Janis Joplin fotografata da Jim Marshall. Winterland, San Francisco CA. 12/13 Aprile 1968. Predarubia. Somewhere baby. 8 settembre 2017.
L'otturatore si apre per 1/60 di secondo e si porta dietro, dentro, tutto; per sempre. Prima o dopo quell'istante, quella frazione di secondo, non c'è niente, il buio assoluto. Erroneamente la meccanica ci ricorda quella del nostro occhio. L'otturatore è la palpebra che scende e risale. Il nostro battere di ciglia quel click. Talmente veloce che non ce ne accorgiamo, talmente veloce che il nostro cervello può comodamente ricostruire quello che l'occhio si è perso in quell'istante. Passiamo dalla luce al buio per tornare alla luce in maniera così repentina che noi quel buio, quel nero quasi assoluto non lo vediamo, non sappiamo che esiste.
Per un secondo fingiamo che il nostro occhio, la palpebra, funzioni al contrario, che lavori esattamente come una macchina fotografica. Pensiamola perennemente chiusa e che quel battito avvenga nello stesso modo, ma aprendosi per quella frazione di secondo anziché chiudersi. Cosa siamo in grado di vedere e di capire nella brevità di quei battiti? Il resto lo dobbiamo ricostruire. Il resto, lo possiamo solo immaginare.
Siamo al Winterland Ballroom di San Francisco, chiamato anche Winterland Arena o più semplicemente il Winterland. Qui, al Winterland, tra il 1966 ed il 1978 hanno suonato tutti i più grandi. Ci hanno suonato gli Stones, i Led Zeppelin, gli Who, Bruce Springsteen, i Doors, Hendrix, Dylan, Frank Zappa, i Pink Floyd, Queen, Jethro tull, Deep Purple, Cream, Neil Young, i Jefferson Airplane , Kiss, Grateful Dead. La lista è praticamente infinita. Se fate un nome di un artista importante ed attivo in quel decennio state certi che ha suonato al Winterland. Whole Lotta Love fu eseguita per la prima volta live in questo locale e sempre qui, al Winterland, in molti hanno registrato dischi live delle loro performance. Tra i tanti lei: Janis Joplin. Â
Immaginate cosa voglia dire per Janis essere lì nell'aprile del '68. Sono passati pochi mesi dal Festival Pop di Monterey che l'ha resa popolare in tutto il mondo. Pensate a questa ragazza di 25 anni che è partita da Port Arthur, una piccola cittadina del Texas, e che si ritrova a San Francisco per fare ciò che ama da sempre, l'unica cosa che vuole fare nella vita: cantare. Immaginate di essere lei, di trovarvi lì al Winterland e di realizzare il vostro sogno. Immaginate di essere la star che salirà su quel palco, con la band, le luci ed una sala che contiene oltre 5.000 persone e che quella sera, quando salirete sul palco, sarà piena. Immaginate quelle 5.000 persone tutte li per voi, per le vostre canzoni, per sentirvi cantare, raccontare le vostre storie, ascoltare la musica che avete scritto. Immaginate quanto deve essere bello tutto questo? Riuscite veramente ad immaginarlo?
Ad occhi chiusi lo abbiamo ricostruito, immaginato. Adesso arriva il battito, la palpebra si alza, entra luce, click...la foto.
Janis è seduta nel backstage. Il divano è sfondato, il rivestimento tagliato, strappato. Il vestito gli è salito un pò lungo i fianchi, le gambe a formare una croce con le ginocchia che si toccano a mostrare pudore, a proteggere istintivamente quello che si impone di mostrare. Tra le mani la fedele compagna, la mano sinistra indecisa tra una carezza ed il più consueto svitare. Sul tavolo sacchetti di carta a suggerire cibarie o più probabilmente altre fedeli compagne. Le luci alle pareti, così diverse da quelle sul palco, la fender ed un ampli così distanti da quel palco. Lei guarda da un lato, infinitamente triste e sola.  Un battito di ciglia, breve ed eterno, poi il buio. Â
Somewhere baby parla di questo? Perché svelarlo, perché battere le ciglia. Occhi chiusi, ricostruire ed immaginare, la musica serve a questo. Perché lasciarvi però con l'idea che tutto questo sia casuale e forzato... Con le Prede, un tempo, in chat, senza una ragione, avevamo preso l'abitudine di aggiungere la parola baby dopo il nome del locale in cui avremmo dovuto suonare. Per dire, non lo avessero demolito nel 1985 e ci chiamassero, scriverei alle Prede: ma vi rendete conto? si va a suonare al Winterland baby!!!
Giuseppe Pocai
Per ascoltare:https://itunes.apple.com/it/album/somewhere-baby/1273723314?i=1273723425














