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@marcommarco

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"Ma sapete una cosa? È finita. Finisce oggi. A Barcellona, il 18 aprile 2026, la vergogna cambia lato. È finita. La vergogna cambia lato e lo farà per sempre. Da adesso in poi, la vergogna è per loro. Per chi tace davanti all'ingiustizia, la vergogna per chi sfrutta i lavoratori e le lavoratrici, per chi criminalizza chi è diverso, per chi trasforma i diritti in merce, per chi difende i privilegi delle élite, per chi sostiene la guerra e la violenza a Gaza, in Cisgiordania, in Ucraina, in Libano, in Medio Oriente. La vergogna per loro. Per noi l'orgoglio. Per noi, l'orgoglio, sì. L'orgoglio di essere pacifisti perché amiamo la pace. L'orgoglio di essere ecologisti perché vogliamo un pianeta vivibile per i nostri figli e le nostre figlie. L'orgoglio di essere sindacalisti perché vogliamo diritti per i lavoratori e le lavoratrici. L'orgoglio di essere femministi perché vogliamo vivere in una società senza violenza. L'orgoglio, sì, di essere di sinistra, di essere socialisti, di essere socialdemocratici, di essere progressisti. Perché il progressismo oggi è più necessario che mai! L'orgoglio, amici e amiche, di spingere per un modello economico più giusto. L'orgoglio di rafforzare i servizi pubblici, l'uguaglianza tra uomini e donne, l'orgoglio di difendere società aperte, società aperte, che accolgono chi è costretto ad abbandonare il proprio Paese per cercare una vita migliore."
- Pedro Sanchez - 18 Aprile 2026

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Col botto!

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Lynn Hill on The Bird, 5.11. Ak-Su, Pamirs, Kyrgyzstan. 1995. Ph Chris Noble
Storicamente, le cose più terribili – guerra, genocidio e schiavitù – non sono state generate dalla disobbedienza, ma dall’obbedienza.
(Howard Zinn)
Hanno svelato i veri file del caso Epstein: due ventenni li trasformano in una casella Gmail e li rendono consultabili a tutti. Mentre il Dipartimento di Giustizia pubblicava a fatica migliaia di pagine sul caso Epstein, due sviluppatori poco più che ventenni hanno fatto ciò che nessuno aveva ancora fatto: prendere i documenti autentici, oltre 300 gigabyte di materiale giudiziario, e trasformarli in una casella Gmail perfettamente navigabile. Il risultato è Jmail, un archivio che permette di leggere la corrispondenza di Epstein come se si fosse dentro la sua posta elettronica. Nessuna ricostruzione fittizia, nessuna invenzione: sono gli stessi file ufficiali, solo resi finalmente leggibili. Jmail è accessibile pubblicamente: chiunque può esplorare l’archivio e verificare in prima persona la corrispondenza ricostruita a partire dai documenti originali.
Per accedere non serve alcun login: Jmail è un sito pubblico che ricrea una casella Gmail già aperta, costruita a partire dai documenti autentici del caso Epstein. Tutto il materiale è in inglese, esattamente come rilasciato dai tribunali statunitensi.
Dai PDF caotici a una casella email navigabile. I documenti erano disponibili da mesi, ma in una forma quasi inutilizzabile: migliaia di PDF, nessuna struttura, nessun ordine. Luke Igel e Riley Walz hanno deciso di riorganizzarli come un archivio email: cartelle, mittenti, oggetti, date. Ora basta digitare un nome o scorrere la posta per orientarsi in un materiale che prima era impenetrabile. I documenti consultabili su Jmail provengono dai rilasci ufficiali del Dipartimento di Giustizia e dei tribunali federali statunitensi. Si tratta di atti processuali, deposizioni, allegati e comunicazioni sequestrate durante le indagini sul caso Epstein.
Il materiale originale è in inglese e non è stato modificato: il progetto si limita a riorganizzare i file autentici in un formato leggibile, mantenendo intatti contenuti, date, mittenti e omissis presenti nelle versioni pubblicate dalle autorità.
Il paradosso è evidente: due cittadini con strumenti comuni hanno reso accessibile un archivio di enorme interesse pubblico, mentre un intero apparato istituzionale non è riuscito a farlo. Le discrepanze tra le versioni ufficiali dei documenti. Analizzando i file, il team di Jmail ha individuato un dettaglio sorprendente: l’ottavo volume dei documenti è stato rilasciato in due versioni diverse, una molto censurata e una con meno omissis, pubblicate in momenti differenti. Walz ha recuperato entrambe le versioni e le ha caricate su JDrive, l’area cloud collegata a Jmail, permettendo agli utenti di confrontarle. Così è diventato evidente che alcune parti oscurate in una versione restano leggibili nell’altra.
Errore? Incoerenza procedurale? Tentativo di nascondere informazioni? Nessuna risposta è arrivata dal Dipartimento di Giustizia, e difficilmente arriverà dal Congresso. Cosa si scopre navigando nella “casella” di Epstein. Accedere a Jmail (che simula l’indirizzo [email protected]) restituisce un quadro che i documenti ufficiali non riuscivano a rendere. Non ci sono solo i capi d’imputazione: emerge la logistica quotidiana del potere, fatta di favori, donazioni, raccomandazioni, contatti accademici e politici.
Tra le email compaiono scambi con Larry Summers, ex segretario al Tesoro, che chiedeva consigli personali a un uomo accusato di traffico di minori; e messaggi di ringraziamento per donazioni firmati da accademici che non sembrano interrogarsi sulla natura del loro interlocutore. La normalità che inquieta. L’interfaccia familiare di Gmail amplifica il paradosso: tutto appare oscenamente normale. Accanto agli ordini Amazon e agli appuntamenti, scorrono le email che documentano gli abusi e la rete di complicità che ha protetto Epstein per anni. Non c’è mediazione giornalistica, nessuna interpretazione: solo la banale amministrazione quotidiana di un sistema fondato sul ricatto e sulla compiacenza delle élite.
Il potere non è nei dati, ma nella lente.
Nell’epoca del sovraccarico informativo, non basta possedere i documenti: serve una struttura che permetta di leggerli. Questa volta quella lente non l’hanno costruita né i giudici né le grandi piattaforme, ma due giovani sviluppatori che hanno deciso di mostrare a chiunque cosa si nascondeva dietro il sipario".
Manuela Caporilli via FB
NOTA personale: io non mi sono addentrato nei meandri della mail, tantomeno ho intenzione di farlo, metto qua il link per chi volesse verificare...io nella vita di schifezze ne ho viste abbastanza e non mi metto a scavare nella merda...ad ogni modo il link è QUESTO

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