" 𝐼𝓁 𝓉𝑒𝓂𝓅𝑜 𝓃𝑜𝓃 𝒶𝓉𝓉𝑒𝓃𝒹𝑒 𝓃𝑒𝓈𝓈𝓊𝓃𝑜. 𝒞𝑜𝓃𝒹𝓊𝒸𝑒 𝑜𝑔𝓃𝒾 𝒸𝑜𝓈𝒶 𝒶𝓁𝓁𝒶 𝓅𝓇𝑜𝓅𝓇𝒾𝒶 𝒻𝒾𝓃𝑒, 𝓈𝑒𝓃𝓏𝒶 𝒹𝒾𝓈𝓉𝒾𝓃𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒. " Dopo una nottata difficile Yume era sprofondata ancora una volta nei suoi sogni, quell'angolo dove il suo mondo interiore poteva manifestarsi fra i suoi sogni. Ma quando questi sogni prendevano vita... sembravano veri. Forse doveva succedere dell'altro? Non le era mai chiaro nulla eppure l'unica cosa definita in ogni sogno era una farfalla, la stessa che vedeva anche nei momenti più assurdi, forse era un segno di qualcosa? Era cosi piccola dalle tonalità bianche, spiccava cosi tanto in quell'oscurità mentre svolazzava verso un confine sconosciuto. La scia che questa lasciava era percorribile e lasciava spazio a piccoli frammenti simili a lacrime che nel tempo crollando sul pavimento d'acqua creavano piccole onde di varrei colori e riflessi. Ognuno di quei riflessi però non era comprensibile, erano tutti cosi diversi che davano la parvenza di poter cambiare da un momento all'altro. Il cammino verso quel sentiero oscuro illuminato solo da quella scia sembrava condurla verso alcune parole dalla difficile comprensione. Sembrava un racconto la cui favola era un costante ripetersi eppure... più avanzava in quel buio più il dolore al petto aumentava e la propria tempia facendo un terribile male la portava a sollevare la mano verso di questa quasi a massaggiarla. Lo scenario confusionario si spalancò davanti gli occhi di quella fragile figura che finalmente aveva davanti i propri occhi un posto simile ad una distesa di fiori di luna bianchi... o forse era lei che li vedeva bianchi? Ancora una volta la voce sembrava difficile da comprendere... ma quando si voltò verso un lato finalmente fu udibile e con esso il fremere del proprio corpo come se fosse davanti a qualcosa che incuteva timore.
Un uomo dai capelli blu notte tendenti ad un particolare violaceo.. occhi ramati che per quell'occasione erano diventati blu notte. Quella sagoma che con disperazione la teneva fra le braccia guardandola come un padre che non voleva per nessun motivo perdere la propria bambina. Cosa stai facendo? Stai piangendo... per me? Non essere stupida. Smettila... Vuoi davvero che l'ultima cosa che veda siano le tue lacrime? La se stessa di quell'attimo piangeva, piangeva per suo padre? piangeva per cosa in verità? Eppure, da li a poco come se fosse investita da qualcos'altro il fiato le venne mozzato mentre una corrente d'aria la voltò verso un altra scena non chiara Perchè...PERCHé'??! L'hai uccisa! Ti voleva bene! Il volto di Yume sembrava terribilmente addolorata come qualcosa che doveva cambiare, forse doveva impedire qualcosa nel futuro? Non capiva... e più non capiva più cercava risposte. Più le risposte non avevano risposte.. più le domande diventavano troppe e lei stessa doveva trovarne quella corretta. Quando si avvicinò però a quella sfumatura di se stessa come una pittura che si scioglieva davanti i suoi occhi un altra sfumatura si rivelava. Le palpebre di Yume si spalancarono quando notò un ragazzo alto dai capelli platino e leggere sfumature blu e quei occhi blu accesi che la fissavano. Non poteva dimenticarli.. Cho...u...gi?
Il fratellone Chougi, come poteva dimenticarsi da chi scappava quando era una piccola che scappava. Ti difenderò!! Non importa cosa mi succederà. So che sarà doloroso quello che dovrai superare e vorrei essere li per proteggerti ma questa volta... sarai da sola. Ora dormi Sorellina... Le mani si portarono in avanti come se fosse davanti ad una scena disperata Chougi.... CHOUGI!? Come investita da qualcosa che non riusciva a vedere con i suoi occhi sprofondò in un abisso oscuro... ciò che però fu chiaro alla ragazza era il dolore. Prima che gli occhi si chiudessero... notò le parvenze di un ragazzo questa volta non era più suo padre a tenerla fra le braccia... quei occhi che catturavano il suo sguardo... Sono arrivato... troppo tardi.... Un grido che trattenne quella figura prima di liberarsi disperato. Seguito da lacrime. Un urlo cosi disperato da portare tutto a tacere in un boato che portò Yume ad avere un fiato sempre più corto, quasi stava per avere una crisi non solo fisica ma anche psicologia. Fu lì che il buio e la luce si fusero... finendo per impedirle di conoscere cosa fosse davvero... quel sogno.
















