2 mesi e 10 giorni. Due mesi e dieci giorni, tanto è durato il mio infortunio. Oggi primo giorno di lavoro. E ho dovuto omaggiarmi con il solito selfie. Le scarpe d'obbligo per poter camminare. Mi sono mancata. Molto. Troppo.
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2 mesi e 10 giorni. Due mesi e dieci giorni, tanto è durato il mio infortunio. Oggi primo giorno di lavoro. E ho dovuto omaggiarmi con il solito selfie. Le scarpe d'obbligo per poter camminare. Mi sono mancata. Molto. Troppo.
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Lavoro in uno dei punti vendita di punta dell'azienda, uno degli ultimi nati nei quali la proprietà ha deciso innovare, osare e, in generale, spendere: abbiamo la tecnologia più avanzata, il materiale più appariscente e il personale più giovane e piacente.
Tutto è nuovo ed è bello ed è in grande quantità.
Tutto eccetto i transpallet.
Il transpallet è quello strumento tramite il quale interi bancali di merce, a volte molto molto pesanti, vengono movimentati in magazzino o nello store assolvendo a una delle necessità della grande distribuzione, cioè la merce deve fluire.
Il punto vendita dove lavoro ne ha una così scarsa disponibilità che, nelle ore di maggiore intensità del lavoro, essi risultano irreperibili: chi riesce a ottenerne uno manuale (il più semplice, quello che funziona a spinta) solitamente lo fa a scapito della propria integrità e onestà, attuando raggiri e soprusi meritevoli di galera. I transpallet elettrici, invece, sono tacitamente a uso esclusivo della Drogheria, reparto che, forte della sua grandezza e dei suoi magazzinieri, ne rivendica un utilizzo assoluto con tecniche che non rifuggo dal definire mafiose; figurarsi che una volta ho viso il capo di questo reparto guidarne due elettrici contemporaneamente (cosa che, vi assicuro, è al limite della possibilità fisica e ben oltre il codice di sicurezza del lavoro), pur di non permetterne ad alcuno l'utilizzo.
Va da se che io, introversa e stupida, non riesca a usarne praticamente mai alcuno: in generale l'idea di dover girare il negozio, tappa dopo tappa, per elemosinare l'utilizzo di un transpallet - conscia che difficilmente ne otterrò comunque uno - mi fa venire il vomito: ci sono state volte che, pur di non dovermi imbarcare in questa impresa disperata, ho preferito sbancalare a braccia pesi considerevoli per i miei 45 chili di addetta vendita (e di peggio ho visto fare a colleghi altrettanto sfortunati).
E' come se la proprietà, dopo aver speso fantastirliardi per le etichette elettroniche e il wi-fi, fosse arrivata alla voce di bilancio "cose meno cool, me indispensabili per lavorare senza infortuni" e avesse tirato una linea.
I percorsi di alternanza scuola/lavoro (oggi PCTO, con nome rinnovato e sostanza immutata) preparano le nuove generazioni alle morti e agli infortuni sul lavoro, una specialità italiana con numeri in crescita, inversamente proporzionali alle prospettive di occupazione del Paese.
https://aitanblog.wordpress.com/lavori-forzati/
Come Valentino Rossi: i piloti di Formula 1 che hanno vinto il dolore dell'infortunio ---> http://www.diggita.it/v.php?id=1608837
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🟥 Ancora morti sul lavoro: tragedie nel Vicentino e a San Felice. L’emergenza sicurezza non si arresta
📌 Introduzione: una strage silenziosa che continua
L’inizio di aprile 2026 si sta confermando drammatico sul fronte della sicurezza sul lavoro. In pochi giorni si contano più vittime e diversi feriti gravi tra Emilia-Romagna, Veneto e altre aree del Nord Italia. Un bilancio che riaccende i riflettori su un fenomeno strutturale e ancora lontano dall’essere risolto: quello delle cosiddette morti bianche.
Secondo le prime ricostruzioni, si tratta di eventi accomunati da dinamiche ricorrenti: cadute dall’alto, cedimenti strutturali, utilizzo di attrezzature complesse e rischio agricolo.
⚠️ La tragedia di San Felice: cedimento del cestello, morto un lavoratore
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Una delle tragedie più gravi si è verificata a San Felice sul Panaro (Modena) nella mattinata del 4 aprile.
🔍 Dinamica dell’incidente - Due uomini, padre e figlio, stavano effettuando lavori di manutenzione su un’abitazione - Utilizzavano una piattaforma con cestello elevatore - Il braccio meccanico ha ceduto improvvisamente - Caduta da circa 10–11 metri di altezza 📊 Bilancio - Un morto: uomo di 73 anni, deceduto sul colpo - Un ferito grave: il figlio 39enne, trasportato in elisoccorso ⚠️ Aspetti tecnici critici
Le indagini si stanno concentrando su:
- integrità del sistema idraulico - valvole di sicurezza e blocco - corretta manutenzione dell’attrezzatura - eventuale sovraccarico o difetto strutturale
Questo caso evidenzia ancora una volta la criticità delle attività in quota, tra le principali cause di morte sul lavoro.
⚠️ Il Vicentino: tra agricoltura e cantieri, altre vittime
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Nel Veneto e nel territorio del Vicentino si registrano altri episodi mortali nello stesso arco temporale.
🚜 Caso 1: incidente agricolo - Uomo di 74 anni - Colto da malore mentre lavorava nei campi - Travolto dal proprio trattore ancora in movimento - Decesso sul posto 🏗️ Caso 2: caduta dall’alto su silos - Operaio di 52 anni - Precipitato da un’altezza tra i 10 e i 20 metri - Stava montando un ponteggio industriale - Morte immediata
📉 Un bilancio inquietante: 5 morti in 3 giorni
I dati parlano chiaro:
- 5 morti in 72 ore - 3 feriti gravi - Settori coinvolti: - edilizia - agricoltura - cantieristica industriale - logistica
Questi numeri confermano una tendenza preoccupante: la sicurezza sul lavoro resta un’emergenza nazionale.
🔎 Analisi tecnica: le cause ricorrenti
Dall’analisi degli eventi emergono fattori strutturali ben noti:
1. Cadute dall’alto - Prima causa di morte nei cantieri - Mancanza o inefficacia dei sistemi anticaduta - Uso improprio di piattaforme elevabili 2. Cedimenti di attrezzature - Manutenzione insufficiente - Verifiche periodiche non adeguate - possibile obsolescenza dei mezzi 3. Rischio agricolo sottovalutato - Trattori senza dispositivi anti-ribaltamento - Lavoro in solitudine - età avanzata degli operatori 4. Formazione non efficace - addestramento formale ma non sostanziale - scarsa percezione del rischio
⚖️ Profili normativi: il D.Lgs. 81/2008 sotto pressione
Alla luce di questi eventi, torna centrale il ruolo del D.Lgs. 81/2008, in particolare:
- Art. 71 → obbligo di manutenzione e controllo delle attrezzature - Art. 77 → uso corretto dei DPI - Titolo IV → sicurezza nei cantieri - Accordi Stato-Regioni → formazione e abilitazione operatori
Il problema non è tanto normativo, quanto applicativo e culturale.
🧠 Cultura della sicurezza: il vero nodo irrisolto
Le tragedie dimostrano che:
- la sicurezza è ancora vista come costo - i controlli non sono sempre efficaci - la prevenzione non è sistemica
Serve un cambio di paradigma:
👉 da obbligo burocratico a valore organizzativo
📢 Conclusione: non chiamatele più morti bianche
Il termine “morti bianche” è sempre più contestato, perché tende a nascondere responsabilità precise. In molti casi, si tratta di eventi prevedibili e prevenibili.
La sequenza di incidenti tra Vicentino e San Felice non è una fatalità:
➡️ è il risultato di un sistema che deve ancora evolvere profondamente ➡️ è il segnale che la prevenzione deve diventare priorità reale
John Forester, il ciclista sportivo che voleva tutti i ciclisti in strada, fra le auto. Le sue idee sono superate dai tempi: cinquant'anni di esperienza dimostrano che le piste ciclabili aumentano la sicurezza anche negli Usa
John Forester era un ciclista sportivo e cicloamatore che aveva una sua visione particolare sul ciclismo: i ciclisti devono andare in strada, le piste e le corsie ciclabili secondo lui erano pericolose. I suoi libri e le sue ricerche sono oggi utilizzati da qualche lobbista dell’industria dell’auto per sostenere che le piste ciclabili sono pericolose. Qui per esempio un articolo di Diana…
Oltre 25mila infortuni e 87 morti, Pullara: “Sicurezza sul lavoro va rafforzata”
Oltre 25mila infortuni e 87 morti, Pullara: “Sicurezza sul lavoro va rafforzata” In Sicilia crescono gli infortuni sul lavoro.... #SiciliaTV #SiciliaTvNotiziario Read the full article