"Love, Anarchy, Autonomy"

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"Love, Anarchy, Autonomy"

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Warsaw, Poland, 1990, T. Wójcik
IF YOU ARE HUNGRY, I WILL OFFER FOOD.
IF YOU ARE THIRSTY, I WILL OFFER WATER.
IF YOU ARE COLD, I WILL OFFER WARMTH.
IF YOU ARE IN NEED, ASK AND I WILL GIVE.
IF YOU ARE IN TROUBLE, ASK AND I WILL HELP.
I DO NOT DO THESE THINGS WITH THE HOPE OF BEING REWARDED.
I DO NOT DO THESE THINGS OUT OF FEAR OF PUNISHMENT.
I DO THESE THINGS BECAUSE I KNOW THEM TO BE RIGHT.
I SET MY OWN STANDARDS AND I ALONE ENFORCE THEM.
I AM AN ANARCHIST.
18 Febbraio 1940🖤
"Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti."
(Fabrizio De André - "Canzone del maggio")

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Those who believe that man has an immortal soul, and that a horse has not, may act from superstitious fear or reverence. The intelligent egoist will “respect” the “ vicious” horse sooner than the tame, subservient man. Viciousness is the resistance to enslavement. There is more virtue in the criminal classes than in the tame slaves. Crime and virtue are the same under State tyranny, as sin and virtue are the same under theological tyranny.
— James L. Walker
" La sera del 29 giugno [1857], quando il "Cagliari" operò lo sbarco a Sapri, non trovò quasi nulla. Lo sbarco avvenne in quella dolce costa di Sapri, dov'è tanto cielo e tanto mare, in cui gli aranci sono boschi ed è come una primavera eterna. Dopo aver dichiarato decaduto il Governo di Ferdinando II, Pisacane e i suoi compagni cercavano smuovere le popolazioni. Ma non trovarono che indifferenza. Chi erano costoro? donde venivano? che cosa volevano?
Il cardinal Ruffo era uomo di Chiesa, e avea il prestigio della rossa porpora e della croce d'oro e parlava il linguaggio della passione e della violenza ed eccitava gli odii locali e metteva il popolo contro la borghesia. Ma che cosa volevano coloro che sbarcavano a Sapri? Il drappello procedette nella indifferente avversione popolare. Dopo Sapri il paesaggio diventa montuoso. Sono monti petrosi, piccole pianure piene di sterpi, alberi nani. La spedizione sbarcata così giocondamente nelle vie di Sapri, dové provare un presentimento di morte traversando quel paesaggio di malinconia.
L'avviso era stato dato in tempo, e i soldati e i gendarmi erano in moto. La piccola spedizione non si era accresciuta che di pochi uomini, quando sulla collina detta Morge del Piesco, incontrò le forze regie. Dopo accanito combattimento in cui era per vincere, l'arrivo di truppe reali del settimo cacciatori costrinse la spedizione a ritirarsi, lasciando sul terreno cinquantasei morti, oltre trenta feriti e circa duecento prigionieri. Nella ritirata Pisacane contava internarsi nei boschi e andare a far insorgere il Cilento. Ma a poca distanza gli uomini della spedizione, giunti sotto il passo di Sanza, così triste con le sue case nere, furono assaliti da una turba di contadini e in gran parte uccisi, o feriti, o presi. Pisacane stesso fu ucciso: ed egli che avea sognato il trionfo o una morte eroica, combattendo in pieno sole, giacque ucciso dai contadini in una campagna triste. Era per essi uno straniero? era un nemico? "
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Brano tratto dal saggio breve Eroi (1898) raccolto in:
Francesco Saverio Nitti, Eroi e briganti, Edizioni Osanna (collana Biblioteca Federiciana n° 3), Venosa (PZ), 1987¹; pp. 24-25.