Between 230,000 and 350,000 people emigrated from Yugoslavia to Italy from 1943-1960.
Some of their personal belongings are stored in the Magazzino 26 in Trieste.
Trieste, Italy, 21 December 2024
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Between 230,000 and 350,000 people emigrated from Yugoslavia to Italy from 1943-1960.
Some of their personal belongings are stored in the Magazzino 26 in Trieste.
Trieste, Italy, 21 December 2024

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LA STORIA SIAMO NOI Mi sono incaponito, i dirigenti di Brindisi stanno accogliendo la proposta a braccia aperte, stiamo portando “NON ABBIATE PAURA, Grand Hotel Albania” di scuola in scuola tra i ragazzi delle scuole superiori. Repliche in aula magna, dense, silenziose, con i brividi, dicono i ragazzi dopo. Raccontiamo di quando la grande storia passò da Brindisi e questi ragazzi non erano ancora nati. Perché la storia non è solo quella dei nomi grandi e famosi, ma è anche, forse soprattutto, quella delle mamme, delle donne, dei volontari, dei cittadini anonimi di Brindisi che fecero il miracolo. "La storia siamo noi, nessuno si senta offeso". Questi giorni al Liceo Palumbo di Brindisi, scuola che da speranza, hanno invitato l' ARCI a parlare della campagna per lo IUS SOLI. Chapeau! E qui era stata la preside a lanciare l'invito... Viva questa scuola! Avanti. Venerdì lo spettacolo sarà a San Mauro Pascoli.
Assalto ai vagoni del treno stipati per l'esodo di Ferragosto - Milano, 12 agosto 1949. (Passengers rush to board train cars for the Ferragosto vacation departure) © Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
QUELLI CHE DICONO: "È TUTTA COLPA DELLA GENTE"
Alla fine sono andato sul sito del ministero dell'Interno.
Mi è costato perché soffro di una specie di allergia istituzionale. Dev'essere per colpa del mio anarchismo.
Mi sono immerso nella cupa atmosfera delle fonti governative perché volevo vedere i dati. Volevo l'asettica e implacabile sentenza dei crudi numeri. Potete farlo anche voi. Possono farlo tutti.
Io ho guardato gli ultimi dati che erano disponibili, relativi alla giornata dell'11 aprile.
L'11 aprile non è una giornata qualsiasi. È la data della grande migrazione di massa. È il giorno in cui ci hanno detto che mezza Italia si è mossa senza giustificazione perché non poteva rinunciare a una giornata di sole.
Abbiamo visto tutti le foto di quelle code terrificanti. Eh, questi italiani furbetti.
Ma allora non ne usciremo mai per colpa della gente, giusto?
Mica tanto.
Secondo il ministero dell'Interno quel giorno è successo questo. 280.717 persone controllate, 12.514 persone sanzionate, 104 persone denunciate per false dichiarazioni, 53 persone denunciate per violazione della quarantena.
Non ho una grande dimestichezza con i numeri, ma ho fatto qualche conto: mi risulta che il 4,5 per cento dei controllati non fosse in regola.
Supponiamo che questa, grosso modo, sia la tendenza tra i cattivoni che si sono avventurati nel mondo esterno e parliamo un po' di chi non era in giro: consideriamo i milioni di esseri umani tappati in casa. Inseriamo questa gente intrappolata fra quattro mura nel computo. Come diventa la percentuale di coloro che hanno violato il lockdown in rapporto alla popolazione totale? A occhio e croce, diventa ridicola.
Strano, vero? Perché per un giorno non ho letto altro che articoli su un fantomatico mega-esodo degli italiani. Vi menziono solo un titolo, il più teatrale, iperbolico, melodrammatico e psichedelico (perché per concepire un titolo del genere bisogna imbottirsi di acido lisergico). L'ho trovato su TGCOM24. Così recita: "Pasqua, Roma si svuota nonostante i divieti". Hanno scritto proprio così, "Roma si svuota", e ci hanno fatto immaginare un esodo di proporzioni bibliche: milioni di persone in viaggio. Milioni.
Comincio a sospettare una malafede grande come un satellite di Saturno dietro un titolo del genere. La fredda logica dei numeri mi dice che c'è una realtà diversa, in conflitto con gli scenari che vengono disegnati ogni giorno dai resoconti mediatici e dai racconti di tanti mitomani.
Come ho detto e ripetuto in altri luoghi, questo racconto catastrofista sul comportamento degli italiani mi ha stancato.
Mi ha stancato il mito dell'amico cassiere che dice "vengono a fare le spesa tutti i giorni" (come se fare la spesa fosse una piacevole scampagnata e non un incubo). L'amico cassiere mi sembra sempre più simile alla versione pandemica di "mio cugino".
Mi ha stancato la storia di quello che si affaccia alla finestra e dice: "Erano moltitudini, migliaia di persone, ci uccideranno tutti, c'era l'esercito del surf, ho visto la legione dei runner, ho le prove della santa alleanza tra proprietari dei cani e genitori di bambini piccoli, nemmeno la calata degli alemanni è stata così devastante, non ne usciremo mai".
No, non vi credo.
Non credo a questo racconto tramandato nelle videochiamate e nei gruppi di WhatsApp. Le violazioni ci sono state, lo dicono anche i numeri, ma la fiaba nera dell'esodo mi sembra un muro che impedisce di guardare la realtà.
C'è una storia tutta da raccontare sulle vere responsabilità, sulle colpe che molti non vedono perché ci gettano il fumo negli occhi ogni giorno.
E non vedo l'ora che questa storia di gravi responsabilità sia raccontata per filo e per segno.
— L’Ideota
Ecco un articolo molto interessante sulla Pasqua ebraica, ricca di tradizioni e rituali per ricordare le sofferenze dell'Esodo. https://www.cucinacasareccia.it/pesah-pasqua-ebraica/ #cucinacasareccia #pasqua #pesah #pasquaebraica #paneazzimo #esodo #ebrei https://www.instagram.com/p/Bu_sEqnFp5y/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=qs3vvzjprlu4

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Nuestro carácter nos hace meternos en problemas, pero es nuestro orgullo el que nos mantiene en ellos.
Esopo (s. VI a. de C.)
Perché il silenzio è come una bomba, sarà per sempre la nostra tomba.
Simone Cristicchi, Magazzino 18
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