Un attimo di pace
Sapete ci sono storie che valgono la pena essere vissute, ed altre che vale la pena buttar via. Credo di essere una di quelle, una di quelle storie che molti hanno paura di leggere semplicemente per provare quel briciolo di pietà . Non sono mai stata abbastanza per nessuno, mai troppo bella, mai troppo magra, mai troppo o meglio ero abbastanza quando mi dovevano sputare addosso tutto il loro dolore, tutto il loro sentirsi migliori di me. Sono cresciuta così con gli attimi di pace sognati e una serenità mai avuta. Inizio poi la mia vita da grande, quella che credi di aver conquistato e di poter vivere bene, con un'emancipazione e una tranquillità che in pochi hanno e invece no! Inizio a stare male ed è un male che giorno dopo giorno mi logora dentro. Prima sono arrivati i dolori, poi le parestesie, e poi inesorabile quel senso di paura, paura per un futuro incerto, non scritto e non voluto. Poi è arrivata l'endometriosi una malattia che ti toglie lasciandoti apparentemente viva ma dentro sei morta, morta come la tua voglia di maternità . Si perché io madre non ci diventerò mai troppo grave e troppo rischioso avere un figlio per una come me... poi arrivano tutte le altre diagnosi che accompagnano con se un pezzo di me, della mia anima che si sgretola mano mano che passa il tempo. Ma nonostante questo devo essere forte, devo apparentemente farmi vedere felice, farmi vedere invincibile perché è questo che mi richiedono perché farmi vedere distrutta e spaesata da fastidio alle persone, anche a quelle più vicine, perché il tuo dolore per quanto forte deve comunque essere sempre messo da parte per amore del prossimo. Poi arrivano quelle frasi che ti logorano ancora dentro: "Vabbè dai tirati su, vabbè dai ma c'è la cura, ci sono medicine, vabbè dai non farla così grave... ecc ecc, un perenne giudizio da parte degli altri che ti fa sentire sbagliata, che ti fa sentire come se tu non avessi diritto, non avessi nessun diritto di essere incazzata con la vita e col mondo, come se la tua perenne agonia te la fossi cercata e quindi ora "zitta e muta" la devi sopportare e supportare senza infastidire le vite altrui coi tuoi drammi. E allora ti fermi e rifletti, rifletti sul mondo e sul modo in cui puoi in qualche modo far parlare in maniera silente il tuo dolore... e lo fai regalandoti attimi di felicità che non devono per forza essere capiti o compresi ma devono semplicemente darti la possibilità di sopravvivere. E quando vi chiedete di sopravvivere a cosa, ora ve lo spiego. Vivere perennemente con un corpo che non è più vostro, con un dolore perenne che non vi da tregua, con una faccia che sta più nel dolce sonno che nella vostra volontà ... con una continua sensazione d'impotenza, con una perenne frustrazione nell'organizzare qualcosa e non avere la forza di poterlo fare, con un continuo senso di: "Cosa succederà domani?, cosa dovrò aspettarmi? Riuscirò a camminare a parlare o semplicemente a ragionare con la mia testa? Riuscirò a ricordarmi la strada o la via?". Si perché quando giudicate o vi ergete a verità assolute è questo che dovrete vivere per avere quella verità , quell'assoluta certezza in mano, senza di essa i vostri sono soltanto giudizi, soltanto immotivati giudizi sulla vita e sulle sofferenze di qualcuno che non merita e non ha la forza di poter sopportare. Questa è la mia vita... una vita non sempre bella, non sempre facile ma che ho ancora per lungo tempo voglia di vivere....














