Domande
Si inizia a crescere quando si inizia a mettere in dubbio. Ma arrivati a certi dubbi, chi davvero ha il potere di ricostruire la realtà? Che cosa sono dunque l'individuo, l'autoaffermazione, la felicità, l'intelligenza e la libertà?Che cosa pone i confini del mio essere? Il razionalismo porrebbe il corpo come limite e forse è proprio quello. Ma il mio essere pensante? Potrebbe essere soltanto una risultante dei processi biologici del mio organismo. Ma come la logica diventa irreale e quando la realtà segue la logica? I sillogismi aristotelici necessitano di premesse realistiche per avere risultati conformi al vero. Ma anche con premesse corrette si potrebbe non arrivare a reali conclusioni. E se non esistessero né premesse né conclusioni reali? La logica e la scienza sono artefici dell'uomo, non è mai detto che rispettino un filo conduttore. Le mie domande seguono un senso inapparente, forse sintomo di un'angoscia interiore, di tensione, di rabbia, tristezza, forse sono solo empia di emozioni e il mio essere pensante si sta esprimendo. Ma può essere il mio essere-pensante indipendente? Non credo. Ma le emozioni che diciamo di provare sono spesso differenti da quelle che proviamo davvero. Spesso è come se il tutto funzionasse in modo scisso. Mente e corpo, due confini, nord e sud, due poli che si toccano pochissime volte. Le nostre menti sono maledettamente manipolabili. Ma la psiche in che cosa consiste davvero? Cos'è davvero quella cosa che chiamiamo anima? Questa è una di quelle domande a cui non spetta affatto alcuna risposta pratica. La metafisica non ci appartiene, va oltre le nostre capacità. La scienza cerca il legame fisico tra pensiero e corpo. La psicologia va avanti come una teoria. Ma come si può dividere l'uomo in razze mentali? Come si può suddividere l'umanità in tipologie comportamentali? Percepiamo poco di una persona: come parla, come si muove, come guarda e descrive le cose in presenza di compagnia. Il contatto con una persona avviene con il racconto del pensiero; come se la visualizzazione del video del pensiero passasse da: 2040p della mente individuale, ai 480p del racconto, ed infine ai 240p della percezione altrui. Quello che si ottiene è un quadro impressionista, una cozzaglia di macchie che suggeriscono un'immagine, danno una parvenza, un'impressione, ma non una fotografia.E allora come posso dire se hai gli occhi a mandorla se di questi ultimi vedo solo una chiazza su una tela? Ovviamente la psicologia non analizza il pensiero bensì il comportamento esterno, ma quest'ultimo potrebbe non andare a pari passo con il pensiero. E qui cosa regge allora? L'individuo e la legge morale che senso hanno? Sono solo creazioni della razza umana. Ma siamo veramente più intelligenti? O sappiamo solo complicare l'esistenza ulteriormente? Se l'intelligenza sta nella capacità di adattamento, l'uomo che ha modificato tutto l'ambiente circostante può essere davvero ritenuto evoluto? Forse intelligente è stata l'invenzione della scrittura o forse questa è anche un modo di evitare la comunicazione verbale. Ogni nostra invenzione ci agevola in qualcosa e allo stesso tempo sottrae delle attività ad un processo. Rincorriamo il tempo. Vogliamo fare sempre più cose sempre in meno tempo e sempre con meno forze. Bruciare le taooe è la nostra soddisfazione maggiore. È tutto ridotto ad un fattore quantitativo- anche la qualità. Sei bravo se prendi 10, sei bello se hai quel numero di scarpe o gli occhi di una certa dimensione. Qualcosa ci piace quando ci ricorda n cose del nostro passato. Più collegamenti ci porta più questa cosa risveglierà emozioni morte in noi. Sommiamo secondi, giorni, anni. Facciamo una raccolta di esperienze. È quindi la vita solo un accumulo quantitativo?
















