Il discorso di Alessandro Giuli, nuovo ministro della Cultura, durante la presentazione delle sue linee programmatiche alla Camera è stato caratterizzato da un linguaggio complesso e a tratti filosofico. Ha parlato della “quarta rivoluzione epocale” in riferimento alla trasformazione dell’infosfera globale, evidenziando i rischi legati alla digitalizzazione. Tra questi, ha menzionato sia l’entusiasmo passivo verso la tecnologia, che potrebbe portare a ignorare i suoi pericoli, sia un atteggiamento di difesa apocalittica, che percepisce il progresso tecnologico come una minaccia .
Questo intervento ha generato discussioni e critiche, con alcuni che lo hanno descritto come eccessivamente aulico e difficile da comprendere, al punto da essere etichettato come una sorta di “supercazzola” sui social e da parte dell’opposizione .