La consapevolezza che è lì. Ce l' hai davanti agli occhi, al cuore certamente. Ma non alla testa. Tu lo sai. Un messaggio, la parola giusta, la domanda che non vuoi fare. Basterebbe ammetterlo, almeno a te stessa. Nonostante tutto, lo capisci. Non glielo vuoi chiedere, perché hai già le risposte. Non gli vuoi scrivere, l'orgoglio è sempre all'altezza del carattere che non cambierai. Non cambierà. Tu non lo farai, lui non cambierà. È ci guarderemo, sempre da lontano, ricordandoci dei mille baci, con le dite intrecciate, sul tuo letto, o su un pontile in piena notta, su una panchina mentre mi dici che mi volevi baciare appena mi hai detto ciao. Non ce la farò, lo so, a non sorridere quando ti vedrò in giro, e non ce la farai a non fissarmi, lo so. È quanto ti costa mandarmi un messaggio. Troppo, come costa a me. E litigare per un saluto mancato, ad una festa in spiaggia, e chiedere scusa. Scusa per tutto, travestito, da uno scusa, ero ubriaco. Che poi non ti ubriachi mai, davvero. Però ora, io dovrei smettere di sorridere, come sorrido a te, e tu dovresti smetterla di fissarmi, perché il niente di serio, non esiste. Non potrai essere qualcosa di diverso, perché il tuo essere così mi ha riportato a galla, dopo tanto tempo, e forse doveva essere solo quello.