Il problema di quest'uomo, il suo vero problema, che lo rende sgradito a questo governo che l'ha prima nominato e poi ripudiato, nonché a tutte le MERDE UMANE che risiedono a Bruxelles, Strasburgo e dintorni, è che Pietrangelo Buttafuoco è un intellettuale MARCATAMENTE FASCISTA.
Perché è indubbiamente nel FASCISMO, che bisogna andare a cercare la RADICE del suo pensiero, del suo non di certo indifferente bagaglio culturale.
Non solo in quello, non solo nel fascismo, ma soprattutto in quello.
Ma ci dovevano pensare prima, gli ominicchi fedifraghi e traditori e le donnucce furbette al governo.
Adesso è tardi.
Buttafuoco non è la Venezi.
Non è la Bartolozzi e nemmeno Del Mastro.
Non è una semi-nullità, una semi-sconosciuta o sconosciuto senza alcuna valenza politica, di pensiero politico, che tu prima usi e poi getti, per compiacere i comunisti, e quelli muti, si fanno pure gettar via, tanto che nulla valgono.
Nossignore. Quello non si schioda. Quello, Buttafuoco, è un osso durissimo.
Ed ha un proprio personalissimo folto pubblico di fede fascista al quale poi il governo deve DARE CONTO.
Un pubblico che è già in rotta di collisione con questa compagine, che vede ormai come una zeppa filo europeista e comunista (è la stessa cosa) su per il culo.
Pietrangelo Buttafuoco potrebbe anche dimettersi, come auspica quella femminuccia, quel mezzo e mezzo, del ministro Giuli.
MA MAI e poi MAI, prima che la Biennale di Venezia non sia compiuta, e compiuta a modo suo, nonostante i boicottaggi continui di traditori nazionali e stranieri.
Ma a Palazzo Chigi e dintorni devono stare attenti.
Perché le sue dimissioni peserebbero come un macigno, in termini di voti e in termini di una credibilità già compromessa.
Ed è per questo motivo e solo per questo, che non gli è stato possibile un colpo di mano, un atto di forza, per cacciarlo via, ma solo starnazzamenti da animali da cortile.
Occhio, che vi teniamo d'occhio.
Giuseppe Sabatino.
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Maurizio Belpietro:
Alla biennale di Venezia è andato in scena il peggio della bassezza umana. Una figuraccia planetaria per colpa di una misera classe politica che invece di occuparsi dell’arte di governare pensa a sferrare colpi bassi all’avversario di turno, che sia uno Stato come la Russia o un singolo uomo, peraltro nominato dal medesimo governo, come Pietrangelo Buttafuoco. Risultato? Giurie internazionali che si dimettono, commissari inquisitori del ministero che stilano relazioni, tecnocrati che da Bruxelles minacciano di tagliare i fondi (due milioni di euro di stanziamento). Piccoli uomini di avanspettacolo che si ergono a giudici del mondo arrogandosi il diritto di decidere cosa sia giusto/sbagliato nei comportamenti delle nazioni. Invece di usare l’arte – o anche lo sport - come ponte tra le discordie umane trasformate in tragedie, la usano per allargare il fossato che le separa. Tutto assurdo, come le parole del ministro Giuli nei confronti di Buttafuoco “È stato vittima di una fantasia pacificatoria, voleva l’Onu dell’arte”. Si sbaglia, caro ministro, siete voi che avete la guerra in testa e non avete ancora capito che la Russia non è nostra nemica.