Una spirale. Una grande âSâ. Un turbine blu su di uno sfondo giallo. Un arabesco. Unâonda, una scia magica. Oppure, la scalinata dei Musei Vaticani. Dipende dai punti di vista, da come la si guarda. La realtĂ . Potremmo essere dentro un sogno. La âSâ di sogno. La realtĂ non è forse ciò che noi vediamo o che vogliamo vedere? Ecco uno degli interrogativi dellâopera, che ci avvolge globalmente al suo interno. Un vortice da cui non si può uscire. Qualâè il sopra, quale il sotto?Â
Con questâopera ci possiamo giocare, come fa lâartista con la realtĂ . Come ci suggerisce egli stesso, dâaltronde. Ci invita a scrutare le infinite vie di osservazione.
Silvio Zangarini usa la macchina fotografica come un occhio magico che deforma le dimensioni a suo piacimento, poi le proietta, le provoca, le lancia su nuove superfici.