Iridi buio pesto.

gracie abrams

Stranger Things
sheepfilms
Sweet Seals For You, Always
h

Product Placement

pixel skylines
Cosimo Galluzzi
Today's Document
wallacepolsom
🪼
trying on a metaphor
will byers stan first human second

#extradirty
he wasn't even looking at me and he found me

Origami Around
Lint Roller? I Barely Know Her
tumblr dot com

seen from Indonesia
seen from United States

seen from Türkiye
seen from Puerto Rico
seen from United States

seen from Saudi Arabia

seen from United States
seen from Mexico

seen from United Kingdom

seen from South Korea

seen from United States

seen from Malaysia
seen from Australia

seen from Malaysia
seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from Australia
seen from United States
seen from Norway
@oltreleparole
Iridi buio pesto.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Nel gabbiotto all'ingresso dell'ospedale c'è un ragazzo che avrà 20 anni, quando accosto con il finestrino abbassato non mi chiede niente e mi fa cenno di entrare, metto via i documenti e le frasi preparate per avere l'accesso, supero la sbarra già alzata. Mio padre sul sedile accanto al mio sembra un passerotto, nelle ultime settimane ha perso peso, è pallido e resta immobile, quasi raggomitolato, non dice niente. Sono passata a prenderlo senza lasciarlo discutere, si è arreso all'idea che questa volta non lo avrei mandato da solo "Pa' fa troppo caldo per andare con i mezzi, vengo alle quattro". È la prima volta che si muove senza il fascio dei giornali e riviste che si porta dietro ogni volta che deve uscire, la sua immancabile borsa piena di notizie. Ho imparato da lui ad avere sempre qualcosa con me da leggere, lui il suo "Le monde diplomatique" o "The economist", io i miei romanzi russi. Ma oggi no, ha solo i documenti medici, le analisi degli ultimi mesi, referti, dischetti, liste di farmaci.
I parcheggi a fianco ad ogni reparto sono semi deserti, il venerdì pomeriggio è già quasi weekend e chi può rimanda di frequentare questo posto nei giorni infrasettimanali. Qualche medico passa di fretta nella calura, zoccoli bianchi o verdi, piedi veloci. Mio padre invece è lento, si muove come se fosse sperso, mi guarda di traverso, mi segue affaticato. Lo prendo sottobraccio come a volerlo rassicurare. Durante il viaggio in macchina mi ha detto all'improvviso "Nella nostra famiglia ci sono stati troppi segreti, pensiamo di avere tutto il tempo di non svelarli invece poi diventano ridicoli" e ho una vaga idea di cosa intenda, ma non sono sicura di voler sapere più di quanto so, che già è molto più di quanto lui creda. Le famiglie sono labirinti, ma l'affetto è spesso il filo che prova a tirarcene fuori.
Arriviamo all'edificio giusto, dentro aria condizionata a mille, 36 gradi che all'improvviso diventano 23, praticamente un abbattitore. Un lungo corridoio porta alla stanza numero 5, sulla porta c'è un medico, è uno specializzando, ha un bel sorriso e ricci castani, gentilissimo. Chiama mio padre per nome, "signor F. si accomodi, le devo fare qualche domanda" e lo ripete ad ogni quesito "signor F. mi dica...", "signor F. ancora una cosa..." Mi fa strano sentirlo chiamare con il suo nome di battesimo, nessuno lo chiama mai così. Lui risponde ma a volte dimentica dei particolari, mi guarda, completo io qualche sua frase. Proprio lui, sempre così lucido e presente a sé stesso, oggi è stanco, opaco, lontano. "Signor F. ha dolore?" "Un po'.." e io so che ne ha molto ma non lo vuole ammettere, tira via, fa spallucce. Che testa dura.
Durante il viaggio, guardando i campi passare fuori dal finestrino, mi ha detto con un filo di voce "Ho annullato il prossimo corso..." Lui che prima di annullarne uno piuttosto muore. L'ho pensato e ho subito preso a martellate quel pensiero, quella possibilità ora così vicina, che modo di dire stupido. "Il liquido di contrasto brucia un po' " sento che dice, a me racconta sempre che ogni volta sente come una fiammata e che vorrebbe urlare, ma al medico non può dirlo, figurarsi. "Si accomodi pure, la chiamiamo subito". Poi nel giro di dieci minuti è dentro, sento il suono del macchinario in funzione, dovrò aspettare un bel po' e decido di uscire. Preferisco il caldo subsahariano a quel rumore che non sopporto, alla voce del tecnico, alla luce bianca accesa fuori dalla porta. Passeggio al sole, oltre il muro di cinta di questa struttura che stanno smantellando da anni svetta il battistero. Penso che è bello e maestoso anche visto da qui, anche con questi occhi che oggi tendono ad affogare.
Che merde bisogna essere per andare sul calesse in giro per la città con 36 gradi e vedere il cavallo che arranca e schiuma?
Quando ho paura corro. Come ieri pomeriggio. Metto le cuffie, sparo la musica a mille e corro. Corro e cerco di sudarla via tutta quella paura, sputarla dai polmoni e da ogni poro, farla evaporare. A volte se non basta mi stanco così tanto da arrivare a vomitarla, liberarmi in quel modo, tirarla fuori come fosse un veleno. Ma non sempre funziona. Quando la paura è un'onda possente e entra troppo giù - nel respiro, nelle ossa, nelle vene - raggiunge parti troppo profonde da spurgare e allora non mi resta che fermarmi. Mi siedo per terra, in cucina o in bagno, spalle al muro e la faccio vincere, mi arrendo, aspetto che passi.
Se scappare non serve bisogna imparare a farsi attraversare.
Giornata di attese. E di vorrei. Non dico pretendere la primavera, ma almeno una rondine. Così, tipo un segnale di incoraggiamento.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Stanotte avrò dormito 2 ore. Troppo caldo e troppi sogni. I miei incubi sono trappole mortali. Riesco a montare scene terrificanti in cui sono sempre in ritardo per cose importantissime, o faccio dei danni irreparabili, o mi gioco malissimo possibilità con persone a cui tengo e non c'è modo di tornare indietro. Mi sveglio con un senso di perdita infinito, marcia di sudore e con il respiro spezzato. Nei sogni sono più indietro che nella vita reale e non so se sia perché ne ho paura o perché lo vorrei: perdere il filo definitivamente e non poter fare altro che gettare la spugna, finirla con questo sforzo assurdo di voler tenere tutto allineato, questo senso del dovere che mi opprime da quando ho ricordo di me stessa. Avere una scusa valida per dire "signori, ci ho provato ma è finita". Come in quella canzone dei Baustelle che ho ascoltato allo sfinimento: con una bic profumata, da attrice bruciata, "la guerra è finita" scrisse così.
Ogni mattina mi alzo e penso che non vedo l'ora che la giornata finisca, di lasciarmela alle spalle. Non credo sia proprio il modo ideale di vivere.
Appena oltre giugno.
Stanotte pioveva così tanto.
Ogni volta che piove forte o fa un freddo agghiacciante o un caldo infuocato, ogni volta che il tempo ci sbatte forte, penso a te chiuso là sotto metri di terra, in quel posto senza riparo e nessuno che possa proteggerti con un ombrello o una coperta calda, confortarti con un po' d'acqua fresca. È una sensazione che mi spacca il cuore. Perché lo so che non ha senso ed è così stupido se ci rifletto a freddo, ma c'è sempre un microsecondo che mi coglie alla sprovvista e quel pensiero arriva come un lampo, ogni volta, non posso farci niente.
Dopo tanto tempo, continuo a credere che senti le stesse cose che sento io, a pensarti vivo.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
L'esperienza traumatica di piegare le lenzuola pulite con mia mamma. Alle 6 del mattino. Perché così è meno caldo.
Dieci cazziatoni in sei minuti.
E senza replicare.
Come nella vita.
Sei in viaggio verso casa.
Dopo sei mesi e mezzo, sei di nuovo in viaggio verso casa. Mentre ti rifaccio il letto ancora non ci credo. L'ultima volta era dicembre e faceva un freddo siberiano, io ne avevo già le palle piene del Natale e l'unica vera festa era venirti a prendere al treno il 23. Poi in tre minuti tutte le lucine si sono spente e sei ripartita e io ho ricominciato a ingollare i giorni uno dietro l'altro a rotta di collo, lavorando e poco più. Giugno sembrava lontano un millennio, l'inverno una sequenza infinita di temporali, le telefonate già troppo noiose e brevi. Invece la primavera all'improvviso ha preso la rincorsa ed ecco le rondini, il caldo, le lucciole, le cicale. E tu che torni. Ora sei in viaggio e mi chiami per dirmi dell'ennesimo ritardo, treno fermo a Genova, arriverai tardissimo, mangi un panino al volo ci vediamo al binario dopo mezzanotte. La mia cenerentola con le Vans puzzolenti e la valigia piena di magliette stropicciate, che appena arriva a casa si affaccia al frigo in cerca delle ciliegie, ché tanto lo sai, te le faccio trovare sempre. Metto in bagno i tuoi asciugamani preferiti, ti ho preso il dentifricio nuovo e il bagnoschiuma che costa un botto e a Milano non lo compri mai. È il mio modo di dirti "bentornata", insieme ai miei abbracci stritolaossa che dopo tre minuti già non sopporti più "ma' mollami dai". Perché è vero, non sono capace di farti il ragù né la torta di mele, tanto meno mettere insieme una teglia di lasagne, ma per quella c'è tua nonna, io so solo abbracciare. Anche Buck mi sa che ha capito che torni, stasera è sveglio come un grillo, salta dal tiragraffi alla finestra come una ranocchia impazzita. Lo senti già miagolare nell'ennesimo vocale che ti mando per chiederti ancora dove sei, quanto manca, quando arrivi.
drop this sunflower🧡🌻💛 into the inboxes of the blogs that make you happy! let’s spread a little sunshine ☀️
Grazie!! 🌻
Se potessi raccontarti la mia storia senza essere riconosciuto da qualcuno qui, lo farei senza se e senza ma. Ti dico solo che le ho promesso che in qualunque circostanza, qualunque condizione, qualsiasi strada avrebbe scelto io sarei rimasto qui fermo per aspettarla. sono passati 10 mesi e più e io da quel giorno non ho avuto alcun contatto con un'altra ragazza (oppure ho declinato ogni tipo di invito), ho provato a riconquistare lei, è andata male, l'ho aspettata in silenzio, mi sono fatto trovare in alcuni momenti importanti suoi, senza mai farle pesare nulla. E continuerò a sceglierla e aspettare
La ascolterei volentieri la tua storia, mi piacerebbe davvero tanto.
Promettere e riuscire a mantenere anche in assenza dell'altro, continuare ad aspettare ed essere presenza silenziosa. Forse nemmeno per scelta ma perché è così che a volte sentiamo in un punto profondo più forte di noi, semplicemente. L'altro non c'è più, e in una specie di guerra dove i pezzi vengono tolti uno a uno, sfilati via da sotto i nostri piedi, nonostante tutto, restare.
Sì, decisamente la vorrei ascoltare questa storia. Scegli tu il modo.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
19:16 finalmente a letto.
Ho 50 anni di vita, 98 di fisico, 4 di saggezza.
Ma a culo anni fa ho trovato questo posto e voi, splendidi.
Ho mal di stomaco. Crampi fortissimi. Così forti che stento a saper stare in piedi con il busto disteso. Vorrei raccogliere le gambe al petto come fanno i neonati quando hanno le coliche d'aria. La mia non è aria, è tutto stress. Sono giorni, settimane, mesi che tiro e ora somatizzo tutto sullo stomaco. Tutte le preoccupazioni, le scadenze, i doveri, i fronti aperti da tenere monitorati, le notti a non dormire, i conti che non tornano, i pasti tirati via o saltati, le corse, i cazziatoni fatti e ricevuti, tutto sullo stomaco. Crampi fortissimi. Vorrei solo essere a letto e invece sono bloccata al lavoro, primo perché la moto in questo stato non la terrei, secondo perché non voglio lasciare nessuno nella merda, non scaricare sugli altri le mie incapacità da inetta cronica a saper gestire la vita quotidiana ancora alla mia età. Che disagio, che devastazione.
Ora passa. Ora passa. Ora passa.
Lo scrivo qui perché mi serve, lo rileggo e me lo ripeto e me ne convinco. Ma intanto ho i brividi di freddo con fuori 36 gradi e vorrei solo una boule di acqua calda sullo stomaco e sdraiarmi e dormire 27 ore di un sonno REM profondo come la fossa delle Marianne. Avere qualcuno accanto che mi dice "tranquilla penso a tutto io." E invece.
Ora passa, ora passa, ora passa.
Respira. Ora passa. Ora passa.
Come cazzo era la meditazione tantrica? Quando serve non la trovo mai, persa fra le pieghe dell'agitazione ansiogena. Muovi il diaframma, su e giù, con calma, va tutto bene.
Non fa male, ora passa.
Ora cazzo passa. Vero che passa?