- Altrimenti direte addio alla testa! - L'abbiamo già salutata da un pezzo...
L. Carroll
seen from United States

seen from Netherlands
seen from United States
seen from China
seen from United States
seen from Germany

seen from Germany

seen from United States
seen from United States

seen from United Kingdom

seen from France
seen from China
seen from France

seen from Cook Islands
seen from United States
seen from Türkiye
seen from Russia

seen from United States

seen from United States

seen from Netherlands
- Altrimenti direte addio alla testa! - L'abbiamo già salutata da un pezzo...
L. Carroll

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
In Francia chi perde è la democrazia
In Francia chi perde è la democrazia
Qualche giorno fa mi ero occupato (qui) della grottesca campagna presidenziale francese e dei metodi mediatico – giudiziari con cui il candidato iniziale della destra repubblicana Fillon, destinato al secondo turno a prendere anche i voti socialisti per fare da argine a Marine Le Pen, è stato sacrificato alla geopolitica americana in favore di Emmanuel Macron ex dirigente della banca Rothschild,…
View On WordPress
Siria: ribelli sostenuti dagli Usa decapitano soldati
Siria: ribelli sostenuti dagli Usa decapitano soldati
ESTERI, NEWS domenica, 4, settembre, 2016
A poco più di un mese di distanza dalla decapitazione di Mahmoud, un povero bimbo palestinese decapitato dai ribelli di Harakat Nour al-Din al-Zenki (gruppo sostenuto da Turchia e Stati Uniti), ecco che arriva un’altra tragica notizia dal fronte siriano.
Come è noto, i ribelli stanno avanzando verso la città di Hama che, per il momento, è ancora sotto il…
View On WordPress
Documentario shock: Il vero volto dell'Arabia Saudita
Documentario shock: Il vero volto dell’Arabia Saudita
Per sei mesi i giornalisti di Itv e Pbs hanno filmato con telecamere nascoste la vita del Regno, tra decapitazioni e repressione. E dove si insegna ai bambini: “I cristiani dovrebbero essere decapitati”.
I bracci alzati di due gru tengono sospesa in aria a una decina di metri di altezza una barra alla quale sono appesi cinque corpi…
View On WordPress
Arabia Saudita: Anno nuovo aperto con 47 esecuzioni. Anche un leader sciita
#ArabiaSaudita: Anno nuovo aperto con 47 #esecuzioni. Anche un leader #sciita, #ultimaedizione, #news, #esteri
L’Arabia Saudita ha dato via al 2016 con le esecuzioni di 47 condannati per terrorismo secondo quanto comunica il Ministero degli interni di Riyad. Tra le persone messe a morte vi era anche il religioso sciita Nimr al-Nimr e l’esponente di al-Qaeda, Faris al-Zahrani. Solitamente in Arabia Saudita le esecuzioni vengono eseguite per decapitazione. Nimr al-Nimr era stato condannato a morte dopo aver…
View On WordPress

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Ucciso in Iraq il regista dei terribili filmati con le decapitazioni dell'Isis
Ucciso in #Iraq il regista dei terribili filmati con le #decapitazioni dell' #Isis, #ultimaedizioneeu, #esteri, #cronaca, #news
Il ministero dell’Interno dell’Iraq ha annunciato la morte di Abu Samra, quello che era considerato il regista dei terribili e macabri video dell’Isis diffusi per mostrare la decapitazione di numerosi prigionieri degli estremisti islamici, alcuni realizzati in Iraq. L’uomo, il cui vero nome era Abu Mohammed al-Souri, sarebbe stato colpito nel corso di un attacco mirato nella provincia di Anbar.…
View On WordPress
Nuovo terribile video dell'Isis: uccisi cristiani etiopi in Libia. Alcuni decapitati
Nuovo terribile video #Isis: uccisi #cristianietiopi in #Libia. Alcuni decapitati, #decapitazioni, #news, #ultimaedizioneeu, #ultimaedizione, #cronaca, #esteri
Un nuovo video è stato diffuso dallo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, ISIS, con il quale si mostra altro orrore di cui sono capaci di macchiarsi gli islamisti islamici pur di occupare le prime pagine dei giornali in tutto il mondo.
Le nuove immagini mostrano le esecuzioni avvenute in Libia di due distinti gruppi di persone dalla pelle cura indicata dai carnefici come dei cristiani…
View On WordPress
Nuovo Post pubblicato su Milano Post Quotidiano ONLINE di Informazione e Cultura #Decapitazioni, #Isis, #ISLAM, #OstaggiItaliani, #PauraPerOstaggiItaliani
Nuovo Post pubblicato su http://www.milanopost.info/2014/10/06/per-i-sei-ostaggi-italiani-aumenta-la-paura/
Per i sei ostaggi italiani aumenta la paura
Milano 6 Ottobre - Cinque decapitazioni di ostaggi occidentali in meno di un mese e mezzo da parte dell’Isis, e in Italia cresce la preoccupazione per i connazionali ancora nelle mani degli jihadisti. Dopo l’ultima barbara uccisione del cooperante 47enne di cittadinanza britannica Alan Henning, rapito in Siria nove mesi fa, ora si teme per la sorte degli italiani. Sono sei, al momento, gli ostaggi rapiti tra Siria, Iraq e Pakistan. A preoccupare, in queste ore, è la ricorrenza della "Festa del sacrificio", che potrebbe giustificare un’escalation di esecuzioni da parte degli estremisti. Durante questa ricorrenza, infatti, la dottrina islamica prevede l’uccisione, tramite sgozzamento, di un animale, in particolare il montone. Lo sgozzamento, però, è simbolo di purificazione e lo stesso concetto è applicato allo sgozzamento di ostaggi occidentali considerati impuri. Una pratica tribale che però resiste all’interno dei fondamentalisti islamici dell’Isis. Se per Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti prese il 6 agosto scorso in Siria, le trattative con chi le detiene sarebbero a buon punto, è giallo invece sulla scomparsa di padre Paolo Dall’Oglio, il missionario rapito in Siria il 29 luglio 2013. Le due giovani, infatti, vendute più volte durante la loro prigionia, sarebbero finite nelle mani di un gruppo di criminali comuni che avrebbero chiesto un riscatto di un milione di euro. Greta e Vanessa, secondo fonti intelligence, si troverebbero nella zona di Raqqa, un territorio interamente controllato dai miliziani di Abu Bakr al-Baghdadi, in pieno Stato islamico, ma si cerca un varco sicuro per farle transitare fuori dal confine siriano. Il territorio, infatti, è particolarmente pericoloso a causa dei bombardamenti in corso da parte delle forze alleate, ma anche per i continui focolai di tensione tra l’Isis e i combattenti curdi. Una situazione complicata, dunque, dove è facile cadere in imboscate o conflitti a fuoco. A gestire le operazioni per il rilascio dei due ostaggi italiani, i servizi segreti turchi, che hanno il compito di trasportarle fuori dalla Siria, dopo il pagamento del riscatto. La frontiera con la Turchia, però, al momento rappresenta un posto difficile da raggiungere, soprattutto con due ostaggi occidentali. Versioni contraddittorie, invece, arrivano sulla sorte di padre Dall’Oglio. Già nei mesi e nelle settimane scorse era circolata la notizia, diramata dal sito France-Catholique, e prima ancora da quello siriano Tahrir Syria, secondo cui il missionario sarebbe stato ucciso dopo qualche ora dal suo rapimento avvenuto a Raqqa. Secondo questa versione Dall’Oglio, dopo aver partecipato ad una manifestazione contro il regime, è stato catturato e ucciso dopo qualche ora. Altre fonti, invece, sostengono che il missionario è ancora vivo e nelle mani dei miliziani del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi. E proprio il prete potrebbe essere il protagonista di uno dei prossimi video dell’Isis, in cui sarebbe costretto a rivolgersi ai governi occidentali contro i bombardamenti e a favore dello Stato islamico. Ma nelle mani dei fondamentalisti islamici, però, ci sono ancora altri ostaggi italiani di cui non si hanno più notizie da tempo. A luglio scorso, in Libia è stato rapito Marco Vallisa e a marzo Gianluca Salviati, mentre dal 2012 non si hanno notizie di Giovanni Lo Porto, che si trovava in Pakistan. Anche in questi casi il rilascio degli ostaggi potrebbe essere a rischio per la situazione politica instabile di paesi, come ad esempio la Libia, in cui non esistono governi stabili e scevri da fondamentalismi.
Francesca Musacchio (Il Tempo)