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Il presidente della Repubblica alla cerimonia di insediamento dei nuovi membri del Csm invoca la riforma della giustizia e striglia le correnti in magistratura
Il presidente della Repubblica alla cerimonia di insediamento dei nuovi membri del Csm invoca la riforma della giustizia e striglia le correnti in magistratura
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto oggi pomeriggio al Quirinale ricevendo i membri che compongono il nuovo Consiglio Superiore della Magistratura, dopo che il Parlamento è riuscito nei giorni scorsi a superare l’impasse della nomina dei membri spettanti alle camere.
Napolitano ha ribadito, per l’ennesima volta negli ultimi 5 anni, l’importanza di procedere ad una concreta e profonda riforma della giustizia penale e civile, che possa ristabilire l’ordine del diritto e della legalità nel panorama giudiziario italiano. Un tema che sta molto a cuore al Presidente della Repubblica, ribadito in più occasioni pubbliche ed anche con due sollecitazioni formali al Parlamento, che ad oggi si è sempre dimostrato sordo per quanto riguarda il tema giustizia.
Una sordità che si coniuga perfettamente con l’imbarazzo generale per la mancata elezione (14 votazioni consecutive) dei due membri della Corte Costituzionale spettanti di nomina al Parlamento.
“In relazione alla profonda crisi economica e sociale del Paese si sono manifestate nuove ragioni di attualità e non rinviabilità dei problemi di riforma della giustizia. […] Il Parlamento è affidato l’impegno di restituire efficienza ad una macchina giudiziaria lenta e caotica, il cui funzionamento è largamente insoddisfacente. […] Le esigenze di corretto, lineare, spedito funzionamento del sistema giudiziario appaiono vitali al fine di dare le certezze e le garanzie di cui ha indispensabile bisogno lo sviluppo dell’attività economica e dell’occupazione”.
ha detto il Capo dello Stato, affiancato dal Presidente del Senato Grasso e dal Presidente della Camera Boldrini. Sulla magistratura invece Napolitano si è riservato uno spazio apposito, concentrandosi in particolare sul correntismo all’interno delle toghe e riferendosi, piuttosto chiaramente, all’imbarazzante vicenda Bruti-Robledo di Milano e, più in generale, alle “lottizzazioni” di potere in ambito giudiziario.
“C’è bisogno di ‘un fresco sguardo’ e di molto slancio da parte di ciascuno e di tutti nell’accingervi alla vostra cruciale funzione […] il Csm, nella sua componente togata, non è un assemblaggio di correnti ma un tutto unitario, nel rispetto delle libere e responsabili valutazioni di ogni suo membro”
ha detto Napolitano, sottolineando la natura diplomatica, e dunque di compromesso, delle correnti stesse, che non amministrano il potere ma lo gestiscono in quanto tale.
fonte:polisweb
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