COMICHE DALL’ALTRA PARTE DEL MONDO
Ieri era l’ultimo giorno di lavoro della fotografa a VG e così con un paio di colleghi abbiamo deciso di festeggiare in un locale in Marrickville. Si trattava di un semplice aperitivo pre-cena perché nessuno aveva intenzione di cenare fuori; così prima di uscire dall’ufficio chiedo ad Erik di occuparsi della cena. In frigo c’era il pollo, l’avocado, i pomodori, il mais, i fagioli, l’insalata, la cipolla ecc. insomma tutto l’occorrente per una deliziosa cena messicana.
Intorno alle ore 8.45 pm svolto la via di casa e sento un allarme antincendio suonare. Più mi avvicinavo al nostro palazzo e più l’allarme si intensificava. Fino all’ultimo momento ho pensato fosse il palazzo accanto al nostro ma quando sono arrivata davanti al numero 19, ho capito che l’allarme proveniva dal nostro edificio. Suono il citofono ma ovviamente non risponde nessuno; vado per chiamare Erik al telefono ed improvvisamente si apre il portone dell’edificio e vedo apparire Erik con altri coinquilini. Subito gli chiedo: “sei stato tu??” e lui senza rispondere alla domanda dice: “sto chiamando i pompieri per dirgli che è un falso allarme” ma mentre finisce di dirlo sentiamo arrivare le sirene dei pompieri.
Qui in Australia tutte le case, hotel, ristoranti, pub, uffici ecc. sono dotati di sensore antincendio perché data la conformazione del territorio, gli incendi sono all’ordine del giorno, soprattutto d’estate. Tutti questi sensori sono direttamente collegati alla sede locale dei vigili del fuoco. La cosa scandalosa è che ogni uscita, non giustificata, può addirittura costare sui 300$. Non ci resta che aspettare il conto...
Tornando a noi, lascio Erik al portone e mi dirigo verso il nostro appartamento per vedere quanto grave fosse la situazione. Non c’era traccia di fuoco ma l’intero appartamento ed edificio era invaso da un’immensa nuvola di fumo che non voleva andare via. Non è servito a niente aprire tutte le finestre della casa, il fumo sembrava essere intrappolato nelle mura.
Effettivamente l’intervento dei pompieri è servito a cacciare via il fumo, infatti con l’aiuto di una ventola gigante, partendo dal piano inferiore, hanno ripulito l’aria.
Insomma l’unica volta che lascio Erik cimentarsi ai fornelli, mi ritrovo i pompieri in casa... Mi spiace per quanto successo soprattutto perché lui si era impegnato molto a preparare la cena e riscaldare i tacos in forno era l’ultimo step per completare il piatto. Purtroppo qualcosa è andato storto e i tacos si sono completamente carbonizzati.
Ripensandoci non riusciamo a smettere di ridere. Tra l’altro un aneddoto divertente è stato quando il pompiere ha chiesto ad Erik “where are the tacos?” e Erik ha risposto “they are gone” per un paio di volte fino a quando non ha ammesso che in preda al panico aveva buttato dalla finestra della cucina la teglia con i tacos.
Credo che questa vicenda rimarrà nella storia