Anche Verona fa i conti con una microcriminalità che aumenta, ed “è indubbio – dice il Procuratore capo Raffaele Tito – che un rilevante numero di reati viene commesso da persone di nazionalità straniera, che non si sono volute o non hanno potuto integrarsi”. Il carcere, osserva il magistrato, “non è un deterrente” e le misure repressive “non spaventano affatto” quel turn over di persone ben conosciute dalle forze di polizia “che periodicamente entrano ed escono dal carcere”. Per questo, afferma Tito, “è giunto il tempo di impegnare tutte le forze delle istituzioni per dar corso in maniera decisa a tutte quelle diverse forme di espulsioni dallo Stato che l’ordinamento giuridico oggi prevede, e che invece non si realizzano mai in concreto”.














