Bon jour, bonne semaine à tous ☕️ 📰
Kiosque à journaux ,Rome 🇮🇹 Italie 1940
Photo de Carl Mydans
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🗞 Le Kiosque à journaux 📰
Dessin 🖋🖊 de Jean-Jacques Sempé
👋 Bel après-midi
Bonjour, bon Mercredi à tous ☕️ 🐕
A trois en terrasse🗼Paris 1960s
Photo Kati Horna
🐦 Oups ! 🫢
"Il semble que l'on puisse faire en France une statue qu'avec les débris d'une autre statue et qu'on en élève une que pour avoir un prétexte d'en briser une autre."
Alphonse Karr
Illustration animée :Régis Vidal
In 1900, Paris became the scene of the world.
Millions of visitors came to discover the Universal Exhibition, its pavilions, its inventions and the wonders of electricity.
For few months ,
The city is celebrating the progress,
the science
and the promise of the new century.
It was a time when Paris seemed to tell the world:
The future begins here.
🎙 Guillaume SanJorge

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“Siamo fatti di carbonio e di scemenze, di materia e di pensieri inutili. […] Siamo variopinti e diamo tanti sensi alla vita, ci proviamo, con tutte le nostre forze, non è possibile che non ci sia un senso e allora ce lo inventiamo, ne abbiamo così tante di possibilità di senso che non sappiamo che farcene, ne abbiamo così tante che una deve essere giusta, almeno una.”
— Pier Lorenzo Pisano, “Carbonio”.
The Beatles - While My Guitar Gently Weeps.
“I look at the world and I notice it’s turning While my guitar gently weeps With every mistake we must surely be learning Still my guitar gently weeps”.
“ […] è strano e buffo, scalpitiamo sempre per la voglia di andare, allontanarci e trovare chissà cosa, ma quello che più cerchiamo è ciò che era nostro, e che abbiamo lasciato all’inizio del viaggio. Forse la vita è questo, una corsa senza respiro, sperando di arrivare un giorno dove siamo partiti.”
— Fabio Genovesi, “Oro puro”.
“Il mare se ne frega. Al mare non importa nulla di te. Succede a chi è così grande. Non ha tempo per curarsi delle cose insignificanti. Come me. Il mare se frega perché sa che lui ci sarà anche domani. E’ un lusso che a te non è concesso. Hai meno tempo del mare. Per questo dovresti dare valore al tempo che ti rimane. Perché non ne hai. Finché non arriva il giorno in cui fai il punto e di momenti importanti te ne vengono in mente quattro o cinque. Gli altri? Gli altri se li è portati via il mare.”
― Manuel Bova, “Al mare non importa”.
“A volte il tuo ricordo sbiadisce come le foto con il passare del tempo. Allora ti scrivo e il processo di sparizione rallenta.”
— Mathias Malzieu, “Il guerriero di porcellana”.

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“Che percentuale della nostra vita occupa la memoria? Che cosa ricordiamo, in che misura si trasformano gli eventi dopo che li abbiamo vissuti, dopo che sono sprofondati negli abissi e sono diventati ricordo? Perché alcuni fatti, alcuni eventi, ci costringono per loro natura a digerirli dentro di noi, dove si modificano, si rimodellano e ci presentano lati diversi a seconda di come evolve la nostra esistenza; infine ci sono eventi che tentiamo di comprendere per una vita intera. Forse dovremmo vivere almeno tremila anni per capirci qualcosa, della vita. Forse dovremmo essere dèi, sequoie oppure antichi versi di poesie riscoperte dalle sabbie dell'Iraq. E forse la letteratura dopotutto non è altro che il luogo dove riusciamo ad avvicinarci di più alla comprensione dell'esistenza, o dove riusciamo a raccapezzarci un poco, soprattutto perché non ha frontiere. O meglio, perché ignora quelle frontiere che l'essere umano si crea da solo, che dissemina intorno a sé e carica di un tale peso che, diciamolo, diventano il punto di riferimento attorno al quale definisce la propria vita e il proprio universo”.
― Jón Kalman Stefánsson, “Il mio sottomarino giallo”.
Joseph O’Connor, “Desperados”.
“La felicità più grande risiede nelle piccole cose, pertanto se dovessi scrivere della mia vita, annoterei solo gli avvenimenti di poco conto. Si può ritenere che la meraviglia della vita sia sempre a disposizione di ognuno in tutta la sua pienezza, invisibile. Tuttavia, se la si chiama con il giusto nome, essa arriva.”
― “L’amore secondo Kafka” tratto dal libro di Michael Kumpfmüller, “La meraviglia della vita”.
“Le cose che conosciamo meno non sono quelle che non sappiamo, ma quelle che ormai crediamo di sapere benissimo. Le teniamo chiuse da una parte e smettiamo di pensarci, di ascoltarle e guardarle, così non ci rendiamo conto che in realtà ne sappiamo poco, e quel poco è una scemenza: oltre la pozzanghera dove giocavi da piccolo saltellando a piedi uniti, si apre un oceano insospettabile.”
— Fabio Genovesi, “Mie magnifiche maestre”.
“Le poesie non vanno bene per nascondersi. Le poesie sono luoghi inospitali, in cui si può restare per pochissimo. Non c'è modo di sdraiarsi, di stare comodi. Il più delle volte è tutto pieno di aghi e di spigoli in una poesia. E ogni muro o stipite a cui ti appoggi a un certo punto, inderogabilmente, frana. E poi non è facile uscirne. Ti cambiano tutte le parole nella testa e nella bocca. Quelli che si nascondono nelle poesie se tornano, ammesso che tornino, li riconosci perché non hanno più tanta voglia di parlare. Vanno scelte con attenzione le poesie che si possono abitare per un po'. E comunque, nella mia esperienza, quelle piene di aghi e spigoli sono più sicure di quelle foderate di soffice ovatta. Nelle prime si prova molta inquietudine, nelle seconde si soffoca e basta.”
— Carmen Gallo, “Tecniche di nascondimento per adulti”.

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“A questo servivano i libri, a sfogliare le storie infinite che uomini del mondo raccontavano ad altri uomini dello stesso mondo perché ognuno riconquistasse la propria vita con la ragione o con la forza dei giusti sentimenti.”
— Remo Rapino, “Di nome faceva Arturo”.
Oggi una ragazza mi ha chiesto un consiglio per iniziare a scrivere. Ci ho pensato e non ho saputo trovarne uno migliore: cerca di dire la verità, ma senza fare addormentare chi ti legge.
Luigi Prestinenza Puglisi