In Italia sono circa 85 mila. Non sono ricche. Il fatturato medio per creator italiana nel 2025 è 25.000 euro lordi l'anno, in calo rispetto al 2024 e al 2023.
Il mito del corpo che paga è una bugia ripetuta abbastanza spesso da diventare desiderio.
E non sono imprenditrici.
Sono precarie digitali auto-sfruttate, con un capo invisibile che trattiene il venti per cento su ogni video.
La stessa logica dei rider.
Solo che qui non consegnano pizze. Consegnano sé stesse. A sconosciuti.
Il sistema ha bisogno di questa favola. I giornali raccontano l'insegnante che guadagna più su OnlyFans che a scuola per farti credere che chiunque può farcela. Nella realtà, solo l'uno per cento delle creator raccoglie un terzo di tutti i guadagni.
Una società che premia chi si spoglia e impoverisce chi insegna, chi cura, chi costruisce non è una società libera.
È una società che ha sostituito il valore del lavoro con il potenziale di profitto spettacolarizzato.
Nel frattempo, mentre guardiamo altrove, succede questo:
a 11 anni guardano il primo porno su uno smartphone.
a 13 si paragonano a corpi filtrati che non esistono.
a 15 non sanno più parlare con una coetanea.
Gli adulti tacciono. Il mercato ringrazia. Il cervello si rompe.
Gli studi neuropsichiatrici sono chiari. Il consumo precoce e compulsivo di pornografia modifica il cervello.
Alza la soglia di stimolo.
Atrofizza il desiderio reale.
Sta crescendo una generazione incapace di legame.
Non è un effetto collaterale.
E poi, con la coscienza pulita, guardiamo all'Iran. Alle ragazze arrestate per un capello. A Mahsa Amini, morta in carcere per un velo portato male, nel 2022. La piangiamo. La celebriamo. Scriviamo editoriali sulla sua libertà negata. E poi riprendiamo a scrollare.
Ma c'è un paradosso che non abbiamo il coraggio di guardare.
Loro rischiano la vita per potersi mostrare libere.
Noi vendiamo le nostre figlie online per sopravvivere.
Loro combattono una costrizione visibile. Noi accettiamo una invisibile, dorata, chiamata scelta.
Il nostro modello non impone con la legge. Seduce con l'algoritmo.
Non minaccia con la frusta. Ricatta con il mercato del lavoro.
Non prescrive un velo. Impone un filtro, un corpo perfetto, una prestazione continua.
Devi godere. Devi mostrarti. Devi performare.
Se non ce la fai, se ti ammali, se crolli, se la depressione ti prende, non è colpa del sistema è colpa tua.
Devi essere resiliente. Resilienza: la parola-ricatto del nostro tempo. Non ti chiede di cambiare ciò che ti fa soffrire. Ti chiede di cambiare te per sopportarlo.
Nessuna civiltà è mai sopravvissuta svendendo le sue donne, abbandonando i suoi bambini, dissacrando il lavoro e chiamando tutto questo progresso.
L'Occidente non è in crisi.
L'Occidente sta scegliendo, giorno dopo giorno, di smettere di esistere.