I lenzuoli vengono mossi rapidi, si sollevano dai tavoli che coprono con movimenti esperti.
I lembi svolazzano nell’aria senza un movimento preciso; come quando si scrive, l’importante è farlo il tragitto si compierà da se.
Piccoli istanti in cui tutti questi tessuti sono immobili, fissi in una sola posizione.
Piccoli istanti in cui ci si accorge di chi ci rende felici. Proprio nel momento che siamo felici.
Dio ci parla in terza persona, la voce fuori campo nei migliori film drammatici. Film d’anima.
Monologhi che trafiggono come frecce scagliate da un arco. Per alcuni è Cupido, per altri era solo il luogo sbagliato nel momento sbagliato.
Scrivo una pagina placenta di sentimenti, crescono di riga in riga come lo scorrere del tempo. Anime in simbiosi imprigionate dalle catene di Andromeda.
L’intero universo muore, l’arte è una salma putrida di vermi. Abbiamo divorziato da ogni espressione di ricchezza d’animo. Chi rifiuta questo sistema è costretto alle briciole.
Vivo con il sogno che un mio libro possa sostituire la Bibbia: un opera sul comodino di ogni camera d’albergo. Nessuno scrittore è mai riuscito prima. Sarei il primo, un impresa impossibile per un qualsiasi umano ma non per chi possiede il vero talento. Una vocazione; le dieci muse ogni tanto partoriscono qualcosa. Un solo neonato, l’eletto che libererà Matrix. L’eletto che uscirà Umano e vivo dalla stanza 101.
Ho le pupille perse nel vuoto a fantasticare delle mie più segrete fantasie e dei più celati pensieri. Un mondo solo mio nascosto a tutti ma raccontato attraverso questo elaborato. Non credete a chi dice di scrivere solo per se stessi, concepire qualcosa per tenerlo imprigionato soltanto ai propri occhi. Io scrivo per gli altri. Strizzo il cuore per spremere fuori ogni goccia (di qualsiasi cosa contenta) per donarvelo. Leggete questo, in memoria di me.
sto scrivendo la bibbia e vivendo la genesi.