Un passaggio.
Non vedevano altro che boscaglia da diverse ore, eppure poco più in basso avrebbero sicuramente finito con l'imbattersi nei resti di una vecchia strada statale.
Il caldo era opprimente per via dell'alta umidità, che gli appiccicava addosso i vestiti e rendeva difficoltoso respirare. Logan però se la cavava bene, e reggeva il passo. Aveva avuto modo di parlare con lei mentre Alex si era spinto in avanguardia, a differenza di suo figlio lui stava imparando a conoscere la ragazza un passo dopo l'altro. Spesso era stato difficile spiegarle alcune sue scelte, ma infine era giunto alla conclusione che non potevano desiderare compagnia migliore.
La tranquillità del momento fu interrotta dal volo agitato di un piccolo stormo di volatili, che dalle loro spalle abbandonò i rami e si allontanò di buona lena, superandoli in tutta fretta.
Logan sussultò, e Cohen si fermò per osservare alle proprie spalle.
-Cosa c'è?- chiese la ragazza, non aveva prettamente il coraggio di voltarsi.
-Niente, per ora...- la risposta di Cohen arrivò lontana, poco convinta, poi indicò la direzione in cui erano diretti -potrebbero esserci dei Vaganti, tu prosegui in quella direzione, io vado a controllare.-
-Se ci sono davvero quelle cose il tuo piano è quello di lanciartici in mezzo?-
-Raggiungi mio figlio ed aspettatemi, vado solo a capire che sta succedendo- insistette lui recuperando il fucile da dietro la schiena, ma per spezzare la tensione che vedeva crescere sul volto della ragazza decise di aggiungere -magari è un falso allarme e possiamo proseguire.-
Cohen ripercorse la strada in salita, assicurandosi di scegliere un percorso leggermente diverso per non trovarsi in bocca ad un eventuale inseguitore. Non ci mise molto a raggiungere un punto d'osservazione e sfatare ogni dubbio.
Si accucciò dietro ad un guardrail sfondato, poco più avanti rispetto a lui, lungo la strada, un gruppo di vaganti si muoveva in maniera scoordinata e lenta, ma costante. Cohen sapeva che la mandria era sulle loro tracce da giorni, ma non immaginava che fossero già così vicino.
Preferì non ingaggiare, il terreno era troppo sgombro per trovare un riparo utile, senza contare che non aveva munizioni a sufficienza. Decise quindi di ripercorrere di buona lena la strada appena compiuta, per cercare di raggiungere i ragazzi, avvertirli e mettergli fretta.
Trovò Alex e Logan nei pressi di una grossa struttura, una qualche azienda commerciale. Erano intenti a discutere appena fuori dalla recinzione sfondata in più punti, Logan stava convincendo il ragazzo ad andare dietro a suo padre, convinta che Cohen avesse in mente chissà quale follia.
-Vaganti- annunciò con il fiato corto. Quella parola da sola fu sufficiente a zittirli entrambi e farli sbiancare. Cohen prese fiato un paio di volte, ed indicò la strada da cui erano giunti -Sono... sulle nostre tracce, quattro, cinquecento metri. Ci sono addosso.-
-Ci sono delle auto in quel piazzale, hanno del carburante, non possiamo usarlo per fare delle trappole o...- annunciò Alexa, ma Cohen lo interruppe.
-Aspetta hai detto auto?-
-Beh... Si.-
Cohen afferrò con affetto la nuca del ragazzo e gli sorrise -Ottimo! Fammi vedere dove. Ce ne andiamo da qui.-
Un Alex tutto ingalluzzito nonostante la situazione guidò i due entro la recinzione, non aveva avuto il tempo di controllare ogni auto, ma un paio erano visibilmente state utilizzate di recente. Le riparazioni raffazzonate erano ampiamente visibili, così come era chiaro che in quello stabile affacciato sul posteggio vi fosse una qualche comunità, o vi fosse stata. Cohen si soffermò ad osservare l'edificio, da fuori tutto appariva vuoto, statico e morto, Alex nel frattempo stava mostrando di aver imparato qualche piccola nozione di sopravvivenza, ma non abbastanza.
-Logan, mi passi quel piede di porco per favore?-
Il tempo iniziava a scarseggiare, piuttosto che spaccare direttamente il vetro Cohen preferì forzare la portiera posteriore dal lato guida, la aprì e si infilò all'interno per raggiungere i sedili anteriori. I ragazzi lo seguirono, per entrambi era la prima volta che mettevano piede in un'auto, ma non c'era il tempo di meravigliarsi o curiosare.
Cohen occupo il sedile del guidatore, per analizzare il blocchetto di accensione, i ragazzi si sistemarono dietro, chiudendo la portiera in tempo per avvertire il tonfo del primo zombie che vi stampò contro il suo muso, provocando un urlo sorpreso e spaventato da parte di entrambi.
Logan recuperò istintivamente il piede di porco, mentre Cohen si infilò sotto al volante per cercare di mettere in moto l'auto, Alex intanto cercò un modo per bloccare la portiera.
Altri vaganti si radunarono intorno all'auto, in pochi secondi fu chiaro che non solo l'Orda era stata attirata dalla carne fresca, Alex vide chiaramente singoli Zombie spuntare fuori dalla struttura o dai cespugli incolti.
-Sbrigati Cohen!- urlò Logan quando la macchina iniziò a dondolare scossa dalla massa circostante, le creature non avevano idea di cosa stessero facendo, ma il numero giocava dalla loro. Una atavica e malsana forma di impulsi li portava a cercare spasmodicamente di raggiungere la carne umana, incuranti della propria incolumità, con orrore Alex vide quelli che un tempo dovevano essere una donna e un vecchio, venire sbattuti malamente contro il parabrezza posteriore dell'auto, per poi scivolare a terra, lasciandosi dietro solo una scia di sangue.
Immediatamente dopo uno dei finestrini si ruppe, alle spalle di Logan, uno zombie l'afferrò per un braccio, solcando con quattro graffi sanguinolenti la pelle giovane della razza, un altro imbrigliò le dita nei capelli della biondina ed i terzo si infilò nel finestrino rotto, graffiandosi in maniera disumana per cercare di arrivare a morderle il collo mentre la biondina si dimenava e cercava ancora di allontanarli con il piede di porco. Si portò dietro la mascella e mezza guancia del vagante più prossimo al suo collo, prima che Alex riuscisse a sfracellargli del tutto la testa spingendola più volte con il calcio del proprio fucile automatico contro i vetri rotti.
In un impeto di adrenalina, il ragazzo tirò di peso la ragazza verso di sé, qualche ciocca bionda rimase tra le dita del secondo zombie, mentre il primo, che non aveva perso la presa sul braccio della ragazza fu trascinato all'interno dell'abitacolo, dove lo attendeva la canna del fucile del ragazzo, sicura rimossa, ed una raffica lunga a falciargli in due la faccia.
La concitazione della lotta aveva fatto passare in sordina il rombo del motore rimesso in moto, quando Cohen partì accelerando il ragazzo sbilanciato si ritrovò spinto malamente contro il parabrezza posteriore.
-State tutti bene là dietro?- domandò Cohen dopo aver messo qualche centinaio di metri tra l'oro e l'orda.
Alex ruscí a rimettersi in ginocchio sul sedile posteriore, siete una mano a Logan e seguì con il fiato sospeso ogni smorfia della ragazza mentre si controllava. I graffi sul braccio erano la parte più brutta.
-Niente morsi.- certificò lei, e lo stesso Cohen sembrò riprendere fiato.
Un silenzio provato calò nuovamente sul trio, Alex cercò addirittura di posare la sua camicia sulle spalle della ragazza, dopo averle lasciato posto per raggomitolarsi contro la sua spalla. Fu il primo a prendere sonno, cullato dal rumore del motore, e dall'insolita sensazione cinetica del mezzo, Logan lo seguì poco dopo nel mondo dei sogni.













