“Ma desiderava che venisse subito l’alba, per [...] poterlo vedere nel volto.”
— Apollonio Rodio, Argonautiche III

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“Ma desiderava che venisse subito l’alba, per [...] poterlo vedere nel volto.”
— Apollonio Rodio, Argonautiche III

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CULTURA NEL Iº E NEL IIº SECOLO d.C.
Dalla morte di Augusto nel 14 d.C. fino al 200 circa, gli autori romani enfatizzarono lo stile e sperimentarono nuovi e sorprendenti modi di espressione. Tra i poemi epici si ricordano le Argonautiche di Gaio Valerio Flacco, che seguono le vicende di Giasone e degli Argonauti alla ricerca del vello d'oro, la Tebaide di Stazio, che segue il conflitto dei figli di Edipo e dei Sette contro Tebe, e i Punica di Silio Italico, che trattano la seconda guerra punica e le invasioni di Annibale in Italia. Per mano di Marziale, l'epigramma raggiunse la qualità pungente che ancora oggi gli viene associata. Giovenale satireggiava il vizio. Lo storico Tacito dipinse un quadro indimenticabilmente cupo del primo impero nelle sue Storie e negli Annali, entrambi scritti all'inizio del II secolo. Il suo contemporaneo Svetonio scrisse le biografie dei 12 governanti romani da Giulio Cesare a Domiziano. Le lettere di Plinio il ...
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Non nutrire dentro di te un dolore eccessivo; Non puoi tu con le tue lacrime tenere il male lontano, Ma solo aggiungere ancora dolore sopra dolore.
Apollonio Rodio, Argonautiche
E mi struggerà, infelice, il ricordo di te.
Apollonio Rodio, Argonautiche
Erano muti, senza parole, l'uno vicino all'altra, come le querce e i grandi pini che hanno radici nei monti, e stanno, senza vento, vicini ed immobili, ma poi sotto il soffio del vento si agitano e sussurrano senza fine: cosi a quel modo stavano per parlare a lungo, ispirati da Amore.
Argonautiche 967-972

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Dalle argonautiche di Apollonio Rodio III sec. a. C
Ma Orfeo sollevò nella sinistra la cetra e diede inizio al suo canto. Cantava come la terra e il cielo e il mare, che un tempo erano fusi insieme in un'unica forma, furono gli uni divisi dagli altri a motivo della funesta discordia, come nel cielo le stelle, e il percorso della luna e del sole, abbiano un segno sempre fissato, e come sorsero i monti e come nacquero i fiumi sonori, assieme alle Ninfe, e gli animali.
Davanti ai suoi occhi si formavano ancora le immagini di ogni cosa: l'aspetto di Giasone e l'abito che indossava, come parlava, e come sedeva, e come si mosse ad uscire, e nel pensarvi le sembrò che simile a lui non ci fosse nessun'altro uomo.
Argonautiche, Apollonio Rodio
non sapeva quale parola dirgli per prima
Ed ella, abbassando gli occhi, ebbe un sorriso divino, e le balzò il cuore nel petto; si sentì come levare in alto, e lo guardò dritto negli occhi.
Non sapeva quale parola dirgli per prima, perché voleva dirgli tutto insieme, nello stesso tempo.
Argonautiche, Libro III, Apollonio Rodio