Il ruolo del Ministero, con una premessa storico-ergonomica
Vorrei condividere delle riflessioni sul ruolo del MIUR nella diffusione delle nuove tecnologie che ho maturato negli ultimi anni. Aggiungo una premessa frutto dei miei studi di ergonomia che non pretende di essere un trattato, ma piuttosto suscitare suggestioni.
Il nostro carattere ed il nostro umore cambiano il modo con cui ci relazioniamo fisicamente con il mondo, e in primo luogo questo accade attraverso la postura (a questo proposito consiglio di dare un'occhiata a [1], molto istruttivo). E' anche vero il viceversa: il modo con cui interagiamo con gli oggetti che ci circondano modificano il nostro modo di vedere le cose, il nostro umore e persino il nostro modo di pensare.
Nell'antichità, il modo privilegiato con cui i docenti insegnavano ai propri allievi era attraverso la voce, e questo stimolava naturalmente l'osservazione diretta del mondo circostante. Le cose cambiarono quando si diffusero la scrittura ed i libri: leggendo un libro, si ha un effetto di "chiusura" sia fisico (spalle intraruotate, capo chino) che mentale (ci si "chiude" appunto nella lettura, allontanandosi da ciò che ci sta intorno); questo favorisce l'introspezione e l'approfondimento individuale.
Ad un certo punto si è arrivati persino a pensare che la carta non fosse più uno strumento per comunicare la conoscenza, ma verità per sé stessa: ad esempio i libri sacri e l"ipse dixit". Questa chiusura dal mondo reale verso un mondo altro, ultraterreno o passato, sarebbe stato probabilmente impossibile senza il mezzo dei libri: caratteristiche differenti nel mezzo (dalla voce alla carta) hanno portato a mutamenti epocali.
In un altro momento si credeva invece che scrivendo tutto il sapere in dei grossi tomi, questo potesse essere a disposizione di tutti, ignorando o sottovalutando i limiti del mezzo di diffusione, e favorendo anziché la conoscenza, l'enciclopedismo.
Nonostante questi eccessi, i libri hanno passato la prova di millenni, e ancora dimostrano la loro utilità come mezzo sia per trasmettere il proprio mondo interiore, sia per studiare un argomento in profondità.
Ora stiamo vivendo un'altra fase di cambiamento, con i computer e in particolare i dispositivi mobili, ed è difficile capire in che direzione stiamo andando. Da un lato infatti il mondo virtuale generato dall'era digitale è ancora più completo e avvolgente di quello della carta stampata, capace quindi di alienare completamente chi l'utilizza. Dall'altro, il moltiplicarsi dei sensori, la realtà aumentata, etc. potrebbero cambiare il modo di interazione e permettere una nostra fruizione della tecnologia in modo più "aperto".
In particolare al mondo della cultura e dell'insegnamento, cosa succederà in futuro? I libri verranno accantonati o troveranno il loro spazio unico e non sostituibile? E' chiaramente difficile dirlo, ma credo che dovrà essere l'uso che ne faranno le persone, la cultura stessa o il mercato a decretare se e quali tecnologie andranno avanti e quali spariranno. Io credo che non ci possiamo permettere che questo sia deformato da una normativa ministeriale che obbliga l'uso di una cosa piuttosto che un'altra, norme scritte da un gruppo di persone che, i fatti e le loro stesse parole ogni giorno lo dimostrano, non hanno una visione strategica, ma sono guidate da decisioni tattiche, di risparmio e demagogiche.
Il compito del Ministero a mio avviso dovrebbe essere di fare da volano economico e culturale. Per esempio:
corsi di formazione, gratuiti o a prezzo agevolato, sia per i manager che per gli sviluppatori per presentare il ruolo delle nuove tecnologie, perché e come investire, i principi pedagogici, di usabilità ed accessibilità da seguire durante lo sviluppo.
un sistema di incentivi per la piccola e media editoria, per permettere di superare il costo iniziale dell'innovazione
incentivare l'internazionalizzazione dei prodotti, per entrare in un ecosistema di conoscenza di livello europeo/mondiale e non solo nazionale
fornire linee guida per valutare la qualità delle opere, siano esse cartacee, digitali o miste
indicazioni per la tutela del diritto d'autore che siano compatibili con il contesto scolastico e le esigenze didattiche. A mio avviso bisognerebbe scoraggiare le licenze a tempo, ad esempio che scadono alla fine dell'anno scolastico, e promuovere soluzioni di soft copyright come ad esempio il watermarking, attualmente in uso da Simplicissimus.
corsi di formazione e aggiornamento per illustrare diversi metodi didattici; questi metodi possono eventualmente fare uso di nuove tecnologie di vario genere.
un sistema per recepire le richieste di attrezzature che nasceranno a valle dei corsi di formazione del punto precedente; l'idea è di invertire il paradigma per il quale il ministero fornisce una tecnologia e gli insegnanti si adeguano, ma sono gli insegnanti a proporre e il ministero ad organizzarsi di conseguenza
facilitare la condivisione di esperienze dei docenti sia all'interno dello stesso istituto, sia in un contesto nazionale ed internazionale
strumenti per confrontare quali opere sono più adatte ad un certo metodo (ad es. adatto per lezione frontale, collaborativa, per laboratorio) o un certo tipo di alunni, agganciandosi magari a strumenti come il Piano Educativo Individualizzato.
un sito istituzionale a sottoscrizione volontaria per gli editori dove sarà possibile trovare una valutazione della qualità del libro, provenienti da: autovalutazione delle case editrici (secondo criteri forniti dal ministero), valutazione degli utenti, valutazioni di associazioni di categoria (ad esempio esistono già dei database sui libri accessibili)
per gli studenti e le famiglie:
come sopra, strumenti per confrontare differenze di qualità e contenuti dei testi adottati, specificando anche quali sono più adatti per determinate predisposizioni o difficoltà dei ragazzi
strumenti per confrontare le differenti spese tutto compreso, considerando che il costo di un'opera digitale non è esaustivo, in quanto bisogna considerare i requisiti minimi di sistema (su quali dispositivi lo posso usare? con quali caratteristiche? serve la connessione internet? quanto veloce?), le eventuali licenze necessarie (es. MS Windows, MS Office, etc.), per quanto tempo è effettivamente fruibile l'opera (es.: licenza della durata di un anno)
Se ritenete opportuno, inoltrate queste riflessioni a tutti coloro pensate possano essere interessati!
[1] http://www.biomotionlab.ca/Demos/BMLwalker.html