e mi sparassi nelle mente
Mezza dose di depressione
Scivolerei all’istante
Scivolerei a Terra
Dovrei in preda convulsioni di pensieri.
Il respiro non si sazia,
Ha fame di paura
Ha fame di lontane memorie.
So bene d’esser
Tanto veleno
Quanto mio solo e unico antidoto antidoto.
Il veleno corre dentro di me
Mescolandosi con quel sapore Rosso
Che non m’appartiene
Eccolo, arriva:
Un orgasmo secolare!
Represso, respinto, rifiutato, fuggito.
Mi avvolge:
Non voglio cedere ai sensi
Non voglio che il corpo,
Mio,
S’abbandoni a questa nuova,
sbiadita, comodità.
Le viscere non tengono più
Il respiro
Di fronte al nauseabondo fetore
Del mio passato.
Infine, Collasso,
In silenzio,
Come le stelle ,
Implodo.
Mi sconvolgo e mi travolgo.
Esplodo in un mare di luce
E nn la luce mi raggiunge
E la luce mi inghiotte.
E di luce si colorano i mie occhi.
È una linea sottile,
Impercettibile e
Infinitamente fragile
Quella che separa
L’insostenibile leggerezza di una lacrima
Dall’insopportabile pesantezza di due,
Lacrime.
-Tea














