Bancarotta. Quattro anni all’architetto delle auto di lusso
Quattro anni di condanna con rito abbreviato. Sono quelli inflitti – in primo grado – all’architetto e immobiliarista vicentino 70enne Giovanni Battista Farneda, finito a processo con l’accusa di bancarotta fraudolenta della propria società, la Uno View Auditing Srl con sede in corso Giovecca a Ferrara, il cui patrimonio sarebbe stato svuotato con cessioni di beni senza ritorni economici e accumulando un debito con l’Erario e gli enti locali di oltre 1,4 milioni di euro.
La decisione del gup Andrea Migliorelli è arrivata nella mattinata di lunedì 1° luglio. Oltre a pagare 50mila euro di provvisionale, Farneda è stato anche interdetto per cinque anni dai pubblici uffici e per quattro dall’attività imprenditoriale.
I fatti risalgono tra il 2015 e il 2020, quando – secondo il pm Andrea Maggioni della Procura di Ferrara, che ne aveva chiesto la condanna a quattro anni – il 70enne, prima come amministratore unico (fino al 2019) e poi come amministratore di fatto (fino a novembre 2020), avrebbe svuotato le casse della propria società trasmettendo ad altre aziende beni prestigiosi come auto di lusso, orologi di grande valore e unità immobiliari senza però ottenere un euro.
Nello specifico, ad agosto 2019, avrebbe ceduto alla società Due Srl, un immobile situato a Olbia dal valore di quasi 790mila euro. A ottobre invece avrebbe ceduto autovetture di lusso e non alla società Lambo F1 Spa per un valore di oltre 407mila euro, mentre a febbraio 2020 avrebbe ceduto orologi di valore per un totale di quasi 550mila euro alla società Fgb Invest Geie. Sempre a quest’ultima, avrebbe ceduto alcune unità immobiliari ubicate a Vicenza e Treviso per un totale di 2,8 milioni di euro.
Contestualmente, la Uno View Auditing Srl avrebbe accumulato debiti per 1,4 milioni di euro in cinque anni, omettendo sistematicamente – secondo l’accusa – il versamento di imposte, contributi e ritenute su redditi da lavoro dipendente e mantenendo inoltre i libri e le scritture contabili in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e il movimento degli affari. Un’imputazione, quest’ultima, che Farneda condivide con il 52enne ragioniere Simone Pagliuchi, che ieri è stato rinviato a giudizio. A lui, la Procura contesta anche l’aver concorso in una delle distrazioni di beni, vale a dire quella degli orologi di lusso.
Tutto è stato scoperchiato quando la Banca San Giorgio Quinto Valle Agno, con cui il 70enne aveva contratto due mutui, ha notato che i soldi non tornavano indietro, chiedendo e ottenendo il fallimento nel 2021.
Nella vicenda c’è anche un terzo imputato, un 53enne di nazionalità rumena, che – secondo gli inquirenti – tra il 18 novembre 2021 e la data del fallimento, nel ruolo di amministratore unico, avrebbe tenuto i libri e le altre scritture contabili prescritte dalla legge in maniera incompleta e irregolare. L’uomo però – al momento è irreperibile e quindi la sua posizione è stata stralciata.
La procedura fallimentare si è costituita parte civile tramite l’avvocato Michele Ciaccia.
Il processo tornerà in aula il 18 marzo, quando inizierà l’istruttoria dibattimentale a carico del ragioniere 52enne.