E' meglio dire a qualcuno che non vuoi una relazione o non vuoi essere più suo amico, che illuderlo o non rispondergli per tutto il giorno, fa sentire qualcuno indegno e fa mettere in discussione la propria personalità
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E' meglio dire a qualcuno che non vuoi una relazione o non vuoi essere più suo amico, che illuderlo o non rispondergli per tutto il giorno, fa sentire qualcuno indegno e fa mettere in discussione la propria personalità

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Illuso di diventare, deluso per non essere stato.
Itsmyecho
disprèzzo s. m. [der. di disprezzare]. – Sentimento di chi, giustamente o ingiustamente, ritiene una persona o una cosa troppo inferiore a sé, o vile in sé stessa, o comunque indegna della propria stima e considerazione; e gli atti stessi con cui tale sentimento si manifesta

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L'odio che provo nei tuoi confronti lo posso sapere solo io.
Ho-bisogno-di-non-essere-un-peso
Indegno
Mentre scorrevano i titoli del film appena finito, Massimo si accorse che era già mezzanotte. Spense la TV e lanciò il telecomando sul divano. Lei non era ancora tornata.
Il telefono suonò poco dopo. Lui lo fissò irritato: non sapeva se si sentiva di ripetere di nuovo la solita conversazione. Alla fine rispose dopo alcuni squilli.
- Ehi…-
- Max, ciao. Scusami…-
Ed ecco fatto, era perso: succedeva sempre così, ogni volta che sentiva la sua vocetta stanca e afflitta non poteva fare a meno di darle ciò che le serviva.
- Tranquilla, è ok. Cosa succede?-
- Sono in sala operatoria da cinque ore ormai… Un intervento alla colonna vertebrale di una bambina di 8 anni… sono uscita per parlare con i genitori e devo rientrare di nuovo per terminare…-
- Mio Dio… -
- Sono a pezzi… questa settimana devo aver dormito a casa un paio di notti soltanto… non so da quanto non faccio un pasto normale e nonostante tutto il mio impegno oggi sta andando tutto storto… Max… questa bambina… non voglio che muoia. Sto facendo tutto quello che posso, ma questa volta non mi riesce niente…-
- No, no, non ti buttare giù: hai superato di tutto, sei l’unica che può salvarla…-
- E tu che ne sai? -
La sentì tirare su col naso e provò una tenerezza infinita mentre le rispose:
- Perché sei la mia bellissima, intelligente, tenace moglie e anche perché non hai fatto tanta strada per poi arrenderti una sera qualunque: sei l’unica che può salvarla perché hai scelto questo lavoro non per farne la tua carriera ma perché è la tua missione.-
Dopo un attimo di silenzio la sentì rispondere:
- Sei bravissimo con i discorsi motivazionali, sai?
- Lo so, e so che adesso riprenderai il tuo lavoro e avrai quella illuminazione geniale che ti permette di salvare vite giorno dopo giorno…-
- E giorno dopo giorno salto tutti i nostri appuntamenti… Mi dispiace infinitamente…-
- Non dispiacerti, è tutto a posto: tu hai sempre accettato quando ero io ad essere impegnato con il mio lavoro…-
- Ok, ma sono una donna terribile, sono mesi che va avanti così…-
- Ma stai scherzando? Sono un investigatore privato, io devo rinunciare alle nostre serate per fare inutili appostamenti o trasferte improvvise! Tu stai salvando bambini! -
La sentì respirare più tranquillamente, stava riprendendo il controllo dopo quel piccolo sfogo.
- Max…-
- Dai, tranquilla: io sono qui per te. Comprendo cosa stai passando e soprattutto ti amo.-
- Anche io.-
- Coraggio, vai a combattere come tu sola sai fare.-
- Sì. Adesso devo proprio rientrare. Grazie Max. E buonanotte.-
- Buon lavoro.-
Massimo chiuse la telefonata e sbuffò mentre lanciò il telefono sul divano dove prima aveva lanciato il telecomando. Era tutto così frustante! Sì sì, certo, avrebbe solo dovuto essere fiero di lei per quello che faceva, ma non era l’unica a sacrificare tutto per questo lavoro: anche lui non aveva più una vita da quando lei aveva avuto tanto successo come neurochirurga. Ed era consapevole che non avrebbe dovuto fare altro che appoggiarla, e infatti l’aiutava il più possibile, ma questo non lo consolava, era davvero difficile fare il buon marito senza vedere mai la propria moglie.
Non aveva più sonno, e poi gli andava di aspettarla per darle almeno la buonanotte. Accese il PC per lavorare un po'. Aveva ore di filmati di sorveglianza di un laboratorio da controllare. Era un caso di spionaggio industriale: la proprietà sospettava di un dipendente.
Si mise all'opera ma i pensieri continuavano a vagare.
Lei gli mancava troppo. E non gli stava bene che non passasse più del tempo con lui. Non ricordava neanche quando avevano fatto l'amore con calma l'ultima volta. Da troppo ormai si stavano accontentando di sesso famelico e frettoloso, ma non era soddisfacente. L'amava e la desiderava come all'inizio e avrebbe solo dovuto attendere che quel periodaccio finisse. Ma chi avrebbe deciso quando? Gli restava solo di restare lì ad aspettare che lei trovasse qualche oretta libera per lui? Non si era mai considerato un sentimentale, non avevano bisogno di stare insieme di continuo, la verità era che lui non lo avrebbe sopportato. Tuttavia da un po’ si sentiva solo. Quando gli succedeva qualcosa pensava sempre di raccontarlo a lei: ma adesso si erano accumulate così tante cose da dire che era impossibile recuperare. In effetti anche questo tacere stava iniziando a pesare un po': avevano sempre parlato di tutto, era la sua migliore amica. Ma adesso non c'era mai tempo per chiacchierare, figuriamoci per condividere pensieri più profondi. O scherzare e ridere. No, non si riusciva più. Purtroppo avevano perso confidenza.
Ormai erano le due. Lei gli aveva appena scritto: l'intervento era andato per le lunghe, c'erano state troppe complicazioni e preferiva restare in ospedale per seguire per qualche tempo la bambina nel reparto post operatorio.
Massimo imprecò. Provava delusione e amarezza. Possibile che doveva restare lei? Possibile che non riuscisse a staccare nemmeno per una notte per tornare a casa da lui? Glielo scrisse in un messaggio, ma poi non lo inviò. Tanto era inutile, lei non sarebbe tornata. Lui avrebbe dovuto semplicemente comprendere: era un’emergenza. Ma queste emergenze si susseguivano da così tanto ormai. E nonostante tutta la sua buona volontà capiva soltanto che lui non era una delle priorità per sua moglie. In che stato avevano ridotto il loro rapporto! Tutto quello che lui aveva adesso era nostalgia, noia e tristezza. Ed un maledetto senso di inadeguatezza.
Si alzò e andò a versarsi un po' di vodka. Contemplò l'idea di andare a dormire. Ma era troppo nervoso ormai. Vuotò il bicchiere e se ne riempì un altro. Doveva riprendersi per conto suo o sarebbe impazzito. Voleva stare bene, dannazione. Non era sano sentirsi così male per la distanza che si era creata tra loro. Lui non voleva dipendere da quel rapporto. Voleva ritrovare il controllo di se stesso. Tornò al computer e si mise a ripulire le e-mail. Un modo come un altro per non sentirsi del tutto inutile. Dopo aver sistemato quella personale e quella dell'agenzia fece il login in un account che non apriva da quattro anni ormai. Da quando si era sposato.
Più di trecento messaggi non letti. E non erano spam: quella mail era stata creata apposta per un sito di incontri ad alto tasso erotico. Prima di incontrare sua moglie non credeva nelle relazioni stabili. Tramite quel sito aveva quello che gli serviva senza dover dare spiegazioni, era tutto chiaro fin da subito: solo sesso, niente sentimenti.
Scorse la lista: alcuni nickname li conosceva, si erano già incontrati. La maggior parte era gente nuova. Un messaggio di una sua vecchia conoscente risaliva solo a un paio di giorni prima.
Provò un assoluto disgusto di se stesso.
Selezionò tutte le mail e le cancelló, senza nemmeno leggerle.
Si alzò e si riempì un altro bicchiere di vodka che bevve in una volta.
In quel momento una notifica sul suo cellulare, collegato ad un sofisticato sistema di allarme, lo avvisó che qualcuno nel laboratorio che stava sorvegliando era entrato senza autorizzazione in un'area top secret. Pensò in fretta: aveva bevuto ma era ancora fin troppo sobrio. E maledettamente insonne. Era inutile aspettare di visionare i filmati, meglio andare subito sul posto.
Prese giacca, chiavi e uscì. Lo aspettavano ore nascosto in macchina ad aspettare, ma non aveva altro da fare, e poi era meglio così.
C'era qualcosa di troppo sbagliato
a restare nella loro casa
a pensare
se tradire sua moglie.
"Would you believe me when I tell you You're the queen of my heart Please don't deceive me when I hurt you Just ain't the way it seems
Can you feel my love buzz?"
G.
SGN, 08/05/2023 12:21
Venerdì scorso ne abbiamo combinate delle belle a @flexin.bologna , se sei pentito di non esserci stato o vuoi semplicemente stalkerare, le foto sono online! #sartana #flexinbologna #unworthy #indegno #italianclubmusic #flexin (presso KINKI CLUB)