Arianna Ciccone, fb
Stamattina l'apertura del Guardian è questa: Pedro Sánchez dice che la Spagna sta subendo gli effetti della crisi climatica, mentre in Francia i pompieri combattono contro gli incendi. Oltre 360mila persone evacuate nei due paesi. Solo tra Madrid, Toledo e Ávila sono bruciati più di 45mila ettari. Giugno 2026 è stato il giugno più caldo mai registrato nell'Europa occidentale.
Intanto in questi giorni si torna a parlare del rapporto dell'intelligence britannica che il governo ha tentato di tenere nascosto. È uscito, per ora solo parzialmente, grazie a una richiesta di accesso agli atti presentata dal think tank Green Alliance. Richiesta inizialmente respinta invocando ragioni di sicurezza nazionale.
Il documento si intitola Global biodiversity loss, ecosystem collapse and national security. L'ha prodotto il Joint Intelligence Committee - i capi di MI5, MI6 e GCHQ insieme a funzionari di Cabinet Office, Foreign Office, Ministero della Difesa, Home Office e Tesoro - ed è stato pubblicato dal ministero dell'Ambiente.
Cosa emerge dal rapporto: ogni ecosistema critico del pianeta è su una traiettoria di collasso, inteso come perdita irreversibile di funzione. E il Regno Unito, si legge, allo stato attuale non è in grado di sfamare la propria popolazione senza importare. Secondo il Guardian, che ha lavorato anche sulla versione integrale ancora segreta, il rapporto descrive gravi carenze alimentari, aumento dei prezzi, migrazioni, destabilizzazione politica e possibili guerre, e le carenze alimentari potrebbero manifestarsi entro cinque anni.
Lo dicono i servizi segreti di un paese occidentale.
L'opposizione conservatrice è rimasta zitta, perché chiedere la verità avrebbe smontato la sua stessa strategia di ridimensionamento della crisi climatica.
È per questo che da tempo mi sono convinta che non sia più tempo di sinistra contro destra, e nemmeno di democrazia vs autoritarismi. Ora siamo a un livello ancora diverso: la linea di frattura passa tra chi sa perfettamente qual è la posta in gioco con la crisi climatica e chi nega o se ne fotte altamente, perché tanto a schiattare saranno le generazioni future.
Solo che non è vero nemmeno quello. Stiamo già schiattando.
Lentamente, al punto che possiamo far finta che non sia già parte della nostra vita. Il problema non è che non sappiamo. Il problema è che lo sappiamo benissimo, ma dobbiamo raccogliere le firme per la grazia a Roggero e scatenare l'odio globale contro i migranti.



















