Rip the video. Portovecchio di Piombino. Agosto 2017. Simone Gazzola & Stefano Campagna. Predarubia. 8 Settembre 2017. Rip
“Asfalto e cemento. Acciaio, ruggine e cielo del Portovecchio di Piombino. Aria calda d'Agosto e vento di scirocco a sfidare i treni in transito. Noi, tra un ciak e l'altro, a cercare ombra ed il miraggio di mare in quel vento. Loro, Simone e Stefano, a raccontare senza sosta la febbre che tutti noi portavamo adosso. Non ci fu che d'esser noi stessi, percuotendo le pelli, tirando le corde ed urlando parole.” Non so perché dovrei aggiungere altro a quanto già scritto pochi giorni fa, quando ricorreva il 1 anniversario dell’uscita del video di Rip, il nostro primo video, però che “storyteller” sarei se quantomeno non ci provassi a scrivere altro.
Rip chiude il tentativo fatto in questo blog di raccontare le canzoni di Somewhere Boulevard, essendo l’ultima che manca all’appello. Tentativo alquanto maldestro se lo scopo fosse stato quello di raccontare veramente le canzoni, perché alla fine di quelle ho detto poco. Non credo che le canzoni vadano spiegate, perché si annulla il potere più grande che recano in se, quello di permetterci di farle nostre, di trovarvi dentro la nostra direzione, il nostro più intimo e personale significato.
Ho spesso cercato in altre foto, in altre storie, quelle che le foto portano con se, di trovare un aggancio tra quella foto e la canzone che andavo a raccontare. Non so se ci sia realmente riuscito, ma ciò che ho scritto è ciò che realmente avevo visto. Beh non è così semplice. Perché il vedere dura l’istante stesso in cui si guarda qualcosa, lo si osserva. Un istante dopo inizia il ricordo. Per quanto una foto ti permetta di tornare più volte a vedere, cancellando così l’inganno del ricordo. Nell’istante stesso in cui sposti gli occhi dalla foto e ti appresti a scriverne nuovamente, scivoli nel ricordo e ciò che scrivi è ciò che immagini di aver visto. Adesso potrei dirvi verso chi o cosa Caterina muove i suoi passi. So esattamente perché sia scalza, perché si è vestita di nero, perché la sua testa è leggermente abbassata. Io so cosa ci sia ad attenderla al limite estremo di questa inquadratura e cosa si sia lasciata dietro alle spalle. Potrei dirvelo ma poi andreste a verificare se nel video tutto questo c’è realmente, dareste vita a questo singolo fotogramma per scoprire se io vi stia mentendo o meno. Forse vi ho mentito, ma vi ho avvisato che lo avrei fatto, vi ho messo in guardia spiegandovene la ragione “cause I’m a tricky man, a storyteller, all is real if you make it real.” Forse adesso vi state chiedendo se l’uomo della canzone sia realmente esistito e se il suo coccodrillo l’abbia realmente morso. Forse vi chiedete se a seguito di quel morso l’uomo sia realmente morto e se il coccodrillo se ne sia realmente rattristato. Forse ve lo state chiedendo o forse no, io non posso dirvi se tutto ciò sia realmente vero, posso solo dirvi, posso giurarvelo, che io l’ho visto. Tutto questo è Rip? Conoscete la mia risposta: forse. Giuseppe Pocai
Per ascoltare la canzone:https://itunes.apple.com/it/album/rip/1273723314?i=1273723421 Per vedere il video: https://youtu.be/0otxuDZxj6E












