L’ATTEGGIAMENTO PIÙ DIFFICILE: LASCIAR ANDARE
Tra tutti gli atteggiamenti che si coltivano in un cammino di crescita, ce n'è uno particolarmente arduo. Non perché sia complicato da capire, ma perché va contro il nostro istinto più radicato: il bisogno di avere il controllo. «Lasciar andare» significa mollare la presa, rinunciare al controllo, abbandonarsi al momento presente con un lieve sorriso. Facile a dirsi. Ma chiunque ci abbia provato sa quanto sia difficile smettere di stringere, le situazioni, le persone, gli esiti, la nostra stessa idea di come le cose dovrebbero andare. Eppure è un atteggiamento che ritorna in tutte le tradizioni spirituali.
Nel cristianesimo si chiama fede, abbandono. Nell'Islam la parola stessa significa "sottomissione", affidamento. Nello yoga è la via della devozione, l'abbandono che dissolve l'io e le sue agitazioni continue. Un buon punto di partenza è imparare a stare di fronte al dolore senza reagire: lasciar andare la contrazione dei muscoli, gli impulsi a fuggire o a ribellarsi, le emozioni che sorgono, mantenendo un lieve sorriso simile a quello presente sul volto delle statue del Buddha. E qui si nasconde il paradosso più bello: la difficile lezione di rinunciare al controllo è propedeutica alla nascita della compassione, verso sé stessi e verso gli altri. Solo quando smettiamo di voler controllare tutto, finalmente, diventiamo capaci di tenerezza.
FrancoFabbro La via dell'enneagramma, psicologia e spiritualità.












