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Quando sei giovane, le tue potenzialità sono infinite. Potresti fare qualsiasi cosa. Potresti essere Einstein, potresti essere Di Maggio. Poi arriva un'età in cui ‘potresti essere’ va a sbattere contro ciò che sei stato. Non eri Einstein, non eri niente. È un brutto momento.
Confessioni di una mente pericolosa (via doppisensi)
Tranquility | Photographer © | AOI

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But you loved her? Yes. And she loved you? Yes. Then why did it end? Because love and compatibility are not always the same thing.
S.Z. // Excerpt from a book I’ll never write #278 (via blossomfully)
So much harm comes into this world when the wrong thing is said. But that’s nothing compared to the pain from what goes unsaid.
Brad Meltzer, The Book of Lies (via wordsnquotes)
I have built a home for you in my heart; just know the door may not always be open, but it will always be unlocked.
Michelle K., To You, It’s Always to You (via wordsnquotes)
I came back to see if you were here, but everything was different Your voice was low, you blended in, I could barely hear you speak You were always my last second bright spot in the distance Thought that you were something good That I would always keep

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I am too full of life to be half-loved.
Ijeoma Umebinyuo, Questions for Ada (via thelovejournals)
When you are attracted to people, it’s because of the details. Their kindness. Their eyes. The fact that they can get you to laugh when you need it the most.
Jodi Picoult, Sing You Home (via thelovejournals)
You have to have a dream so you can get up in the morning.
Billy Wilder (via amortizing)

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Playfighting Red Fox Kits by © Roeselien Raimond
Qual'è o quali sono la parola o le parole piu' porche che ti piace sentirti dire a letto?
Troia e cagna.
Invece, anche fuori dal letto, leggere “qual è” scritto correttamente.
Adorabile la risposta. Però vorrei fare una riflessione più seria che non mi permetto mai di fare perché potrebbe sembrare che stia giudicando le persone. Lungi da me farlo, per me l'idea che ognuno sia libero di vivere la propria sessualità come desidera è sacrosanto, e chiunque ha il mio rispetto a prescindere. È che io genuinamente non riesco a capire come le donne possano amare essere sottomesse e umiliate a letto. Mi riferisco anche ad altri tuoi post e, in generale, ovviamente non solo a te. E anche a predilezioni sessuali ben più avanzate sul fronte della dominazione e dell'umiliazione dell'ingenua cosa sopra. Proprio le donne più libere, emancipate, intelligenti e indipendenti, sembrano comunque in gran percentuale amare dinamiche sessuali che le vedono dominate, oggettificate, sminuite. Ci sono senz'altro ragioni culturali, psicologiche, sociologiche per questo, e ovviamente in questi campi si devono per forza ascoltare le pulsioni più profonde, non ci si può eccitare a comando con quello che sembrerebbe razionalmente più positivo se istintivamente non funziona. Però forse intraprendere una riflessione che vada al di là del “nel sesso tra adulti consenzienti vale tutto”. Nel senso che troppo spesso, secondo me, consideriamo il sesso come un capitolo a parte, sconnesso dal resto. Ma non lo è. Pensiamo anche a quanti problemi gli uomini sembrano avere con la violenza e il dominio sulle donne. Perpetuare nel sesso certi schemi, anche da parte di donne libere e consapevoli. So che direte che non c'è per forza relazione ad esempio tra sadismo sessuale e violenza reale, ne sono al corrente, non sono stupida. E anche la psicologia vede l'esplorazione di certe dinamiche (se non prendono il sopravvento) come positive e perfino salutari. Però qualcosa significherà. Se ti viene duro dominando, umiliando, oggettificando, etc, qualcosa significherà. Bisognerebbe spiegare meglio, ma non ho tempo.
da maschio posso dire che il famoso “dimmi che sono una troia” a me smonta l’attimo. farlo - ossia liberarsi consapevolmente dai tabù e comportarsi in modo libero e giocoso e senza che costrutti sociali siano d’intralcio, anche per cose che a me non interessano (S/M e così via) - va certamente bene, ma davvero non riesco a capire quale possa essere la molla. forse, e dico forse, l’unica cosa che mi può far pensare ad un aspetto positivo è che quanto alla dominazione (intrinseca nella penetrazione ed a quella mi riferisco) si esprime in realtà un’accoglienza dell’altro. ma anche qui non ne sono sicuro ed in ogni caso non vale per tl’oggettivazione o lo sminuimento.
ad ogni buon conto son cose che si spiegano meglio in un letto (o in una cucina, o in un cesso di un treno o… beh avete capito) nell’incontro tra due persone che non su una tastiera.
Rebloggo per i due sensati interventi precedenti il mio e vi lascio volentieri a riflettere su di essi senza aggiungere altro.
Non che non abbia un mio pensiero (te pareva) ma solo perché chi mi conosce sa come la penso e chi non mi conosce e gli prude il socialgiastisuorriorismo dovrà accontentarsi di flamare boh-forse-mah e scriptbanane.
Credo che la spiegazione possa essere semplicissima, alla fine. Da sempre la patriarchia e la religione richiedono a noi donne di essere sante, invece vogliamo sentirci puttane. Troppo semplice? Può darsi, ma secondo me a volte la spiegazione più semplice è anche quella vera.
Forse non vogliamo dover scegliere se essere una o l’altra cosa. Esattamente come hanno sempre fatto gli uomini. Ma la spiegazione per me non è solo quella storica o sociologica, esistono anche componenti inconsce e psicanalitiche estremamente potenti. Esattamente come il contesto è molto più ampio del farsi chiamare “troia” e “cagna”.
L'altro giorno ho avuto la sventura di vedere il film doc autocelebrativo “Rocco”, noia mortale tra sparate edipiche sulla madre e autocelebrazioni prive di qualsiasi senso critico.
Unico punto di interesse il pezzo in cui una a me sconosciuta, ma mi pare di aver capito, nota e storica pornostar spiegava come teneva insieme l'essere femmnista con l'essere una pornostar e in particolare l'essere una donna forte e emancipata con il suo ruolo di sottomessa. E come spesso chi combatte, giustamente, sessismo e ingabbiamenti centenari della donna, spesso lo fa cadendo in altri cliché e gabbie.Lo cito qui (nel film c’ è una parte più lunga ed esauriente) perché mi sembra un ulteriore spunto e riflessione su una questione molto privata e individuale ma in cui il sociale e il politico c'entrano molto.
- What’s the best thing about the industry?
- Being able to safely explore your sexual boundaries and continue to keep pushing what other people think about sex and sexuality. My aim is always to make you think. I am a feminist and submissive. It’s not politically correct and decades of feminism should have brought me closer to being able speak and claim my true sexual desires I decided to share that with the world. To say to other women its ok to be like me, its ok to be sexually strong yet submissive. Embrace it enjoy it be free.
(Kelly Stafford)
http://insidetheporn.blogspot.it/2016/07/kelly-stafford.html?zx=fb9eefb4700ef5cd
[E comunque che in una relazione sub/dom chi ha il potere non sia il dominante è più che ovvio, così ovvio che ce lo si dimentica.]
Ma… e sticazzi?
Davvero: sticazzi, la molla. Sticazzi, le motivazioni. Fai cose perché le fai, ti ecciti - o non ti ecciti - perché sì. Non è che se a un@ piace essere sculacciat@ è perché papà o mamma lo picchiava da piccolo. È una cosa che fai, senti, ti eccita, perché sì e punto. Sta cosa di trovare i motivi, come se in realtà ci fosse un problema da qualche parte – perché “se una si eccita a farsi dare della troia un problema c’è, eh, mica è normale. Come se uno gli viene duro a fare il sadico. Cioè, poi per carità, io mica giudico… però qualcosa significherà”. Occhiolino, sorrisetto, risatina. Seriamente, dai: sta cosa fa il paio con “i videogiochi violenti e la musica rock” (sem-cit., e dio mi perdoni per il “basso” livello culturale).
CI sono millemila motivi, sicuramente: culturali, sociali, storici, e tutto il resto. Ma, guess what? Esatto. Sticazzi.
Last but not least: non sono una donna, quindi non posso dirlo con certezza, ma sapete perché tante donne libere, emancipate eccetera amano *anche* certe dinamiche, secondo me? Perché, sempre secondo me, sanno perfettamente che possono amarle, senza che qualcuno stia loro a fare la punta al cazzo - perché tendenzialmente quelle donne scelgono dei partner che non sono dei totali imbecilli. Oh, si fa per dire, eh, parlo in generale. Che qui mica c’è nessuno che giudica.
esattamente
vabbé ma uno potrà dire che a me (a me, ripeto) una che mi chiede di menarla non mi fa voglia di rivederla? o che se mi chiede di darle della troia la posso pure accontentare ma non fa per me?
però siccome ciò fa di me “un totale imbecille”, anche se non posso dirlo con certezza, concordo sulla linea dello sticazzi e saluto cordialmente con un figatomare, senza giudizi, pregiudizi o che nessuno si senta offeso.
Qui nessuno ha giudicato. Il mio post nasceva proprio sullo “smettiamola con gli “esticazzi”. Agire senza chiedersi mai le motivazioni profonde delle proprie pulsioni, dei propri comportamenti, è assurdo. E infatti non lo facciamo mai, tranne che per il sesso. Che è sempre cosa a parte. Per me non lo è. Chiunque, se non è un totale imbecille, si chiede o prende consapevolezza su cose tipo “sono diffidente e tendo a mettere armature, rischio di perdere rapporti importanti, ma sono stato molto ferito e tendo a non riuscire a fidarmi subito”. Oppure “a volte ho degli atteggiamenti autosabotanti”. O qualsiasi altro esempio. Ma se ti piace qualcosa nel sesso è vietato chiedersi il perché. Sono la persona più lontana dai giudizi morali, il mio era un discorso più alto e complesso, che non mi è riuscito bene per la fretta, evidentemente. Un discorso sul come l'aver reso trendy e figa qualunque inclinazione sessuale e il fatto che chiunque provi a farsi una domanda venga etichettato come un rompicoglioni bigotto, impedisca ormai qualsiasi analisi, qualsiasi consapevolezza. Mentre io due domande sul perché mi eccito a umiliare la gente o sul perché, che so, mi piace farmi sputare addosso me le farei. Ma non per giudicare o sindacare, per consapevolezza. Il mio “significa qualcosa” non era sarcastico, era letterale, vorrei (evidentemente molti non condividono) che un'autoconsapevolezza ci fosse, che uscissimo da questo collettivo “godo e chissenefrega del perché”. A me, ed è la mia opinione, sembra importante. E, in alcuni casi, anche necessario. Poi c'è tutto il capitolo questione femminista, ed anche qui si tratta della mia personale visione delle cose. Per me il pubblico è anche privato a volte, e se anche le donne che sono indipendenti, forti e consapevoli e che si definiscono femministe finiscono per avallare i soliti vecchi meccanismi di sopraffazione maschile, forse una riflessione va fatta. Ma non attaccando i singoli, e certo ognuno continuerà a fare sesso come vuole, anche qui era un'analisi ampia, una riflessione profonda sull'evoluzione del rapporto uomo donna. Altrimenti, avevamo in maggioranza gli uomini dominatori e le donne sottomesse etc. Poi i tempi sono cambiati e lo schema principale, prevalente, è sempre uomo dominatore, donna sottomessa, ma adesso ha il consenso di lei emancipata che ama essere la sua cagna. Sto brutalmente semplificando. E certo che è libera di farsi trattare come le pare, certo che è femminismo proprio la libertà e l'autodeterminazione. Però a me, ripeto, una riflessione viene. Ad esempio sul fatto che questa cosa non ci si ritorca contro. E se non si riesce a capire che non ha a che fare con un giudizio gne gne o con voler dire alla gente come deve vivere, non so che farci. Mi ci mettevo anche io nella riflessione, nell'enorme capitolo “non consideriamo il sesso come una cosa che non va mai capita o analizzata”.Comunque, mi scuso per come l'avete presa. Fermo restando, perché sembra ancora in dubbio in alcuni commenti, che due adulti consensienti sono liberi di fare quello che vogliono. Lo davo talmente per scontato.