Spionaggio, dossieraggio...
Tranquilli tutti!
Questa manovra finanziaria verrà pagata dalla multa consistente che verrà fatta alla banca: Intesa Sanpaolo. 😬 La Meloni può stare tranquilla...
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Tranquilli tutti!
Questa manovra finanziaria verrà pagata dalla multa consistente che verrà fatta alla banca: Intesa Sanpaolo. 😬 La Meloni può stare tranquilla...
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La presidente del Consiglio torna sull’inchiesta di Bari in un’intervista al Tg5 in cui ha parlato anche della Rai e ha promesso di nuovo ch
«Io sono la persona più dossierata d'Italia, le dirò che nel dramma c'è la buona notizia. E la buona notizia è, intanto, che la mia vita è stata proprio passata allo scanner e non si è trovato niente». In un’intervista con Clemente Mimun sul TG5.
Tralascio il fatto che lei sia la più “dossierata” o la più “vittimista” d’Italia; tralascio pure che se di dossieraggio si trattasse, le informazioni le sapremmo tutti e non soltanto lei.
Ringraziamo, però, e ci soffermiamo sull’autocertificazione che si fa la Meloni facendoci sapere che non si è trovato niente: segno che è onesta, e dunque non ricattabile, ci tiene a farci sapere.
È però strano condannare il dossieraggio da una parte mentre dall’altra lo si usa per esibire la propria fedina penale.
Italia, una Repubblica in crisi
Giulio Sapelli ha scritto per un lungo periodo cercando di capire chi comanda in Italia, basandosi sul concetto che le élites politiche costruiscono il potere e influenzano processi politici nazionali e internazionali. L’uso delle intercettazioni mira a condizionare imprenditori e politici; questo porta a una disgregazione istituzionale. Condivisibile l’analisi di tempi.it sull’articolo di…
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Se il dossieraggio fosse stato fatto su ministri di sinistra
Supponete che Pd e M5s siano al governo. Immaginate che scoppi un caso perché un finanziere ha abusivamente passato ai giornali di destra informazioni sensibili sui responsabili dell'esecutivo
Facciamo un esercizio di fantasia e immaginiamo che alle ultime elezioni in Italia abbia vinto il centrosinistra che, nel nostro ipotetico presente, oggi governa col supporto del Movimento 5 stelle. Il governo Letta-Conte con i suoi ministri (si è trovato un posticino anche per Luigi Di Maio) è in carica dal 25 settembre 2022 e, un anno e mezzo dopo, ha vinto tutti gli appuntamenti elettorali, tranne l’ultimo voto regionale in Sardegna, dove ha prevalso per un soffio il centrodestra.
Immaginiamo ora che un ministro del governo Letta, dopo aver visto pubblicati alcuni suoi dati sensibili su un giornale che ha posizioni vicine all’opposizione, abbia denunciato l’accaduto. La procura ha così scoperto l’operato di un finanziere che, in questi anni, consultando i database della Direzione nazionale antimafia cui aveva accesso, ha passato documenti e informazioni a chi glielo chiedeva, in particolare ad alcuni giornalisti del giornale che ha condotto una campagna di stampa contro il suddetto ministro. Immaginate che il finanziere – descritto come uno stakanovista, un tipo puntiglioso e metodico – abbia consultato le banche dati con informazioni personali e sensibili non una, non due, ma ben 800 volte (è capitato – continuate a immaginare – che in un solo giorno lo abbia fatto ben 45 volte).
Politici, manager e un rapper
Immaginate che nelle ricerche del nostro finanziere siano finiti in molti, persino persone che non hanno un profilo pubblico, alcune del tutto sconosciute, la cui unica colpa è di essere vicine di casa di un tal magistrato che mal sopportava la loro presenza. Immaginate che, tra gli altri, vi siano anche calciatori famosi e pure un celebre rapper molto tatuato, ma vi siano soprattutto molti politici e che questi facciano tutti parte del nostro immaginario governo di centrosinistra. Non solo: molte delle ricerche su questi politici sono state fatte proprio l’indomani del successo della maggioranza di sinistra alle elezioni del 25 settembre 2022, prima che molti di loro fossero nominati ministri.
Immaginate che la procura sostenga che il nostro finanziere spulciava da anni – almeno dal 2018 – tra le dichiarazioni dei redditi, le carte giudiziarie, le transazioni finanziarie, i dati anagrafici, i 740 di parlamentari e personaggi considerati vicini al Pd e al M5s.
Immaginate che, sempre secondo la nostra immaginaria procura, il finanziere pare rispondesse sempre con una certa sollecitudine alle richieste di alcuni giornalisti del giornale legato all’opposizione che, infatti, sulle storie dei ministri del governo Letta-Conte aveva pubblicato alcuni importanti (presunti) scoop.
Immaginate che, secondo la Procura, ci sarebbe persino il sospetto che gli accessi del finanziere non sarebbero stati “solo” 800, ma, in realtà, sarebbero stati molti di più. Solo che quest’ultimo ha potuto cancellare dal suo pc e dal suo telefonino molte prove perché i pm, in modo “inusuale”, hanno disposto una perquisizione nel suo appartamento solo dopo averlo interrogato. Quindi si suppone – ma è solo una supposizione – che il nostro, sapendo di essere indagato, abbia provveduto a far sparire quel che voleva far sparire.
I giornali di sinistra scatenati
Immaginate che, scoppiato il caso, siano iniziate a uscire sui giornali le liste delle persone su cui erano state fatte le ricerche. Scorriamo insieme i nomi: c’è qualche monsignore, c’è gente di spettacolo, alcuni manager, la compagna di un leader di centrodestra, persino un virologo, ma soprattutto ci sono tutti o quasi tutti esponenti politici di centrosinistra. Se escludiamo il presidente del Consiglio in carica, gli altri sono i nomi di ministri, sottosegretari, deputati e senatori. Gente conosciuta, gente votata democraticamente, molte persone perbene, mai nemmeno sfiorate da un’indagine.
Se fosse capitata una cosa del genere, immaginate cosa avrebbero scritto i giornali vicini al nostro fittizio governo Letta: “Dossieraggio! Trame occulte! Metodi fascisti!” e poi via via elencando P2, P3, P4, P20, servizi deviati, Struttura Delta, logge massoniche fino all’immancabile monsignore sedevacantista o dama nera con residenza fiscale a Monaco. I giornali di sinistra, scatenati, avrebbero fatto notare, tra l’altro, che gli ultimi tre Procuratori nazionali Antimafia, dopo le dimissioni, sono tutti e tre diventati parlamentari della nostra ipotetica coalizione di centrodestra. Tutto legittimo, ovvio, solo un po’ curioso.
Immaginate tutto ciò: sarebbe un vero scandalo. Per fortuna si tratta solo di una fantasia.
Se il dossieraggio fosse stato fatto su ministri di sinistra - Tempi
ROMA. CASO APOSTOLICO, DOSSIERAGGIO,REPRESSIONE E FANGO: LA FACCIA VECCHIA DELLA NUOVA DESTRA DI GOVERNO.
Riprende l’attività di dosssieraggio contro i magistrati e le personalità politiche contrarie alle politiche del governo Meloni, come fu per il Conte uno da cui poi Giuseppe Conte si è riscattato formando un governo che ha cancellato le pratiche di dossieraggio tanto care alla destra e ai neo fascisti loro alleati. Matteo Salvini mentre è in attesa della sentenza dei giudici di Catania dove deve…
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SALVINI CHE FA VIDEO
Caro Renzi, chi ci assicura che non stiano spiandoci ancora? «La domanda posta da ilfattoquotidiano.it nei suoi articoli sul segreto di Stato riproposto da