è di questa terra".