LA BEFFA DEL "BIOREGOLATORE" espressione ancora una volta della SUPREMAZIA UMANA 📜👇
Cosa succede quando la semantica politica viene utilizzata per mascherare un atto di dominio?
Con l'approvazione delle nuove norme sull'attività venatoria, assistiamo a un capovolgimento linguistico e concettuale senza precedenti: il cacciatore viene sollevato dallo status di semplice "hobbyist" e istituzionalizzato sotto la definizione di "bioregolatore" di pubblica utilità.
Questo passaggio non è solo una concessione burocratica, ma rappresenta una precisa deriva antropocentrica. Elevare l’uomo con un fucile ad arbitro e "gestore" degli equilibri biologici significa istituzionalizzare l'idea che la natura non possa esistere senza il controllo della nostra specie. Gli animali selvatici vengono così privati del loro valore intrinseco come SOGGETTI di un ecosistema e ridotti a meri numeri di un’equazione gestionale, strumenti da usare a proprio scopo, per interessi economici e di lobbying.
Il risultato pratico? Un conflitto di interessi perfetto: il controllore del problema è scientificamente e storicamente chi ha tutto l'interesse a mantenerlo inalterato pur di perpetuare la propria attività.
Rimanere indifferenti davanti a questa narrazione significa accettare che la prevaricatura diventi legge. È tempo di ritrovare la capacità di indignarsi e di guardare oltre la superficie dei provvedimenti. La natura non ha bisogno di essere sottomessa; ha bisogno di essere rispettata.
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