«Nessun uomo è un'isola» diceva la poesia che la prof di inglese ci fece imparare a memoria quell'anno. A smentire Donne, tuttavia, ci pensava lei, L., un paio di fuseaux fucsia da settembre a giugno, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, che spuntavano da sotto un felpone verde o giallo fluorescente a seconda dell'umore. E per constatare che almeno lei fosse realmente un'isola, bastava osservare il vuoto che creava intorno a lei anche quando il vecchio tram che prendeva ogni mattina alle 7.37 era affollatissimo.
Ma non era colpa sua, come poi ammetterà vent'anni dopo, a volte, in quei giorni, mentre le giovani donne della pubblicità si dedicavano al paracadutismo o andavano in bicicletta o facevano la ruota, tutte indossando un lindissimo pantalone bianco, lei “puzzava a carogna”.
La consapevolezza é già profumo.
L. era un isolotto, ma quell'anno si avviava a diventare arcipelago.
Ok, atollo, non esageriamo.