Oggi dopo circa 3 anni ho riprovato a suonare. Inizialmente mi sembrava tutto molto strano. Il clarinetto sembrava pesare più di quanto mi ricordassi, il pentagramma era più difficile del solito nella lettura e faticavo a dosare il giusto fiato per le note. Stavo quasi pensando di aver perso tutte le mie capacità. Ero spaventata da questa idea.
Poi il caso ha voluto che sfogliando i vari spartiti saltasse fuori lei, la canzone che più volte avevo suonato con Daniele anche dopo le prove. C’era piaciuta fin subito quella canzone di Ennio Morricone, anche se forse per un batterista strampalato come lui era un po’ troppo difficile, visto che era ancora alle prime armi. Ma proprio questa sua difficoltà ci aveva permesso di creare un bellissimo rapporto, iniziato casualmente con un “Ho notato che ci sai fare con quel clarinetto, e che tieni il tempo meglio di me, non è che per caso mi insegni un po’?”. Avevo riso sul momento, pensando scherzassi ma poi mettendoci seriamente d’impegno siamo riusciti a migliorare entrambi: tu hai imparato a tenere il tempo, io beh, ho imparato ad ascoltare. Si perché io sono stata la prima ad ascoltare la tua Mystery Box, quando ancora non l’avevi dedicata alla bambina a cui saresti stato disposto ad essere padre, quando ancora non aveva le parole che mi hanno fatto commuovere un sacco, quando ancora non piangevi disperato per quella ragazza che ti aveva spezzato il cuore.
E oggi, cercando di riprendere in mano “Once upon a time in America”, ti ho pensato e ho pensato al fatto che quel bellissimo rapporto non esista più. Volevo scriverti per sapere come stessi, ma poi ho pensato che saresti stato al lavoro. L’ho presa quasi come una scusa, forse intimorita dal fatto che ormai da anni tra di noi cala il silenzio, se non forse un saluto ogni tanto se ci incrociamo per strada.
In tutto questo pomeriggio almeno ho imparato ancora a dosare bene il fiato, a leggere velocemente il pentagramma e ad ascoltare, proprio come mi avevi insegnato tu, perché forse “a volte è meglio andare a orecchio che seguire le linee ferree del pentagramma”.