Vado in Irlanda: c'è lavoro!
Migliaia di giovani senza lavoro. In Italia, e all’estero, sembra che nessuno assuma più e che non ci siano più posti di lavoro. C’è una realtà, però, che si distingue dal resto d’Europa. E’ l’Irlanda.
Se cercate un’occupazione fuori dall’Italia, preparate le valigie: a Dublino e dintorni troverete crescita economica, opportunità, atmosfera internazionale e tanti giovani. L’Irlanda ha iniziato la sua rimonta. Dopo il 2008, la “tigre celtica”, come era soprannominata per la sua crescita quasi miracolosa iniziata nel 1995, era in recessione. Ma grazie a misure incisive, è stata possibile l’inversione di rotta. Il governo ha dimostrato una buona gestione del prestito ottenuto dalla “Troika” di Banca centrale europea, Fondo monetario internazione e Unione Europea. Alzando alcune tasse e diminuendo diversi sussidi sociale nel settore sanitario, scolastico e lavorativo ha fatto centro.
Le previsioni attuali parlano di crescita dello 0,5%, ma già nello scorso ottobre gli analisti hanno sottolineato come i titoli di Stato irlandesi a 10 anni abbiano ottenuto rendimenti passabili: segnale inequivocabile di fiducia da parte degli investitori. Il risultato si deve a misure ben calibrate, a cominciare dalla diminuzione di spesa pubblica e numero di dipendenti statali, decurtati di 24mila unità. In paragone una manovra simile in Italia equivarrebbe al licenziamento di oltre 300mila persone. Inoltre lo stipendio degli statali di nuova assunzione è stato ritoccato al ribasso. Altra operazione ad hoc è stata l’aumento dell’IVA al 23%. Su un punto però il governo non ha cambiato atteggiamento, cioè su quel 12,5% di tassazione alle imprese che per anni ha attirato sull’isola multinazionali come Twitter, LinkedIn, Apple e Dropbox.
Non a caso l’Irlanda è la seconda nazione europea per quantità di investimenti stranieri ed è molto competitiva sia sulla breve distanza sia nei confronti di Paesi come Cina e India. La concentrazione di multinazionali ha creato una sorta di bacino di eccellenza: a Dublino sono attive 9 delle prime 10 aziende mondiali di farmaceutica, le prime 10 del mondo riguardo il Web e 8 appartenenti alla top 10 della tecnologia.
Per un imprenditore straniero investire in loco significa trovare una forza lavoro nazionale giovane e qualificata: la percentuale di laureati super quella degli Stati Uniti, Gran Bretagna e della media europea. La crisi ha rinvigorito i vantaggi della bassa tassazione riducendo anche il costo locale del lavoro. In più l’Irlanda non richiede capitali minimi per aprire un’attività indipendente e prevede solo quattro operazioni burocratiche di avvio, che in genere richiedono poco piu di una settimana. La snellezza della burocrazia infatti è tra i fiori all’occhiello più apprezzati dagli investitori. Fattori negativi possono essere l’elevato grado di disoccupazione (14,6%) e i problemi del sistema bancario ai quali si riconducono l’innalzamento del debito pubblico a livelli abnormi (il 120% del PIL). Ciò nonostante la strategia di tagli e tasse la momento convince gli osservatori.
Rispetto al passato la selezione è più alta: ora è richiesto un livello migliore di inglese e questo è penalizzante per qualche italiano. Ma i più intraprendenti trovano occupazioni in pub e ristoranti, imparano la lingua e poi si fanno assumere in un call center, dove lo stipendio netto è di 1600 euro al mese. Da li se si hanno capacità la strada è aperta per la carriera. Per chi volesse cimentarsi con un’attività indipendente, i settori più percorribili sono informatica, ristorazione e turismo, mentre gli esperti sconsigliano le costruzioni.
Se guardiamo la capitale, dove tralaltro sono stato anchio, vi posso assicurare che è una città bellissima, sempre pronta al cambiamento e dove si respira un’aria giovane. Circa la metà della popolazione, infatti, ha meno di 30 anni. Forse è per questo che ci sono sempre appuntamenti in cartellone: festival, musica, eventi.. La capitale irlandese però non è molto grande, alla fine si ha quasi l’impressione di vivere in una famiglia allargata. Gli affitti sono più bassi rispetto agli anni scorsi e il costo della vita è simile a quello milanese con il vantaggio di avere uno stipendio più alto del 10 – 15%. In estate le giornate di sole sono rare, la pioggia qui regna sovrana, ma un pensierino a questa Irlanda vale la pena di farcelo!