Ci ricorda per chi lottiamo.
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Ci ricorda per chi lottiamo.

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Ricordo ancora la sera in cui un caro amico che ci ha lasciato da poco, mi disse che ascoltarmi parlare era coinvolgente e che avrei dovuto parlare di antispecismo davanti ad un pubblico, perché secondo lui mi avrebbero ascoltato e forse sarei riuscita a toccare i loro cuori come feci con il suo, bè si sbagliava.
Innanzitutto perché ho vergogna di parlare di fronte a molte persone ed inizio ad andare nel panico e a dimenticare tutto ciò che vorrei dire , ma soprattutto perché le persone non cambiano se non hanno già dentro sè il seme del cambiamento che un bel discorso può solo favorire a farlo sbocciare.
Ma su di una cosa aveva ragione, il senso di giustizia, di consapevolezza e di voglia di cambiare questo sistema mi tira fuori la grinta necessaria ad esporre il mio punto di vista.
Non è facile parlare di diritti in nessuna società esistente su questo pianeta, né per animal3 uman3 né per animal3 non uman3, ma animal3 non uman3 hanno uno svantaggio maggiore, quello di specie.
La specie umana domina sulle altre specie perciò ogni ingiustizia nei confronti delle altre specie è tollerata, normalizzata, accettata perché la maggioranza non vede nessun tipo di problema nello schiavizzare, usare ed uccidere animal3 di altre specie, anzi la vede come una necessità, un diritto. La cosa peggiore è che come ci si rende davvero conto di cosa si nasconde sotto la superficie, di ciò che abbiamo creduto normale e necessario, ci si rende conto che l'ingiustizia dettata dal crederci una specie superiore si trova ovunque, letteralmente, partendo da quello che viene chiamato "cibo", agli "sport", alle "attrazioni" fino alla sperimentazione che tocca ogni prodotto che viene creato per uso umano dalla benzina al rossetto passando per i medicinali e così via.
Toccare i cuori delle persone non è cosa facile, mettere in discussione tutto ciò su cui si basa la loro vita è pressoché impossibile, per questo, nonostante le sue belle parole, nemmeno il mio amico ci riuscì.
Perciò questo vuole essere giusto un ricordo alla sua memoria, alle sue parole che mi avevano commosso e ora ancor di più nonostante io sappia fin troppo bene quanto sia difficile il cambiamento e la cosa che più straziante è il pensiero che 40.000 animal3 al secondo continueranno a morire senza che nessun3 possa davvero farci qualcosa.
Sempre più mansueti, sempre più da appartamento.
Quando conobbi i primi Cani Lupi Cecoslovacchi, quegli individui ancora mantenevano chiari tratti ferini: indipendenti, diffidenti, con una distanza di comfort elevata, abili cacciatori, riservati, attivi. Riuscire a soddisfarli era davvero impegnativo perché nessuna recinzione rappresentava per loro un ostacolo e se desideravano inseguire una potenziale preda si arrampicavano come gatti.
Oggi, a distanza di un solo decennio, sono a tutti gli effetti cani addomesticati che vivono in appartamento. Docili e mansueti, socievoli e giocherelloni.
Andiamo per ordine: il CLC venne creato nella seconda metà degli anni 50 a scopi militari, dalla Guardia di Confine dell’ex Repubblica di Cecoslovacchia per rincorrere e catturare le persone che tentavano di scappare dalle persecuzioni operate per motivi politici. I Pastori Tedeschi non possedevano doti fisiche adeguate in termini di resistenza allo sforzo e al clima dei Carpazi, una catena montuosa che attraversa l’Europa e che rappresentava una via di fuga dal regime dittatoriale dell’epoca. L’idea fu quindi di fare accoppiare una Lupa dei Carpazi con un Pastore Tedesco. A seguito di ripetuti processi di ibridazione si ottenne quella che venne successivamente riconosciuta come razza ufficiale.
Il pelo del CLC è idrorepellente, in grado di resistere a pioggia, neve e intemperie proteggendo egregiamente il cane da inverni sotto zero ed estati torride. Le sue prestazioni fisiche, la velocità di reazione, l’indipendenza, la predatorietà lo rendevano estremamente adatto a sventare i tentativi di fuga dei dissidenti. Ma……la necessità di una socializzazione completa e precoce, rappresentava per l’esercito uno sforzo eccessivo e l’esperimento venne abbandonato rinunciando all’idea di avere una nuova razza di cani da servizio. Nel 1971, l'allevamento del Cane Lupo Cecoslovacco venne quasi completamente interrotto. A causa della sospensione dell’allevamento, molti ibridi lupo-cane furono soppressi.
Poi però subentrò la moda che lo rilanciò sulle passerelle del consumismo e gli allevamenti spuntarono come funghi. Ci si innamorò di questo simil lupo e quindi la selezione iniziò ad agire per renderlo sempre meno indipendente, diffidente, selvatico. Un’altra dissociazione cognitiva degli umani: si urla di sopprimere i lupi perché danneggiano le attività dell'uomo ma si acquista una sua bella copia da sfoggiare sul divano di casa, portarlo a passeggio in centro città, vederlo giocare nelle aree sgambamento. Nessun rispetto per quegli individui creati, ahinoi, a scopi militari, ma totale impegno a mutare geneticamente le loro peculiarità comportamentali per farne sfoggio.
La mentalità antropocentrica è dura da smantellare e mentre inorridiamo al ricordo del genocidio nazista, proseguiamo con l'eugenetica per creare, stavolta, le razze di Animali non umani.
(nella foto Loukanicos, emblema della rivolta in Grecia)
"Cos'è l'antispecismo? Lo spiega perfettamente la mia amatissima Louise Michel ben prima che il termine venisse coniato. « – Ah, gli esseri inferiori, ecco il pretesto d'ogni dominazione!... Inferiori perché? Perché altri più violenti, o più astuti, riuscirono ad assoggettarli o ad ucciderli?... «O non sono invece inferiori di senso morale quelli che formano la felicità propria sulla infelicità altrui divorando, sfruttando, asservendo?... Voi mi risponderete con la dura legge di selezione, col trionfo del più adatto, con l'impero del più forte. Ma io conosco un'altra legge, che non è di oppressione né di morte – ma di libertà e di vita: quella della solidarietà... Voi vi deliziate degli uccellini allo spiedo, ed io preferisco il trillo del cardellino, che canta là, su quell'albero, a tutte le orazioni di voi avvocati... Diversi sì, inferiori no...» « – Ma tra l'umanità, e le altre specie zoologiche...» azzardai io. « – Ebbene – incalzò l'ardente vegliarda – è appunto perché l'umanità volle calpestare gli altri esseri, che voi chiamate inferiori, che essa si trovò esercitata ad inferocire e a dilaniar sé stessa. Le razze inferiori, le classi inferiori, il sesso inferiore, che per dileggio chiamate gentile – ecco la stessa classificazione trasportata dal campo animale a quello umano... Ma la lotta, direte, fu la condizione d'ogni progresso... Sì, ma io non amo la lotta per la lotta; la voglio solo perché da essa scaturisca invece dell'antagonismo la fratellanza di tutti gli esseri...»" (Tratto dall'introduzione di Pietro Gori de La Comune scritta da Louise Michel.) [Torce nella notte] . . #louisemichel #antispecismo #anarchia https://www.instagram.com/p/CWVHQZ_LMAl/?utm_medium=tumblr
"Sulle tue spalle"
A little different than my usual style.
Oil on canvas. On sale, send me a message here on Tumblr for any info.

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Please. Please don't eat animals. They have emotions. A personality. They can feel pain, and fear. They want to live just as you do. They can cry, and mourn their children. Please, do not kill them. Refuse this. Refuse torture, refuse mutilation, refuse cages and blood and screams.
Cos'è l'antispecismo?
Lo spiega perfettamente la mia amatissima Louise Michel ben prima che il termine venisse coniato.
« – Ah, gli esseri inferiori, ecco il pretesto d'ogni dominazione!... Inferiori perché? Perché altri più violenti, o più astuti, riuscirono ad assoggettarli o ad ucciderli?...
«O non sono invece inferiori di senso morale quelli che formano la felicità propria sulla infelicità altrui divorando, sfruttando, asservendo?... Voi mi risponderete con la dura legge di selezione, col trionfo del più adatto, con l'impero del più forte. Ma io conosco un'altra legge, che non è di oppressione né di morte – ma di libertà e di vita: quella della solidarietà... Voi vi deliziate degli uccellini allo spiedo, ed io preferisco il trillo del cardellino, che canta là, su quell'albero, a tutte le orazioni di voi avvocati...
Diversi sì, inferiori no...»
« – Ma tra l'umanità, e le altre specie zoologiche...» azzardai io.
« – Ebbene – incalzò l'ardente vegliarda – è appunto perché l'umanità volle calpestare gli altri esseri, che voi chiamate inferiori, che essa si trovò esercitata ad inferocire e a dilaniar sé stessa. Le razze inferiori, le classi inferiori, il sesso inferiore, che per dileggio chiamate gentile – ecco la stessa classificazione trasportata dal campo animale a quello umano... Ma la lotta, direte, fu la condizione d'ogni progresso... Sì, ma io non amo la lotta per la lotta; la voglio solo perché da essa scaturisca invece dell'antagonismo la fratellanza di tutti gli esseri...»
Tratto dall'introduzione di Pietro Gori de La Comune scritta da Louise Michel.